Il nostro associato viene contattato dalla banca nel mese di dicembre 2003 in quanto il suo conto corrente è in passivo. Viene appurato che una persona sconosciuta ha effettuato quattro prelievi per un importo complessivo di euro 1.300,00 tramite quattro distinte di prelievo contenenti la firma macroscopicamente falsificata.

Il nostro associato sporge denuncia contro ignoti presso i carabinieri e contemporaneamente chiede alla banca – responsabile per negligenza professionale – di essere risarcito dell’importo colpevolmente erogato. La banca infatti non ha verificato nè l’identità della persona presentatasi allo sportello, nè la corrispondenza della firma apposta da quest’ultima sulle distinte di prelievo con la firma depositata presso la banca stessa .

La banca chiede però al nostro associato di coprire immediatamente la passività per poter procedere tempestivamente al risarcimento richiesto. Il nostro associato versa quindi il suo stipendio di euro 2.700,00. A questo punto la banca blocca il conto corrente per non ben precisati accertamenti tecnici.

Il nostro associato, privato per colpa della banca dell’importo complessivo di euro 4.000,00, è così costretto a pagare la gestione di un conto corrente che non può utilizzare e a rinunciare durante il periodo natalizio sia agli acquisti dei regali, sia ad un viaggio da tempo programmato . Solo a marzo 2004 la banca sblocca il conto corrente e restituisce la somma di euro 1.300,00, trattenendosi però le spese di sofferenza della passività.

Il nostro associato chiede alla banca delle scuse formali per il trattamento subito, ma non ottiene alcun riscontro.

La banca viene quindi citata avanti al Giudice di Pace di Milano per essere condannata al risarcimento del danno patrimoniale – spese di sofferenza addebitate e tempo sottratto al lavoro dipendente per accertamenti e denuncie – e del danno esistenziale – rinuncia ai doni ed alle vacanze natalizie, nonchè stress subito per l’arroganza con cui la banca ha imposto la sua volontà.

Il Giudice di Pace di Milano ha riconosciuto entrambi i danni e, in particolare, ha condannato la banca ad un risarcimento di euro 600,00 per danno esistenziale.

Avv. Martino Bianchi – Confconsumatori Milano