Luglio 2004 – Un anno di tribolazioni per un assegno contraffatto . Tutto ha inizio nel giugno 2003. Una donna di un piccolo centro del brindisino provvede con un assegno al pagamento di alcuni acquisti per un importo di € 360,00. E’ proprio l’emissione del titolo di credito per assicurarsi provviste per il prossimo inverno, l’inizio della incredibile odissea. Dopo qualche giorno la "sventurata" signora chiede alla Banca di cui è correntista, la Unicredit, un estratto conto degli ultimi movimenti. La sorpresa è notevole. Il documento contabile riporta un addebito di € 860,00 e non di € 360,00. L’utente chiede, quindi, una copia del titolo negoziato. Non appena le viene consegnato i dubbi si dissolvono. Non occorre l’occhio di un esperto: l’assegno mostra segni evidenti di contraffazione . Sono visibili residui di altre scritture non cancellate, il tratto è differente ed anche l’intensità di inchiostro. E’ evidente, inoltre, l’aggiunta delle due lettere nella parte letterale e la correzione dei numeri che trasformano l’importo originario da € 360,00 a € 860,00. La Unicredit si irrgidisce ed esclude, categoricamete, un proprio errore. Stesso atteggiamento assume anche la Banca Popolare del Materano, istituto di credito presso il quale l’assegno è stato negoziato. La signora disperata si rivolge alla Federazione Provinciale di Brindisi della Confconsumatori. La nostra associazione ha, quindi, immediatamente invitato ben due lettere di diffida aciascuno degli istituti di credito coinvolti nella vicenda al fine di ottenere le somme illegittimamente. Nonostante ciò, però, le banche continuavano a dimostrare un atteggiamento di completa chiusura nei confronti della nostra associata ed a negare qualsiasi forma di risarcimento.

In data 17 maggio 2004, quindi, i legali della Confconsumatori Brindisi, ai quali la signora aveva conferito mandato per l’assistenza legale nella controversia de qua, hanno notificato alla Unicredit ed alla Banca Popolare del Materano l’atto di citazione in giudizio. Nell’atto è stato richiesto il risarcimento del danno patrimoniale patito dalla nostra associata, a causa della violazione degli obblighi di diligenza professionale posta in essere dalle due banche, ed il risarcimento del danno esistenziale per lo stress psicologico patito dalla donna a seguito dell’atteggiamento di completa chiusura dimostrato sia dalla Unicredit sia dalla Banca Popolare del Materano a tutte le richieste di attenzione e di composizione bonaria della controversia.

In data 16 luglio 2004, dinnanzi al Giudice di Pace di Brindisi, si è svolta la prima udienza di comparizione, a seguito della quale, previo accordo per le vie brevi, la Banca Popolare del Materano ha voluto chiudere la vicenda corrispondendo alla nostra associata l’intera somma illegittimamente addebitatale, quanto richiesto a titolo di danno esistenziale e le spese e competenze legali .

La vicenda si è, quindi, conclusa con un successo per la nostra associata, la quale ha ricevuto l’intera somma richiesta, e per i legali della Confconsumatori che alla fine hanno fatto valere i diritti di un utente bancario, il quale oltre a subire un danno, a causa del comportameto negligente delle banche, si è, anche, visto rifiutare qualsiasi forma di dialogo da parte degli istituti di credito .

avv. Emilio Graziuso – Confconsumatori Brindisi