Grosseto, 2 agosto 2021 – Una bolletta a conguaglio da oltre 13 mila euro per l’utenza del gas di una casa disabitata da anni. Confconsumatori Grosseto ha ottenuto un’importante vittoria in appello, con la quale il giudice ha sancito che l’onere della prova in questi casi spetta al fornitore.

Il Tribunale di Grosseto, con la sentenza n. 913/18 del 30 ottobre 2018, aveva ribadito il fondamentale principio per cui, in materia di contratto di somministrazione, grava sul fornitore l’onere della prova di avere effettivamente erogato il servizio nella misura indicata in fattura. Il tribunale aveva, nel caso di specie, dato ragione gli eredi dell’utente (che si erano rivolti alla Confconsumatori di Grosseto) di una fornitura di gas per immobile residenziale si erano visti recapitare, all’indomani della cessazione del rapporto contrattuale e della piombatura del contatore, una fattura “a conguaglio” di 13.445,00, a fronte di un’abitazione disabitata da anni.

La società energetica ha proposto appello. Con la sentenza 3.3.2021 (pubblicata omissata sul sito www.confconsumatoritoscana.it) la Corte d’Appello di Firenze ha ribadito ulteriormente, a fronte dell’accertamento peritale d’ufficio che provava il non funzionamento del contatore, che è onere dell’azienda energetica provare, a prescindere dalla specifica contestazione degli utenti, PROVARE in GIUDIZIO il perfetto funzionamento del misuratore.

Secondo la Corte d’appello è sufficiente che gli utenti contestino le letture per spostare il peso probatorio sull’azienda (anche del perfetto funzionamento dell’apparato).

Pertanto la Corte ha respinto l’impugnazione confermando la sentenza di primo grado condannando la società energetica alle spese di giudizio.

Gli utenti anche in appello erano difesi dagli avvocati Francesco Lepri e Francesca Del Pasqua della Confconsumatori di Grosseto.