Roma, 11 novembre 2014 –  Gli ultimi dati, diffusi dall’Autorità dell’energia elettricità e servizio idrico integrato, riguardo ai morosi parlano chiaro: a pesare di più sugli importi dei pagamenti in ritardo non sono le utenze domestiche bensì esercenti, piccole imprese ed enti locali (i disalimentabili).

La stessa Autorità, tuttavia, ha intenzione di rafforzare le misure per chiudere i contatori mentre il calcolo delle insolvenze ricade tutto sui consumatori in base al sistema indennitario vigente (DCO 477/2014). Secondo l’Autorità si tratta di un giro di crediti da 2,1 miliardi di euro, di cui il 60% direttamente a carico delle bollette degli utenti. In caso di mancato pagamento, infatti, ad oggi, il fornitore ha il diritto di sospendere l’erogazione di energia oltre ad aggiungere i costi sostenuti dalla filiera che incidono su alcune componenti tariffarie finanziate dagli stessi consumatori.

Non va dimenticato inoltre che soprattutto nel mercato libero dell’energia (ad esclusione del gas), per ogni fattura non pagata, il venditore uscente può chiedere i soldi al sistema indennitario che provvederà poi a rifinanziarlo tramite la Cassa conguagli, mentre al consumatore verranno richieste le cifre tramite l’aggiunta di una mora attraverso il CMOR (Corrispettivo di morosità utenze energia).

Ma nel provvedimento proposto dall’Autorità si rafforzano gli strumenti a loro disposizione riducendo, se non eliminando in toto, il rischio di impresa nonostante sia noto che spesso gli utenti non pagano alcune bollette per contestarne gli importi ritenuti esagerati o legati ad un comportamento improprio e ingiusto dell’azienda. Chi è infatti quel consumatore che vorrebbe rimanere senza gas o luce in casa? L’Autorità non tiene conto in alcun modo dei contratti truffa o di tutta quella serie di disagi o disservizi che generano morosità per i consumatori.

In questo modo, se dovesse passare il provvedimento l’utente non avrà più tutele e si potrà vedere sospendere il gas per una sola bolletta non pagata oppure per motivazioni che nemmeno conosce visto che gli operatori avranno ancor più facilità nel distaccare l’utenza o richiedere cifre spesso non dovute.

Le associazioni dei consumatori dicono no alla proposta e invitano l’Autorità dell’energia elettrica il gas e il sistema idrico integrato a non adottare provvedimenti che restringono ulteriormente le tutele dei consumatori e la possibilità di avere un paritario rapporto con fornitori di servizi sempre più fonte di disagio economico e disservizi ai danni dei consumatori. Propongono di istituire un tavolo di monitoraggio del fenomeno estendendolo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e chiedono l’istituzione di un meccanismo di tutele minime di salvaguardia che affrontino definitivamente i disservizi, il fenomeno dei contratti truffa e la fuel poverty.

Le associazioni, infine, considerano inaccettabile oltre che pericolosa la riproposizione da parte dell'Autorità della famigerata "banca dati dei morosi" alla quale, tramite non meglio definite garanzie dei dati personali, le società di vendita ed altri operatori potrebbero accedere. Una misura  superflua vista la irrisorietà del fenomeno morosità per gli utenti domestici e che gioverebbe solo alle aziende impegnate da tempo in operazioni di cartolarizzazione dei crediti.

CODICI – ADICONSUM – MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – ADUSBEF – CASA DEL CONSUMATORE – LEGACONSUMATORI – ALTROCONSUMO – MOVIMENTO CONSUMATORI – FEDERCONSUMATORI – CONFCONSUMATORI – ADOC – CENTROCONSUMATORI – ASSOUTENTI