Prima di effettuare una disdetta occorre avere chiari i riferimenti a cui appellarsi per la tutela dei propri diritti. Vediamo assieme, a seconda delle diverse categorie, gli strumenti utili per chiudere un contratto e le modalità di disdetta.

Telefonia, Internet e Pay Tv: cosa sapere prima di fare disdetta

A seconda dell’operatore con cui è stato sottoscritto il contratto di Telefonia, Internet e Pay Tv ci sono diversi accorgimenti per fare disdetta. Le bussole che ci aiutano a esercitare i nostri diritti sono le Carte dei Servizi, documenti che ogni operatore è tenuto ad adottare per dare informazioni agli utenti sui servizi offerti, sui diritti e sugli obblighi discendenti dal rapporto contrattuale e sulla qualità che s’impegna a garantire agli utenti. La Carta dei Servizi deve contenere informazioni su: fatturazione, recesso o disdetta, rinnovo, assistenza, reclami, indennizzi, ecc. Al pari del contratto, è vincolante per gli operatori: costituisce, quindi, il riferimento per ogni informazione, obbligo e diritto che l’utente voglia conoscere e far valere. Per questa ragione, deve essere resa disponibile agli utenti prima della conclusione del contratto e deve essere sempre consultabile nel corso del rapporto contrattuale.

DOVE SONO LE CARTE DEI SERVIZI? L’Agcom mette a disposizione tutte le Carte dei Servizi operatore per operatore:

Qualche suggerimento per i principali operatori di telefonia e internet:

  • Disdetta Tim (disdetta Telecom): l’interfaccia web del sito mette a disposizione solamente il modulo on-line, che non ci permette di documentare l’invio della richiesta; sulla Carta dei servizi, però, c’è anche la casella postale e altre utili info.
  • Disdetta Vodafone: l’interfaccia web del sito mette a disposizione solamente il modulo on-line, che non ci permette di documentare l’invio della richiesta; sulla Carta dei servizi, però, c’è anche la casella postale e altre utili info.
  • Disdetta Wind: sul sito, nell’area clienti, c’è un modulo compilabile che si può scaricare e inviare tramite raccomandata: si tratta di una buona traccia di partenza per la disdetta, ma conviene aggiungere i contenuti illustrati sopra.
  • Disdetta H3g (Disdetta Tre o disdetta Wind Tre) sul sito sono consultabili le diverse condizioni contrattuali sottoscritte negli anni, in modo da poter verificare le modalità, tempi ed indirizzi. http://www.tre.it/assistenza/servizio-clienti/procedure-documenti/documenti/condizioni-di-contratto
  • Disdetta Fastweb sul suo sito sono consultabili tutte le informazioni contrattuali anche delle offerte non più sottoscrivibili, facilitando i propri clienti nell’operazione di verifica delle condizioni contrattuali, scadenze, costi, tempistiche ed indirizzi: http://www.fastweb.it/adsl-fibra-ottica/trasparenza-e-privacy/. Il modulo compilabile nell’area clienti può essere inviato anche per raccomandata.
  • Disdetta Infostrada: sul sito c’è un modulo compilabile che si può scaricare e inviare tramite raccomandata: si tratta di una buona traccia di partenza per la disdetta, ma conviene aggiungere i contenuti illustrati sopra.
  • Disdetta TeleTu: sul sito c’è un modulo compilabile che si può scaricare e inviare tramite raccomandata: si tratta di una buona traccia di partenza per la disdetta, ma conviene aggiungere i contenuti illustrati sopra.
  • Disdetta Tiscali: sul sito c’è un modulo compilabile che si può scaricare e inviare tramite raccomandata: si tratta di una buona traccia di partenza per la disdetta, ma conviene aggiungere i contenuti illustrati sopra.

