Parma, 30 luglio 2015 – Continuano le vittorie di Confconsumatori in materia di multiproprietà. Due coppie, una di Brindisi e una di Piacenza, hanno ottenuto il rimborso delle somme versate per l’acquisto di una multiproprietà. Nel caso di Brindisi il contratto preliminare è stato risolto per gravi inadempienze della società; a Piacenza, invece, il contratto di acquisto, “carpito” con metodi poco trasparenti, è stato annullato insieme al connesso contratto di finanziamento per indeterminatezza dell’oggetto.

PIACENZA – Una coppia di piacentini era stata contattata telefonicamente nel 2002 per partecipare, in un hotel, a un sorteggio per una vacanza gratuita. Qui era stata presentata loro l’opportunità di effettuare vacanze a prezzi ridotti e quindi erano stati convinti a compilare un “modulo”, poi rivelatosi contrattualmente vincolante. Per evitare di pagare penali i due avevano firmato un contratto di acquisto da 11.500 euro (con finanziamento collegato) che dava diritto esclusivo d’occupazione in un sistema fluttuante Trust nei complessi turistico-immobiliari di un Club alle isole Canarie “nel periodo di codice rosso di stagione Alta”. Il giudice, al quale si sono rivolti in seguito i due associati di Confconsumatori ha accertato la nullità del contratto per assoluta indeterminatezza dell’oggetto: mancava infatti la specifica del bene acquistato e del periodo in cui avrebbero potuto esercitare il proprio diritto. Il Tribunale ha, inoltre, ravvisato un incontestabile collegamento negoziale tra il contratto di acquisto e quello di concessione del credito stipulato con una società finanziaria. Così la società venditrice è stata condannata alla restituzione dell’acconto ricevuto di 1.160 € e la società finanziaria a rimborsare le rate pagate ammontanti a 3.600 €, oltre interessi e spese di lite. Per l’avvocato Giovanni Franchi, che ha difeso in giudizio la coppia, «La sentenza conferma l’orientamento giurisprudenziale espresso da diverse altre sentenze dei Tribunali di Trieste, di Verona e di Parma, per le quali il contratto di finanziamento deve ritenersi strettamente connesso a quello d’acquisto, con la conseguenza che dalla nullità di quest’ultimo discende anche la sua».
Scarica la sentenza del Tribunale di Piacenza.

BRINDISI – Una coppia di brindisini aveva stipulato un contratto preliminare di acquisto di un’unità abitativa con il sistema della multiproprietà immobiliare, versando oltre 4500 euro al momento della firma. La società con cui era stato sottoscritto il contratto avrebbe dovuto convocare i consumatori dinnanzi a un notaio, come da contratto, ma ciò non era mai avvenuto, nonostante i ripetuti solleciti e addirittura una diffida formale. I due consumatori, assistiti dal coordinamento tra Confconsumatori Brindisi e l’associazione Dalla Parte del Consumatore, si sono trovati costretti, quindi, a intraprendere un’azione giudiziaria. Dopo ben 5 anni di causa la sentenza ha riconosciuto le loro ragioni: il contratto preliminare è stato dichiarato risolto per inadempimento della società, che è stata condannata a restituire la somma incassata più gli interessi. «La sentenza – commenta l’avvocato Emilio Graziuso, che ha difeso in giudizio gli associati – è un nuovo importante traguardo per la tutela degli utenti in materia di multiproprietà, un problema di cui ci occupiamo da anni».
Scarica la sentenza del Tribunale di Brindisi.