Parma, 20 settembre 2013 – Ci è voluto quasi un anno e mezzo ma alla fine, anche la seconda delle due cause “pilota” avviate da Confconsumatori nel 2012 per la restituzione dell’Iva illegittimamente versata sulla Tia sui rifiuti si è conclusa con un’altra vittoria del consumatore e la condanna di Iren a rimborsare l’utente.

Forte della prima pronuncia di febbraio, tra marzo e aprile 2013 Confconsumatori aveva aperto le porte ai parmigiani interessati a partecipare alle cause cumulative per la restituzione dell’Iva: hanno risposto all’appello quasi 3000 cittadini tra Parma e provincia. Le prime cause cumulative sono state già avviate e, a poco a poco verranno ricontattati tutti i consumatori che hanno aderito e l’associazione spera di ottenere le prime pronunce entro la fine del 2014.

« Anche in questo secondo caso la decisione del Giudice è molto importante – spiegano i legali di Confconsumatori Parma Graziella Catanzariti e Grazia Ferdenzi , che hanno assistito i primi parmigiani rimborsati – perché, uniformandosi alla sentenza Cassazione del 9 marzo 2012, stabilisce il diritto alla restituzione degli importi versati a titolo di Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale . Entrambi i Giudici hanno ritenuto che la Tia non é un’entrata patrimoniale di diritto privato ma una mera variante della Tarsu e dunque conserva la qualifica di tributo, sul quale non doveva applicarsi l’Iva» .

Per Confconsumatori il ricorso alla Giustizia si è reso necessario dopo anni di richieste inviate da migliaia di cittadini al Comune, all’Agenzia delle Entrate e al Gestore del servizio raccolta rifiuti, tutte rimaste inascoltate, e dopo che l’appello inviato nel marzo 2012 al premier Mario Monti perché intervenisse a livello normativo non ha sortito alcun effetto.

« Continuiamo a sperare in una soluzione stragiudiziale della vicenda , – dichiara Mara Colla , Presidente nazionale di Confconsumatori – dato il numero altissimo di cittadini interessati sul territorio nazionale. Stante l’inerzia governativa, abbiamo intrapreso innanzi ai Giudici di pace in moltissimi comuni, fra cui Parma, diverse cause civili e le positive pronunce finora ottenute ci confortano della giustezza della nostra battaglia . E’ una questione di principio, più che economica, che i consumatori devono affrontare uniti e decisi. Noi non ci fermeremo : sul piano istituzionale, adotteremo nuove iniziative politiche, insieme alle associazioni dei consumatori che più hanno lavorato in questo ambito, per ottenere una soluzione normativa che, riconoscendo il credito degli utenti, si impegni alla detrazione dell’importo indebitamente percepito sulle fatture future; sul piano giudiziario, esaurite le prime cause cumulative a Parma come altrove, raccoglieremo altre adesioni per radicare nuove cause cumulative, che tanti cittadini ci spronano a fare ».

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