Quando le Poste si rifiutano illegittimamente di consegnarvi il denaro che avete sul vostro conto

10 ottobre 2001: siete titolari di un c/c postale, volete fare un prelievo ma avete finito gli assegni e allo sportello postale centrale vi dicono che non è assolutamente possibile avere il vostro denaro?
Attenzione: non sempre i diktat postali corrispondono a verità. Leggete cosa è capitato a un correntista di Grosseto e in che modo ha fatto valere il suo diritto ottenendo anche un risarcimento. I servizi postali sono o non sono paragonabili per qualità e flessibiltà a quelli bancari?
BANCO POSTA E UTENTI: Tanta burocrazia e poca…banca
All’inizio del mese di agosto un correntista grossetano delle Poste si trovava impossibilitato ad emettere temporaneamente assegni. L’utente aveva necessità di entrare in possesso del saldo del suo c/c postale che ammontava ad oltre 20 milioni di lire.
In assenza di assegni si recava allora allo sportello postale centrale, chiedendo di prelevare dal conto; l’impiegato e successivamente il direttore assumevano che secondo l’attuale regolamento dei conti postali non si poteva prelevare allo sportello, ma solo tramite assegno (possibilità questa non percorribile nel caso di specie).
L’unico altro modo, a detta dei dirigenti postali, era quello di chiedere al CUAS competente – che ha sede a Firenze – un assegno interno; senonchè già il malcapitato utente aveva chiesto di prelevare il saldo con lettera raccomandata spedita 7 giorni prima.
L’utente incredulo si rivolgeva alla Confconsumatori e tramite uno dei legali otteneva un decreto ingiuntivo, in data 9 agosto 2001, dal Tribunale di Grosseto, emesso direttamente ed in via d’urgenza dal Presidente Dott. Michele Sfrecola.
Di fronte al perentorio ordine del Presidente del Tribunale alle Poste non restava che ottemperare.
Così alla fine, oltre al pagamento delle somme che giacevano sul c/c, la società Poste ha dovuto sborsare l’ulteriore somma di lire 2.092.000 a copertura delle spese sopportate dal povero utente.
In questa situazione la Confconsumatori si sente in dovere di avvertire tutti gli utenti che non sempre i diktat postali corrispondono a diritto e che, evidentemente, i servizi postali non sono neanche paragonabili a quelli bancari.
Vi è da dire che il Presidente del Tribunale ha ribadito, con l’ingiunzione di pagamento, il principio secondo il quale alle scadenze mensili il saldo del conto è liquido ed esigibile ed il correntista postale, al di là di tutta la burocrazia, può a sua discrezione entrarne in possesso.
La nostra Associazione auspica quindi che oltre alla pubblicità le Poste, se intendono proseguire con la politica di trasformazione in banca, procedano ad attrezzarsi realmente per rendere agli utenti servizi indispensabilmente rapidi. Ad esempio, è assurdo che gli uffici conti correnti esistano solo nei capoluoghi di Regione, con l’effetto che versi nel tuo sportello postale ma quando hai un problema o ti occorre denaro o libretti d’assegni devi andare nel capoluogo di Regione.
Ci aspettiamo che la s.p.a. Poste Italiane prenda costruttivamente la nostra critica ed avvii una seria politica di potenziamento dei servizi ai correntisti.

