Parma, 29 dicembre 2023 – Sul finire del 2023, sono arrivate dall’Europa alcune importanti novità riguardanti il credito al consumo. La direttiva (UE) 2023/2225 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 relativa ai contratti di credito ai consumatori è stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea lo scorso 30 ottobre. L’emanazione della nuova direttiva si è resa necessaria al fine di una piena armonizzazione che garantisca a tutti i consumatori dell’Unione di fruire di un livello elevato ed equivalente di tutela dei loro interessi e che crei un mercato interno ben funzionante.

Gli Stati membri dovranno adottare e pubblicare entro il 20 novembre 2025 le disposizioni legislative e regolamentari necessarie per conformarsi alla presente direttiva, ma già da oggi hanno valenza quantomeno a livello di interpretazione di norme e condotte esistenti.

Il credito al consumo sarà così disciplinato da regole più trasparenti sia in fase contrattuale che precontrattuale. Le nuove disposizioni si applicano ai prestiti da zero fino a 100 mila euro (ossia i prestiti utilizzati per spese personali o della famiglia, come ad es. acquisto di un veicolo, ristrutturazioni casa, beni di consumo, viaggi, ecc.).

LE MISURE

Alla luce di ciò, sono state introdotte varie misure. Eccone sintetizzate alcune:

