Fondi Europa e Obelisco: risarcimento a Grosseto Grazie a Confconsumatori una risparmiatrice sarà risarcita per la vendita di fondi immobiliari. L’associazione continua l’azione di tutela in fase conciliativa e arbitrale

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Parma, 7 agosto 2020 – Una risparmiatrice di Grosseto, assistita da Confconsumatori, aveva investito in fondi immobiliari Europa 1 e Obelisco, senza essere informata dall’intermediario di Poste Italiane della natura rischiosa delle operazioni. L’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha disposto il rimborso alla risparmiatrice per quasi sette mila euro.

L’associata aveva acquistato insieme al padre nel 2004 quattro quote del fondo immobiliare Europa 1 e nel 2005 ulteriori due quote del fondo immobiliare Obelisco. Al momento delle operazioni avevano dichiarato all’intermediario di Poste di avere una bassa esperienza in materia finanziaria e una propensione del rischio altrettanto bassa. La risparmiatrice, accortasi solo in un secondo momento della natura rischiosa degli investimenti, si è rivolta alla Confconsumatori di Grosseto per inviare un reclamo a Poste, rimasto, però, senza riscontro.

La questione è stata portata, quindi, davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob che, con una decisione di inizio agosto, arrivata dopo due anni di istruttoria, ha condannato Poste all’integrale ristoro della perdita economica subita dall’investitore oltre interessi legali.

L’Arbitro ha accolto la tesi dell’associata secondo la quale il collocamento di quote di fondi immobiliari, anche all’epoca dei fatti, doveva essere supportato da un contratto quadro per i servizi di investimento. Mancando tale contratto, gli investimenti fatti sono da considerarsi nulli. A Poste, quindi, spetta l’obbligo di corrispondere integralmente la perdita economica, visto che i due fondi hanno riscontrato (nel 2017 e 2018) un deterioramento secco del 25% e 80% circa.

A onor del vero, il contenzioso relativo alla vendita di quote di fondi immobiliari si è nettamente ridotto nel tempo per effetto della positiva azione di Poste Italiane che ha condiviso con le associazioni dei consumatori un percorso conciliativo. Tuttavia, può accadere che il risparmiatore non possa avere accesso, per mancanza dei requisiti soggettivi, né ai rimborsi offerti in autotutela da Poste né alla procedura di conciliazione, come nel caso descritto.

Confconsumatori ricorda che la procedura conciliativa con Poste Italiane è stata ulteriormente prorogata sino al 31 ottobre 2020.

Per informazioni è possibile scrivere una mail all’indirizzo risparmio@confconsumatori.it, oppure contattare gli sportelli territoriali dell’associazione. L’elenco è disponibile a QUESTO LINK

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