Parma, 6 settembre 2019 – Confconsumatori offre assistenza gratuita a tutti i propri associati che possono accedere al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), sia tramite i circa 100 sportelli sparsi sul territorio nazionale sia online (risparmio@confconsumatori.it). Dallo scorso giugno sono numerose le richieste di chiarimenti rivolte agli sportelli dai consumatori. Per questo l’associazione ha pubblicato un Vademecum completo con le risposte ai dubbi più frequenti.

A seguito del Decreto del MEF pubblicato il 21 agosto 2019 sulla Gazzetta ufficiale, dal 22 agosto per 180 gg. (fino al 18 febbraio 2020) si possono presentare le domande per accedere al FIR.

Ecco il Vademecum completo per i risparmiatori interessati.

POSSO ACCEDERE AL FIR?
Sono indennizzabili le azioni ed obbligazioni emesse dalle seguenti banche: Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Chieti, Cariferrara e le loro controllate (ad es. Banca Apulia e Banca Nuova). Possono accedere al FIR sia coloro che hanno acquistato da banche emittenti sia coloro che hanno acquistato da intermediari diversi dalle banche interessate. Dunque, possono presentare la domanda i seguenti soggetti in possesso delle azioni e obbligazioni subordinate alla data della messa in liquidazione coatta della banca:

  • Persone fisiche;
  • Imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti;
  • Organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale;
  • Microimprese che occupano meno di dieci persone e che realizzano un fatturato annuo o con un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro;
  • I “successori” per causa di morte dei “risparmiatori”, che hanno acquisito la titolarità degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione e successivamente hanno continuato a detenere gli stessi strumenti finanziari fino ad oggi;
  • I “familiari” dei “risparmiatori”, costituiti da coniuge, da soggetto legato da unione civile, da convivente more uxorio o di fatto, dai parenti entro il 2° grado, che hanno acquisito la titolarità degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione dai “risparmiatori”, a seguito di trasferimento con atto tra vivi dopo la data di provvedimento di messa in liquidazione e che successivamente hanno continuato a detenere gli stessi strumenti finanziari.
QUANTO POSSO RICHIEDERE?
  • Per le azioni l’indennizzo sarà pari al 30% del costo di acquisto originario;
  • Per le obbligazioni subordinate l’indennizzo sarà pari al 95% del costo di acquisto originario.

In entrambi i casi però, il limite massimo dell’indennizzo ottenibile è di 100.000 euro ed inoltre, dall’ammontare dell’indennizzo sono detratti gli eventuali importi già ricevuti in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento. I possessori di quote di banche di credito cooperativo avranno diritto all’indennizzo nella misura del 30% (stesso trattamento degli azionisti).

QUANTO MI COSTA?

La procedura è gratuita e interamente online. È possibile presentare domanda in autonomia oppure farsi assistere da un’associazione dei consumatori. Infatti, ognuno può provvedere in proprio ad accreditarsi presso la piattaforma www.fondoindennizzorisparmiatori.it avendo cura di conservare le proprie credenziali di accesso e password.

Chi non volesse procedere ad accreditarsi autonomamente, potrà conferire incarico scritto ad un addetto della Confconsumatori con procura speciale da autenticare da Notaio o cancellerie. Confconsumatori offrirà assistenza gratuita ai propri associati, ovvero con chi ha versato la quota associativa. L’ammontare delle quote può essere richiesto direttamente alle sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/; chi non ha uno sportello vicino può richiedere informazioni e assistenza a distanza scrivendo a risparmio@confconsumatori.it o chiamando lo 0521/231846.

POSSO ACCEDERE ALLA PROCEDURA SEMPLIFICATA?
I risparmiatori hanno diritto all’indennizzo forfettario secondo una procedura semplificata (non devono provare di esser stati vittima di una violazione massiva nel collocamento) e in via cronologicamente prioritaria, se soddisfano almeno una delle seguenti due condizioni:

  • Patrimonio mobiliare di proprietà al 31 dicembre 2018 di valore inferiore a 100.000 euro, compresi i depositi bancari sul conto corrente, esclusi gli strumenti finanziari oggetto di indennizzo, nonché esclusi i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita;
  • Ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita.

Inoltre, per chi si trova in una di queste due condizioni, vi è ulteriore priorità per chi ha investito e pagato quindi alla banca un importo non superiore a 50.000,00 euro.

MI CONVIENE PRESENTARE LA DOMANDA PRIMA DEGLI ALTRI?
No, perché la Commissione tecnica deve ricevere tutte le domande e predisporre un elenco degli aventi diritto secondo le priorità sopra indicate: pertanto NON ha nessuna importanza la priorità cronologica della domanda. Bisogna comunque attendere che dopo la scadenza a febbraio 2020, i Commissari predispongano il piano di riparto, secondo le priorità sostanziali e non temporali sopra stabilite.
COME FACCIO A FARE DOMANDA AL FIR?
Le domande dovranno essere presentate a partire dal 22 agosto 2019 per i 180 gg previsti dalla normativa. Le domande potranno essere compilate ed inoltrate esclusivamente in via telematica. Il Portale https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it/ consente agli aventi diritto o ai loro rappresentanti, di registrarsi e presentare telematicamente le domande con i relativi allegati, nonché di verificare gli stati di avanzamento dell’iter istruttorio corrispondente.
QUALI DOCUMENTI MI SARANNO RICHIESTI?

