Parma, 12 agosto 2019 – Aumentano i problemi che riguardano i risparmi e la telefonia. I dati dello sportello di Confconsumatori Parma del 2018, da poco presentati in occasione dell’assemblea nazionale, segnano un ritorno in auge della telefonia (in passato superata dai problemi di energia) e un aumento di consulenze e reclami in tema di risparmi traditi.

Ecco il dettaglio di oltre 2000 consulenze e reclami dello sportello parmigiano nel 2018:

 

Confconsumatori: Reclami e consulenze totali anno 2018
  consulenze reclami TOTALE %
Telefonia 285 249 534 23,4
Energia 363 23 408 17,9
Altre Utenze 109 5 114 5,0
Turismo 18 8 26 1,1
Trasporti 24 21 45 2,0
Commercio e Graranzie 174 123 297 13,0
Assicurazioni 30 28 58 2,5
Banche e servizi finanziarie 285 270 555 24,3
Servizi postali 13 5 18 0,8
Casa/Affitto 94 18 112 4,9
Pubblica amministrazione 72 37 109 4,8
Servizi alla Salute 23 0 23 1,0
Alimentazione 6 2 8 0,4
Totale 1496 789 2285  

 

L’aumento dell’attività relativa al settore bancario e finanziario è legata al boom di casi che si sono registrati a Parma di cittadini coinvolti nello scandalo dei diamanti da investimento.

Rispetto agli anni precedenti, inoltre, si registra un aumento di consulenze e pratiche relative alla telefonia e un aumento delle conciliazioni telefoniche. «I principali disservizi lamentati – spiegano Lorena Frati e Francesca Campanini dello sportello di Confconsumatori Parma – riguardano l’attivazione di servizi non richiesti, i ritardi nella chiusura delle utenze dopo un a disdetta e il problema dei costi di disattivazione. In particolare quest’ultimo tema, i costi di disattivazione, scontano la confusione creata dopo il Decreto Liberalizzazioni del 2017. Molte persone si sono trovate a pagare penali alte per recesso anticipato e/o costi di apparati, che non avevano proporzione alcuna con la durata contrattuale o con le rate residue. Nel 2019 il problema dovrebbe rientrare, dal momento che Agcom ha chiarito meglio la questione, ma l’attenzione resta alta. Sempre frequenti, poi, le attivazioni di contratti telefonici diversi da quelli descritti dall’operatore, i problemi relativi alle migrazioni da un operatore all’altro nella telefonia fissa (perdita del numero di telefono, doppia fatturazione, mancata attivazione ADSL ecc.) o all’attivazione di servizi a pagamento non richiesti.

Un dato positivo riguarda l’aumento dei rinnovi delle quote associative, sprone per l’associazione a migliorare qualità e quantità dei servizi. Per il 2019 e 2020 si prospetta un aumento di richieste nell’ambito dell’energia, dovute alla chiusura del Mercato Tutelato, e nell’ambito della tutela dei risparmiatori, con l’attivazione del portale del Fondo Indennizzo Risparmiatori.