Parma, 29 gennaio 2020Confconsumatori continua a raccogliere richieste di aiuto sulle obbligazioni subordinate MPS convertite in azioni da parte di risparmiatori che hanno perso oltre quattro quinti del loro investimento. L’associazione aveva già segnalato la grave dimenticanza delle subordinate MPS nel Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) e ora, in assenza di altre vie, continuerà a tutelare i cittadini danneggiati con l’unico strumento a disposizione: l’autorità giudiziaria.

A partire dal 2018 si registrano già alcune decisioni positive in sede arbitrale, la prima nell’anno 2018, mentre la seconda – di alcuni giorni fa – è reperibile nel sito dell’arbitro delle controversie finanziarie della Consob. Infatti pochi giorni fa, con la pronuncia 2150 del 20.1.2020, l’arbitro ha rilevato che la Banca avrebbe dovuto bene evidenziare nell’ordine di acquisto l’acronimo «subordinata».

«Il fatto che l’indicazione della natura subordinataha statuito l’arbitro non fosse normativamente richiesta non toglie, evidentemente, che un assolvimento diligente degli obblighi di informazione, e più in generale dell’obbligo di agire nel migliore interesse del cliente, imponesse all’intermediario di rendere edotto quest’ultimo anche dell’esistenza della clausola in questione. La presenza di tale clausola modifica, infatti, l’ordine di preferenza con cui i sottoscrittori di tali titoli possono trovare soddisfazione, postergando la loro posizione a quella degli altri obbligazionisti ordinari e dunque incide evidentemente sul livello del rischio assunto, sicché la relativa informazione non può certo dirsi indifferente per l’investitore, e questo a prescindere da come la disciplina vigente ratione temporis conformasse lo standard informativo, peraltro minimo, sempre dovuto».

A questo punto Confconsumatori, tramite il Vice Presidente Nazionale Marco Festelli «chiede alla Banca di avviare un tavolo o procedura permanente di conciliazione al fine di definire il contenzioso proliferato e di evitare ulteriori azioni giudiziarie, visto che ci sono ancora centinaia di obbligazionisti che sperando nella politica non hanno ancora agito in via giudiziale o arbitrale».

Gli interessati possono contattare l’associazione, oltre che presso gli sportelli territoriali (elenco completo qui) , anche alla casella e mail risparmio@confconsumatori.it

Per la Toscana i risparmiatori possono rivolgersi anche al numero 328 795 8074 e contattare le sedi territoriali individuando i recapiti sul sito (link al sito della sede toscana).

 

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