Milano, 22 novembre 2022 – Buone notizie per un consumatore vittima del furto di una carta bancomat: l’Abf del Collegio di Milano gli ha riconosciuto il diritto al rimborso – da parte dell’intermediario bancario – di oltre 1500 euro. I malviventi avevano sottratto la somma attraverso otto differenti operazioni fraudolente commesse subito dopo il furto.

IL CASO – Lo scorso febbraio, in metropolitana, l’uomo era stato derubato del bancomat. Prima che si accorgesse del furto e riuscisse a contattare l’intermediario bancario e richiedere il blocco dello strumento di pagamento, tramite prelievi ATM e transazioni fraudolente, i ladri erano giù riusciti a sottrargli circa 1600 euro. Il consumatore ha chiesto aiuto allo sportello di Confconsumatori Milano con cui, assistito dall’avvocato Sabrina Contino, ha presentato ricordo all’Abf. Chiarito che l’uomo aveva agìto diligentemente, conservando correttamente i codici di sicurezza della carta di pagamento, l’Abf ha dunque escluso la “colpa grave” attribuibile al consumatore, affermando il suo diritto a essere rimborsato delle somme disconosciute.

Cita la pronuncia dell’Abf:

“[…] Il pagatore non sopporta alcuna perdita se lo smarrimento, la sottrazione o l’appropriazione indebita dello strumento di pagamento non potevano essere notati dallo stesso prima di un pagamento, salvo il caso in cui abbia agito in modo fraudolento, o se la perdita è stata causata da atti o omissioni di dipendente, agenti o succursali del prestatore di servizi di pagamento o dell’ente cui sono state esternalizzate le attività. Negli altri casi, salvo che abbia agito in modo fraudolento o non abbia adempiuto a uno o più degli obblighi di cui all’articolo 7, con dolo o colpa grave, il pagatore può sopportare, per un importo comunque non superiore a euro 50, la perdita relativa a operazioni di pagamento non autorizzate derivanti dall’utilizzo indebito dello strumento di pagamento conseguente al suo furto, smarrimento o appropriazione indebita”. Dalla normativa dinanzi richiamata si desume quindi che ciò che consente di escludere il rimborso della perdita subita è la colpa grave o il dolo dell’utilizzatore, in mancanza dei quali questi ha diritto al rimborso dell’operazione disconosciuta.”

Inoltre, accanto alla mancanza di “colpa grave”, nonostante le operazioni fossero state compiute con le reali credenziali del cliente, l’istituto non è riuscito a provare che fossero a tutti gli effetti riconducibili all’uomo.

Per informazioni e assistenza invitiamo a contattare gli sportelli territoriali di Confconsumatori.

Scarica la pronuncia dell’Abf