Parma, 8 giugno 2023 – Nella mattina di ieri Confconsumatori, insieme alle altre associazioni rappresentate nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), ha incontrato il commissario per la gestione provvisoria della compagnia assicurativa Eurovita. Il commissario Alessandro Santoliquido si è reso disponibile a fornire alcuni chiarimenti, richiesti nelle scorse settimane anche dalle Associazioni dei consumatori, in merito all’attuale situazione di Eurovita.

LE CAUSE DELLA CRISI

Durante l’incontro, Santoliquido ha innanzitutto riepilogato le principali cause che, a suo avviso, hanno portato all’amministrazione straordinaria della società. In particolare, il commissario ha ricordato l’inaspettato rifiuto da parte dell’azionista Cinven procedere alla necessaria ricapitalizzazione e l’incremento dei tassi di interesse all’interno del mercato globale, che ha determinato un forte deprezzamento temporaneo dei titoli (in buona parte debito pubblico europeo) presenti nel portafoglio della compagnia.

LE SOLUZIONI PROSPETTATE

Il commissario ha confermato che sono attualmente allo studio diverse possibili soluzioni: il tavolo di lavoro coinvolge vari attori di mercato, come banche e compagnie assicurative, e anche le istituzioni stanno partecipando attivamente. Il commissario ha inoltre aperto alla possibilità, come richiesto nei giorni scorsi da Confconsumatori, di consentire il riscatto delle polizze almeno ai residenti nelle zone alluvionate (ma la decisione finale compete a Ivass); non è neppure stato escluso che, in generale, la sospensione dei riscatti venga prolungata ulteriormente, nel caso in cui occorresse più tempo per raggiungere la chiusura delle trattative. A questo proposito Confconsumatori, tramite il suo presidente nazionale Marco Festelli, ha chiesto, al fine di rasserenare le centinaia di migliaia di famiglie preoccupate per la sorte dei loro risparmi, che i protagonisti dell’operazione tranquillizzino i risparmiatori e il mercato con una comunicazione ufficiale circa la pendenza delle trattative: “Un rinvio della scadenza del 30 giugno, infatti, diventerebbe altrimenti difficilmente digeribile e giustificabile e, anzi, agiterebbe ancor di più le famiglie italiane”.