Parma, 29 luglio 2021 – Nel gasolio c’era anche cloro: il distributore e la società di gestione degli impianti dovranno risarcire un bolognese che, dopo aver fatto rifornimento, si era trovato con l’auto fuori uso. Si tratta di uno dei, purtroppo frequenti, casi di carburante cosiddetto “sporco”, fortunatamente risolto grazie all’intervento di Confconsumatori Bologna.

I FATTI – Nel 2018 un uomo residente nella provincia di Bologna si era fermato di venerdì sera, rientrando da lavoro, per rifornire l’auto (una Volksvagen Tiguan con impianto diesel) presso un distributore a San Giovanni in Persiceto. Era rientrato senza problemi a casa, poco distante, e non aveva più utilizzato l’auto nel fine settimana. Il lunedì successivo, sulla via per tornare al lavoro, l’auto aveva segnalato una “anomalia alimentazione carburante”. Il consumatore aveva, così, deciso di deviare verso la più vicina officina, notando nel tragitto che dal tubo di scarico usciva fumo denso e bianco. La macchina, arrivata in officina, era andata in arresto forzato a causa dell’anomalia rilevata e per il consumatore era iniziato un lungo iter di verifiche e costi per ripristinare il funzionamento dell’auto.

L’INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – Il malcapitato consumatore, trovandosi in difficoltà nel gestire la controversia, si era affidato a Confconsumatori Bologna, che, scontrandosi con il rifiuto del distributore a riconoscere il danno, aveva suggerito al bolognese di avviare una causa, assistito dal legale Roberta Li Calzi. Durante la causa sono state effettuate diverse verifiche che hanno confermato la presenza di cloro nel carburante, non contemplata dalla normativa che specifica i requisiti del gasolio per autotrazione commercializzato. La causa si è conclusa recentemente: il Giudice di Pace di Bologna ha condannato il distributore e la società di gestione degli impianti (entrambi contumaci) a risarcire il danno di oltre mille euro oltre le spese legali.

IL COMMENTO – “Questa vittoria darà speranze ad altri consumatori che ci hanno segnalato situazioni simili a quella vissuta dal nostro associato ora risarcito – ha commentato Roberta Li Calzi, legale di Confconsumatori Bologna che ha assistito in giudizio il consumatore – come ha ricordato il Giudice sono purtroppo numerosi i casi di carburante cosiddetto “sporco” ed è giusto che i benzinai sappiano che certi comportamenti scorretti sono puniti

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