Genova 19 maggio 2015 – Confconsumatori Genova, con Movimento Consumatori e Sportello del consumatore hanno organizzato un incontro aperto al pubblico sul tema: “Le omissioni nella sanità come forma di violenza”, tenutosi a Genova presso il Teatro della Maddalena il 14 aprile. I relatori intervenuti erano Carmelo Gagliano e Antonio Fiorenza di IPASVI, che hanno portato il punto di vista degli infermieri; il medico Antonio Manti e Rino Tortorelli del Tribunale del Malato. Un vivace dibattito, moderato dal giornalista di Repubblica Stefano Bigazzi, ha dato spazio agli utenti dei servizi sanitari per esprimere dubbi, lamentele, proposte e curiosità.

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«Il bene supremo della salute – ha introdotto l’avvocato Giovanni Adezati di Confconsumatori Genova – richiede la massima attenzione su tutti gli aspetti ad esso connessi, primo tra tutti l'organizzazione della sanità, con tutti i servizi erogati. Le inefficienze e le omissioni in questo settore non sono "neutre": spesso si traducono in una forma di violenza, una delle violenze più gravi per due motivi. Il primo attiene alla natura del bene leso, il più fondamentale tra i diritti fondamentali della persona. Il secondo motivo discende dalla natura del soggetto cui, direttamente o indirettamente, vanno ascritte le responsabilità, anche quelle di tipo omissivo: la Regione, un soggetto pubblico».

Adezati ha, poi, passato in rassegna qualche esempio di “violenza” omissiva del sistema sanitario: «Ne esistono di vario tipo come la mancata informazione o il consenso finto. Violenza significa non far fronte ai deficit informativi dei pazienti; accontentarsi di situazioni di inefficienze, lasciare che lievitino i costi inutili del sistema sanitario, non darsi una migliore organizzazione di strutture e personale».

Da evidenziare l’adesione corale all’iniziativa da parte di realtà tra loro eterogenee, sintomo di una grande attenzione, trasversale, al tema, specie in questa fase storica non semplice. Hanno infatti collaborato all’organizzazione dell’incontro diverse associazioni promotrici e aderenti tra cui Il Gallo, Circolo Aldo Moro, Gruppo Piccapietra e Gruppo Pace E Guerra. «Il tentativo – ha evidenziato Adezati – è quello di coinvolgere dal basso la cittadinanza, e con essa alcuni "gruppi pensanti", una parte sana e attiva della società.

Al termine del dibattito è stato presentato il libro di Pietro Lacorte "Sperare nel mezzogiorno – Vita da medico tra politica e cittadinanza attiva". «Raccontandoci della sua vita da medico, – ha introdotto Adezati – delle difficoltà sue del quotidiano e della sua carriera, del settore sanitario, in realtà ci offre uno spaccato della sanità. Pietro è medico, ma è anche una colonna portante dei Villaggi SOS del fanciullo, che hanno garantito la formazioni di famiglie a ragazzi orfani e in difficoltà, offrendo loro una casa nei villaggi ed una mamma. Questa esperienza permette a noi spazi di riflessione sul presente e sulle prospettive che ci attendono».

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