Parma, 16 febbraio 2019 – L’approvazione del decreto sul Fir (Fondo Indennizzo Risparmiatori) è dietro l’angolo, ma sono tanti gli aspetti e le incognite che lasciano ancora perplessi. Per questo sarebbe urgente e importante un dialogo costruttivo tra il Governo e i responsabili delle Associazioni dei consumatori, che sono pronte a offrire il loro contributo e la loro esperienza affinché l’intervento risulti più efficace. Eppure, da anni, a prescindere dal colore politico, i Governi continuano a evitare il confronto diretto con le Associazioni dei consumatori su questi temi. Viene da chiedersi il perché.

IL RUOLO ISTITUZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI – Peraltro, Confconsumatori già da aprile 2018 aveva chiesto pubblicamente al Premier Conte, al Ministro dell’Economia ed a quello dello Sviluppo economico di aprire un tavolo di confronto sul risparmio. Giovedì sera il vice premier Salvini ha detto che il Governo si è confrontato sul risparmio “solo con i risparmiatori”. Si apprende, inoltre, che sempre giovedì al Mef è stata tenuta una riunione per sottoporre agli interessati il testo sul decreto attuativo Fir. Vogliamo ricordare alle Istituzioni del nostro Paese che le Associazioni dei consumatori hanno prerogative istituzionali fissate dal Codice del consumo, e che esiste un organismo istituzionale, il Cncu presso il Mise, deputato a fornire pareri a Governo e Parlamento in materia di risparmio.

COMPETENZE ACQUISITE SUL CAMPO Oltre alla forma le associazioni hanno la sostanza. Confconsumatori, per parte sua, da decenni promuove battaglie (giudiziarie e non) in difesa dei consumatori-risparmiatori, su tutti i fronti, (dai Bond argentini a Parmalat, Cirio, 4 banche, le due venete, i fondi immobiliari chiusi) sino a Mps compreso (grande escluso dalla finanziaria), con l’adesione di migliaia di cittadini. Le associazioni dei consumatori hanno dimostrato di avere competenza, esperienza e capacità per reggere un confronto tecnico e politico sulla materia, come dimostrano le tante iniziative e proposte offerte alle Istituzioni negli anni.

LE INCOGNITE SUL DECRETO – Infine, la bozza di decreto che circola sulla stampa, se verrà licenziata in questa forma, presenta molte incognite per i risparmiatori che il Governo dice di voler ristorare a prescindere da tutto. A partire dalla legge finanziaria, con invenzioni recenti di commissioni ministeriali, per finire con la “violazione massiva del Tuif” di difficile prova, fino alle difficoltà per gli azionisti di reperire gli ordini di acquisto di azioni comprate anche 20 anni prima del crack e, per finire, alla non prevista presentazione dell’istanza on line come era avvenuto per il precedente fondo.

Confconsumatori auspica, quindi, un confronto serio, tecnico e consapevole sulla materia e anche sul decreto Fir, affinché questo non diventi solo ulteriore “fumo negli occhi” per decine di migliaia di cittadini. Per finire Confconsumatori ricorda al Governo che sono molti i temi “bancari” ancora aperti e caldi, per i quali combatte per conto di migliaia di risparmiatori (aderenti all’associazione e non), quali quelle di Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Ragusa e Carige.