Roma, 25 marzo 2022 – Nuova vittoria di Confconsumatori presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf), che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 1.130 euro nei confronti di una consumatrice romana, che aveva subito il furto, eseguito “con destrezza”, della borsa contenente la carta di debito. Il rimborso corrisponde all’importo di due operazioni disconosciute a seguito del furto dello strumento di pagamento.

I FATTI – Il 1° dicembre 2020, intorno alle 18.30, i ladri si sono avvicinati alla nostra associata dopo che aveva parcheggiato l’auto, riferendole che doveva spostarla perché si stava provvedendo a ripulire la strada. Appena riaperta l’autovettura e appoggiata la borsa sul sedile, un complice ha portato a termine il furto, aprendo lo sportello del passeggero.

La donna, alle 19, mentre era nella stazione dei Carabinieri, ha subito provveduto a richiedere il blocco della carta bancomat ma già tra le 18.50 e le 19.17 erano stati effettuati prelievi fraudolenti per la somma complessiva di 1.130 euro, per la quale la consumatrice ha chiesto il rimborso all’intermediario, ricevendo però risposta negativa.

Non essendo riuscita a definire la controversia attraverso il reclamo, la nostra associata ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ABF – L’intermediario ha inteso obiettare che le operazioni erano state effettuate correttamente, senza che emergesse alcuna anomalia, deducendo, in base al ristretto arco temporale trascorso dal momento del furto all’esecuzione della prima transazione illegittima e in base alla modalità di autenticazione impiegata, che la cliente non avesse tenuto una condotta diligente, conservando il codice segreto PIN unitamente alla carta.

Quindi l’intermediario ha obiettato che l’evento si era verificato a causa del “contegno gravemente colposo” della vittima di furto, ma l’Arbitro ha dato ragione alla nostra associata, riconoscendole il diritto al rimborso.

«L’Arbitro Bancario Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazioha riconosciuto che quando si realizza la fattispecie di furto con destrezza degli strumenti di pagamento questo fatto esime la ricorrente dall’addebito di responsabilità per omessa violazione degli obblighi di custodia della carta e dei relativi codici segreti sottolineando che si deve escludere la colpa grave nei casi in cui l’utilizzatore sia stato vittima di una azione coordinata  volta ad effettuare il furto dello strumento di pagamento,  condannando quindi Poste Italiane al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

Scarica la pronuncia dell’Abf.