Energia: cosa sapere prima di fare disdetta dei servizi luce e gas

Nel campo dell’energia, luce o gas, occorre fare qualche distinzione su cosa intendiamo fare veramente. Esistono infatti due tipi di disdetta: la disattivazione (che cessa definitivamente l’utenza) e lo switching, ovvero il trasferimento ad altro fornitore. Vediamo qualche dettaglio in più:

SWITCH: nella maggior parte dei casi, chi invia una lettera di disdetta del servizio di luce e gas lo fa per cambiare fornitore e cercare di risparmiare un po’. Va chiarito, però, che per questo passaggio, che sancisce la chiusura dei rapporti col precedente fornitore e il trasferimento al nuovo, è sufficiente sottoscrivere un nuovo contratto col gestore prescelto che provvederà, in maniera automatica e autonoma, al passaggio dell’utenza nei tempi tecnici previsti in materia. Non serve dunque inviare una lettera di disdetta, anche se l’informazione al precedente fornitore non può che agevolare l’iter del passaggio.

DISATTIVAZIONE: se nella lettera di disdetta della luce o del gas si parla di “disattivazione”, bisogna avere chiaro che ciò comporta la chiusura del relativo contatore e la cessazione dell’alimentazione materiale della fornitura di energia (anche con l’apposizione di sigilli o con la rimozione del contatore). «A chi, ad esempio, vende la seconda casa e necessita di chiudere la fornitura– suggeriscono gli esperti di Confconsumatori – consigliamo sempre di inviare la lettera di disdetta con richiesta di disattivazione dell’utenza tramite raccomandata a/r, allegando il modulo eventualmente previsto dal fornitore debitamente compilato e indicando un numero di telefono al quale poter essere eventualmente contattati». A seconda che la disattivazione riguardi il servizio di luce o gas vanno messi in conto dei costi di chiusura dell’utenza (che variano a seconda dei contratti o, nel caso del gas, a seconda del tipo di contatore); sarà importante anche rispettare i tempi:

  • Disdetta energia (disdetta Luce): La disattivazione della fornitura va richiesta al proprio venditore, utilizzando le modalità dallo stesso indicate. Per sciogliere anche il contratto di fornitura è necessario inviare al venditore il recesso nel rispetto del termine di preavviso massimo dalla normativa sul recesso (1 mese). La richiesta di disattivazione deve essere trasmessa, entro 2 giorni lavorativi, dal venditore al distributore che, a sua volta, deve provvedere alla disattivazione della fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta. «La disattivazione della Luce – spiegano gli esperti – avviene senza appuntamento poiché i contatori di nuova generazione permettono un intervento da remoto. Nel caso si tratti di un contatore vecchio, sarà necessario fissare un appuntamento per l’apposizione dei sigilli».
  • Disdetta gas: La disattivazione della fornitura di gas va richiesta dal cliente al proprio venditore, secondo le modalità dallo stesso indicate. Anche in questo caso, per sciogliere il contratto di fornitura, è necessario inviare al venditore il recesso nel rispetto del termine di preavviso massimo previsto dalla normativa sul recesso (1 mese). La richiesta di disattivazione deve essere trasmessa entro 2 giorni lavorativi dal venditore al distributore che, a sua volta, deve provvedere alla disattivazione della fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta. La chiusura del contatore deve avvenire tramite appuntamento, indispensabile se il contatore è all’interno di una proprietà privata (con i nuovi contatori questo passaggio sarà probabilmente superato).

DOVE INFORMARSI?

Abbiamo detto tutto? Ovviamente no…il mondo dell’energia e gas è molto complesso. “Voglio fare disdetta da Enel ma dove trovo i recapiti a cui scrivere?” “Ho inviato la mia disdetta a Eni ma non rispettano le tempistiche, come faccio a chiedere un indennizzo?” Queste sono solo alcune delle domande frequenti dei consumatori: se alcune risposte sono semplici (i recapiti e i dati del venditore, ad esempio, sono nelle fatture), altre domande richiedono l’approfondimento di un’associazione dei consumatori, anche se, per i più volenterosi, tante informazioni utili su indennizzi, standard di qualità ecc. sono sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi).