  • In base all’art.8 si vieta la pubblicità dei prodotti di credito che: a) incoraggia i consumatori a chiedere credito suggerendo che il credito migliorerebbe la loro situazione finanziaria; b) precisa che i contratti di credito in essere o i crediti registrati nelle banche dati hanno un’influenza minima o nulla sulla valutazione di una richiesta di credito; c) suggerisce falsamente che il credito comporta un aumento delle risorse finanziarie, costituisce un sostituto del risparmio o può migliorare il tenore di vita del consumatore.
  • In base all’art.10 l’intermediario del credito deve fornire al consumatore le informazioni precontrattuali chiare e comprensibili necessarie per confrontare le varie offerte al fine di prendere una decisione informata sull’opportunità di concludere un contratto di credito sulla base delle condizioni di credito offerte dal creditore. Tali informazioni precontrattuali sono fornite al consumatore in tempo utile prima che quest’ultimo sia vincolato da un contratto, anche ove siano usate tecniche che di comunicazione a distanza. Qualora le informazioni precontrattuali di cui al primo comma del presente paragrafo siano fornite meno di un giorno prima che il consumatore sia vincolato dal contratto o dall’offerta di credito, il creditore deve inviare al consumatore un promemoria sulla possibilità di recedere dal contratto di credito e sulla procedura da seguire per il recesso. Il promemoria è fornito al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole scelto dal consumatore e specificato nel contratto di credito. Inoltre, l’art.10 definisce in modo dettagliato tutte le informazioni davvero essenziali che obbligatoriamente devono essere messe in risalto nella pagina iniziale del contratto (e non “seppellite” quindi nei meandri del contratto stesso).
  • In base all’art.14 sono consentite le pratiche di commercializzazione aggregata, ma sono vietate le pratiche di commercializzazione abbinata, ossia l’istituto finanziario non può pretendere che la concessione del credito sia condizionata alla vendita anche di un qualche altro prodotto finanziario. Unica deroga ammessa è quella di abbinare l’erogazione del credito con l’apertura di un conto corrente di pagamento o risparmio. Inoltre, si potrà consentire ai creditori di richiedere al consumatore la sottoscrizione di una polizza assicurativa collegata al contratto di credito, rispettando il principio di proporzionalità. In tali casi il creditore sarà comunque tenuto ad accettare la polizza assicurativa di un fornitore diverso dal suo, qualora detta polizza fornisca un livello di copertura equivalente a quello della polizza proposta dal creditore, senza modificare le condizioni del credito offerto al consumatore. Inoltre i consumatori devono avere almeno tre giorni di tempo per confrontare diverse offerte di assicurazione.
  • In base all’art.15 i creditori e gli intermediari del credito non possano desumere che vi è il consenso del consumatore alla conclusione di contratti di credito o all’acquisto di servizi accessori presentati tramite opzioni predefinite. Le opzioni predefinite includono le caselle preselezionate. Il consenso del consumatore alla conclusione di contratti di credito o all’acquisto di servizi accessori presentati mediante caselle è dato tramite un’azione positiva chiara e inequivocabile con cui il consumatore fornisce un’indicazione libera, specifica, informata e inequivocabile del suo assenso in relazione al contenuto e alla sostanza associati alle caselle.
  • In base all’art.18 si impone che prima della conclusione di un contratto di credito, il creditore debba effettuare una valutazione approfondita del merito creditizio del consumatore. Tale valutazione è effettuata nell’interesse del consumatore, per evitare pratiche irresponsabili in materia di concessioni di prestiti e sovraindebitamento, e tiene adeguatamente conto dei fattori pertinenti ai fini della verifica delle prospettive di adempimento da parte del consumatore degli obblighi stabiliti dal contratto di credito. La valutazione del merito creditizio è effettuata sulla base di informazioni accurate sul reddito e sulle spese del consumatore e su altre informazioni sulla situazione economica e finanziaria, che siano necessarie e proporzionate rispetto alla natura, alla durata, al valore e ai rischi del credito per il consumatore. Se la richiesta di credito è presentata congiuntamente da più di un consumatore, il creditore effettua la valutazione del merito creditizio sulla base della capacità di rimborso congiunta dei consumatori. Il creditore erogherà il credito al consumatore solo quando i risultati della valutazione del merito creditizio indicano che gli obblighi derivanti dal contratto di credito saranno verosimilmente adempiuti.
  • L’art.22 impone che, prima di modificare le condizioni del contratto di credito, il creditore deve comunicare al consumatore, su supporto cartaceo o altro supporto durevole, le seguenti informazioni seguenti: a) una descrizione chiara delle modifiche proposte indicando, se del caso, la necessità del consenso del consumatore o una spiegazione delle modifiche introdotte per legge; b) il calendario per l’attuazione delle modifiche; c) i mezzi di reclamo a disposizione del consumatore in relazione alle modifiche; d) il periodo di tempo a disposizione per presentare un reclamo; e) il nome e l’indirizzo dell’autorità competente cui può essere presentato tale reclamo.
  • In base all’art.26 il consumatore possa recedere dal contratto di credito senza dare alcuna motivazione entro un periodo di 14 giorni dal l giorno della conclusione del contratto di credito oppure dal il giorno in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali e le informazioni essenziali, se tale giorno è posteriore a quello si stipula del contratto.
  • In base all’art.27 un consumatore che abbia esercitato il diritto di recesso riguardo a un contratto per la fornitura di merci o la prestazione di servizi non sarà più vincolato da un eventuale contratto di credito collegato: qualora le merci o i servizi oggetto di un contratto di credito collegato non siano forniti o prestati oppure siano forniti o prestati soltanto in parte oppure non siano conformi al contratto per la loro fornitura o prestazione, il consumatore ha il diritto di agire nei confronti del creditore se ha agito nei confronti del fornitore o prestatore senza ottenere la soddisfazione che gli spetta ai sensi della legge o in virtù del contratto per la fornitura di tali merci o la prestazione di tali servizi.
  • In base all’art.29 si conferma che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore. La riduzione del costo totale del credito per il consumatore dovrebbe essere proporzionata alla durata residua del contratto di credito e comprendere anche i costi che non dipendono dalla durata di tale contratto di credito, compresi quelli upfront, ossia quelli che sono pienamente esauriti all’atto della concessione del credito. La Direttiva detta, inoltre, i principi per il calcolo dell’indennizzo spettante al creditore in caso di rimborso anticipato che comunque non potrà mai superare l’1% dell’importo del credito oggetto del rimborso anticipato.
Questo articolo è realizzato nell’ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5