Parma – Grosseto, 25 gennaio 2019 – Sulle obbligazioni subordinate MPS convertite in azioni Confconsumatori continua a raccogliere richieste di aiuto da parte di risparmiatori che hanno perso oltre quattro quinti del loro investimento. L’associazione aveva già segnalato la grave dimenticanza delle subordinate MPS nel Fondo Indennizzo Risparmiatori e ora, in assenza di altre vie, continuerà a tutelare i cittadini danneggiati con l’unico strumento a disposizione: l’autorità giudiziaria. Infatti, dopo la prima pronuncia favorevole dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie del marzo 2018 in tanti hanno intrapreso azioni giudiziarie e alcune di queste hanno già raggiunto accordi positivi consentendo ai risparmiatori rimborsi importanti.

SUBORDINATI MPS ESCLUSI DAL FIR – All’indomani dell’approvazione della legge finanziaria Confconsumatori ha da subito evidenziato la dimenticanza di Governo e Parlamento che hanno escluso dall’indennizzo pubblico del FIR (Fondo Indennizzo risparmiatori) i titolari di obbligazioni subordinate estere emesse da Banca MPS, obbligazioni (con taglio minimo di 50 mila euro) emesse in Lussemburgo non destinate alla clientela retail che invece, in seconda battuta, la banca ha “piazzato” ai propri clienti, ovvero a famiglie, pensionati, lavoratori e, in generale, a risparmiatori che non avevano alcuna propensione al rischio, sottacendo la reale natura rischiosa ed illiquida del titolo. La conseguenza è che col decreto del Ministero dell’Economia di novembre 2017 tali obbligazioni subordinate (al contrario di quelle italiane completamente rimborsate dallo Stato) sono state convertite in azioni, col risultato pratico che 50 mila euro di investimento oggi corrispondono a meno di 10 mila euro di azioni.

LA TUTELA DI CONFCONSUMATORI – Si tratta di perdite davvero rilevanti, soprattutto nei casi riscontrati da Confconsumatori per famiglie che hanno visto andare in fumo, se non tutto, una larga parte dei loro risparmi di una vita. L’associazione sta assistendo un centinaio di risparmiatori in tutta Italia ed ha già registrato una pronuncia favorevole di ACF nel marzo del 2018. Moltissimi hanno già intrapreso azioni giudiziarie dinanzi ai Tribunali italiani ed alcuni di questi hanno già raggiunto accordi transattivi positivi, ottenendo risarcimenti importanti.

L’UNICA VIA RIMASTA E’ LA CAUSA – «A questo punto, – commenta Confconsumatori – pur non volendo la Confconsumatori incentivare un contenzioso giudiziario, deve prendere atto – nel silenzio e nella dimenticanza totale dello Stato e della Politica – che l’unica via per i risparmiatori, che riscontrano inadeguatezza e carenze informative sulla reale natura del titolo e devono necessariamente rivolgere le loro istanze all’autorità giudiziaria».

Gli interessati possono contattare l’associazione, oltre che presso gli sportelli territoriali, anche alla casella e mail mps@confconsumatori.it