Affitto e locazione: cosa sapere prima di fare la disdetta

Quando chi ha sottoscritto un contratto di locazione decide di interrompere il rapporto, può valutare se attendere la scadenza naturale del contratto e limitarsi a non rinnovarlo o inviare una disdetta prima del termine, un’opzione, quest’ultima, percorribile solo in determinate circostanze.

Premesso che è sempre possibile sciogliere il contratto di locazione consensualmente, ossia quando le parti raggiungono spontaneamente un accordo, la disdetta anticipata dal contratto di locazione avviene nei seguenti casi:

  • Disdetta del locatore: il proprietario, o locatore, alla prima scadenza contrattuale, può comunicare la disdetta dal contratto di locazione al proprio inquilino (con un preavviso di 6 o 12 mesi a seconda che si tratti di uso abitativo o commerciale) solo in presenza di determinati motivi previsti espressamente nel codice civile quali ad esempio: cambio di destinazione d’uso dell’immobile, che deve essere comprovato, ristrutturazione, demolizione o vendita, se intende utilizzare l’immobile come abitazione o attività commerciale per sé, per il coniuge o per i figli.

  • Recesso dell’inquilino: l’inquilino, o conduttore, può far cessare anticipatamente il contratto di locazione, in qualunque momento, se tale facoltà è prevista nel contratto (recesso convenzionale) dando un preavviso di sei mesi (tale termine può anche essere minore) oppure se ricorrono gravi motivi che gli impediscono di proseguire nel rapporto di locazione (recesso legale). In quest’ultimo caso il contratto di locazione, anche in assenza di una espressa previsione contrattuale, può essere sciolto, qualora ricorrano gravi motivi, anticipatamente. I gravi motivi che possono determinare il recesso anticipato da parte del conduttore, trattandosi di recesso ”titolato” devono essere espressamente indicati nella comunicazione da inviare al locatore, nel termine di sei mesi, in modo che il locatore possa prenderne visione ed eventualmente contestarli, esercitando così il proprio diritto di difesa, e devono avere carattere oggettivo nonché fare riferimento a fatti imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto, tali da rendere oltremodo gravosa, anche solo per ragioni di ordine economico (ma anche, ad esempio, di rapporti con altri condomini), la prosecuzione del rapporto di locazione. Il parere di un esperto di un’associazione dei consumatori è fondamentale per determinare se le ragioni dell’inquilino possono essere considerate motivi gravi. Si consiglia in ogni caso di prevedere nel contratto il recesso convenzionale.

Quando è l’inquilino a fare la disdetta

Volendo tracciare una sorta di fac simile della disdetta del contratto di locazione anticipata rispetto alla scadenza naturale, l’inquilino non può dimenticare:

  • Dati essenziali del contratto;
  • Data di stipula del contratto;
  • Data dalla quale far partire il recesso;
  • Indicazione dei motivi gravi;
  • Invito rivolto al proprietario di recarsi qualche giorno prima della fine del contratto nell’ immobile locato per fare una constatazione delle condizione della casa e di eventuali danni causati (verbale di riconsegna);
  • Invito alla restituzione della caparra e degli interessi eventualmente maturati;
  • Firma dell’inquilino.

La lettera di disdetta del contratto di locazione va inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno rispettando i termini di preavviso indicati sul contratto (generalmente nei contratti 4+4 il preavviso è di 6 mesi ma le parti possono concordare un preavviso minore). Durante gli ultimi mesi di permanenza nell’immobile, l’inquilino è obbligato a pagare i canoni rimasti dell’affitto.

Va, infine, ricordato che lo scioglimento anticipato del contratto di locazione comporta, a carico delle parti, l’obbligo del versamento della tassa di registro, per la risoluzione anticipata pari attualmente ad € 67,00.