Le domande dovranno contenere i seguenti documenti (da inviare esclusivamente in via telematica tramite il portale, in allegato alla domanda):

  • copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;
  • copia di documentazione idonea a dimostrare l’acquisto degli strumenti finanziari ed il relativo prezzo pagato dunque:
    • Ordine di acquisto per ogni titolo acquistato;
    • Conferma d’ordine o eseguito;
    • Certificazione rilasciata sul costo delle azioni od obbligazioni dalla Banca presso la quale si è acquistato il titolo;
    • Estratto conto titoli dal quale si evinca la titolarità dei titoli alla data di dichiarazione di LCA (Liquidazione Coatta Amministrativa) della Banca;
    • Estratto conto o attestazione bancaria dalla quale si evinca la titolarità dei titoli alla data odierna:
    • (solo per subordinate) documento che attesti il valore nominale residuo delle obbligazioni subordinate (valore che dovrebbe essere presente nel deposito titoli alla data di LCA);
    • IN ALTERNATIVA AI DOCUMENTI SOPRA ELENCATI: è fortemente consigliato richiedere alla propria banca una certificazione unica che riassuma i dati bancari che si evincono dai documenti sopra elencati. Anche in presenza di questa documentazione gli ordini di acquisto e/o conferma d’ordine sono comunque necessari nella fase di inserimento dei titoli sul portale FIR.
  • codice IBAN, bancario o postale, intestato all’avente diritto e documento bancario che attesti la titolarità dell’iban indicato per il rimborso (IN ALTERNATIVA il portale mette a disposizione un facsimile di certificazione).
  • copia di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (che verrà generata automaticamente dal sistema al termine della procedura, da stampare e firmare), resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , attestante, tra le altre cose, che i dichiaranti:
    • dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione previsti dall’articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018;
    • non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori previsti dall’ articolo 1, comma 505, della legge n. 145/2018;
    • non sono controparti qualificate né clienti professionali previsti dall’ articolo 1, comma 495, della legge n. 145/2018;
    • sono consapevoli delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a norma dell’ articolo 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000;
    • non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, specificando l’importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente;
    • se è in corso procedimento presso ACF, Tribunale o altro Ente.
  • (eventuale, se in possesso) copia di eventuali pagamenti, nelle forme di indennizzi, ristori, rimborsi o risarcimenti comunque denominati, ricevuti dagli aventi diritto per il pregiudizio subito in ordine agli stessi strumenti finanziari;
  • (solo in caso di successione o di trasferimento dei titoli) documentazione che per “successori” “e familiari” dimostri il trasferimento degli strumenti finanziari da parte di “risparmiatori”;
  • (tranne chi accede alla procedura semplificata – di vedano domande successive) copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del TUIF (Testo unico in materia di intermediazione finanziaria) che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori. Ad esempio, si possono allegare: atti di citazione o querele penali; ricorsi in ACF proposti dal risparmiatore copie di atti penali come le richieste di rinvio a giudizio di amministratori delle banche risolte e/o l’ammissione di parte civile; precedenti estratti conti titoli, se evidenziano che si tratta del primo investimento in azioni o subordinate; stralci ispezioni BCE, Banca d’Italia e Consob. In caso di lacune, sarà la Commissione tecnica, durante l’istruttoria, a mettersi in contatto con l’avente diritto all’indennizzo o col suo delegato per richiedere eventuali integrazioni;
  • (solo in caso di domanda presentata tramite rappresentanza volontaria) copia di delega o procura; copia dell’eventuale provvedimento di rappresentanza legale.
SONO UN EREDE, COSA DEVO FARE?
In caso di successione, occorre aggiungere alla documentazione sopra indicata anche la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , attestante:

  • la data di decesso del risparmiatore;
  • i dati anagrafici di tutti i successori per causa di morte e le rispettive quote ereditarie spettanti;
  • l’esclusione che vi siano altri successori;
  • la sede dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente per la dichiarazione di successione;
  • la consapevolezza dei dichiaranti delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a norma dell’articolo 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000;
RIENTRO NELLA PROCEDURA SEMPLIFICATA, COSA DEVO ALLEGARE?
Nel caso di richiesta di indennizzo forfettario previsto dal comma 502-bis dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, l’istanza è formulata secondo quanto previsto dai commi 1 e 2 dell’art. 4 del decreto ministeriale del 10 maggio 2019, con esclusione degli atti indicati nella lettera c) del comma 2 (copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del TUF che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori).

Il portale genera automaticamente, sulla base dei dati inseriti, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in PDF, resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445  (da stampare, firmare e allegare), attestante che:

  • la consistenza del patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore è di valore inferiore a 100.000 euro posseduto al 31 dicembre 2018, esclusi gli strumenti finanziari di cui all’art. 2 comma 1, lett. f), del decreto ministeriale 10 maggio 2019 nonché i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita, calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze del 13 aprile 2017, n 138, recante approvazione del modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica (DSU), nonché delle relative istruzioni per la compilazione, ai sensi dell’art. 10 comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n 159;
  • oppure che l’ammontare del reddito complessivo dell’avente diritto ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018 (vedi rigo 11 della dichiarazione Irpef), al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita.
COSA SUCCEDE UNA VOLTA INVIATA LA RICHIESTA?
Gli originali della documentazione allegata a corredo della domanda di indennizzo debbono essere conservati a cura del risparmiatore richiedente, per le verifiche che potrebbero essere disposte per l’istruttoria delle domande.

In sede di verifica istruttoria, la Commissione ha il potere di richiedere, esclusivamente in via telematica, attraverso l’indirizzo e-mail indicato in sede di compilazione della domanda, ulteriori informazioni e documenti che si ritenesse necessario acquisire per la definizione dell’istruttoria, nonché di eseguire verifiche presso l’Agenzia delle Entrate e/o presso le banche circa la veridicità dei dati trasmessi. Gli indennizzi verranno corrisposti con bonifico bancario o postale, secondo i piani di riparto approvati dalla Commissione tecnica nominata dal MEF, entro i limiti della dotazione finanziaria del Fondo.