Due importanti vittorie per i consumatori nel Triveneto in materia di multiproprietà. Il successo si è esteso anche nei confronti dell’Istituto di credito (il medesimo in entrambi i processi) che aveva concesso il finanziamento al consumatore. Infatti, in entrambi i casi è stato “travolto”, insieme al contratto principale, anche il contratto di finanziamento concluso col consumatore. I giudici hanno, infatti, ritenuto funzionalmente collegati i due negozi.

Ma vediamo rapidamente queste due decisioni dell’Autorità Giudiziaria. La prima proviene dal Tribunale di Verona (sezione III civile, sentenza 314/07 del 29 gennaio del 2007 ). La seconda, che riguarda più direttamente Confconsumatori, visto che è stata ottenuta con l’ausilio dei propri legali, è ancora più recente: è la sentenza n. 874 del 3 luglio 2007 del Tribunale di Trieste. In entrambi i casi l’Autorità Giudiziaria ha sancito la nullità del “certificato di acquisto di  … di associazione al complesso residenziale …” e conseguentemente ha dichiarato la “nullità del contratto di finanziamento”, condannando i convenuti alla restituzione delle somme versate dall’attore e al pagamento delle spese a favore dello stesso consumatore.

All’inizio dell’anno, il Tribunale di Verona ha dato ragione al consumatore che aveva citato in giudizio una società a responsabilità limitata (s.r.l.), con la quale aveva concluso “un contratto di acquisto del certificato di associazione al complesso residenziale …”, avendo chiesto il risparmiatore di dichiarare la nullità e/o annullamento e/o la risoluzione del contratto stesso, con conseguente dichiarazione di inefficacia del contratto di finanziamento ad esso dichiaratamente collegato. L’attore vedeva, così, accolta la propria domanda nei termini che seguono: “osserva il Tribunale che, al di là dell’evidente vizio del consenso…, il contratto di associazione deve essere ritenuto nullo a causa dell’indeterminatezza dell’oggetto e della sua indeterminabilità”. Fatto ancora più importante, il Tribunale di Verona ha ritenuto che gli effetti della dichiarazione di nullità del contratto principale travolgessero anche il contratto di finanziamento . Leggiamo ancora: “Così ritenuta la nullità del contratto in oggetto, devono verificarsi le conseguenze rispetto al correlato contratto di finanziamento.  … i due contratti sono avvinti da un collegamento negoziale evidente, tanto da poter ritenere sussistere l’ipotesi del muto di scopo… Una volta venuto meno il contratto costituente la finalità del finanziamento, il mutuo non ha, quindi, ragione d’essere …    ”.

Veniamo ora alla recentissima sentenza del 3 luglio 2007 del Tribunale di Trieste (clicca QUI per leggere la sentenza). Qui i consumatori sono stati assistiti sin dall’inizio dalla Confconsumatori, dagli avvocati Giovanni Franchi e Augusto Truzzi. La vicenda processuale è stata ulteriormente complicata dal fallimento, in corso di causa, della società che aveva venduto il certificato di associazione – multiproprietà. Il Giudice ha ritenuto nullo “per radicale indeterminatezza e indeterminabilità dell’oggetto del contratto” il negozio principale, quello di compravendita di un certificato di associazione . Il Tribunale di Trieste è passato poi ad occuparsi del contratto di finanziamento. Recita la sentenza: “La nullità del contratto principale di acquisto travolge nel caso in esame anche quelli ad esso collegati e che al primo si richiamano …. La locazione finanziaria è stata un mezzo necessario e previsto dal contratto di vendita per il pagamento del fantomatico certificato  di associazione” tanto da potersi ritenere avvinta al primo dall’unico e preordinato scopo di realizzare la vendita di quel certificato, rendendo agevole quest’ultima proprio mediante la sottoscrizione del modulo di finanziamento contenente l’espresso riferimento … ad elementi specificamente propri del contratto di vendita, modulo poi che lo stesso incaricato della (srl) aveva in cartella, come se “vendesse” e potesse disporre lui stesso (e non un distinto rappresentante dell’Istituto di credito) di un unico pacchetto di contratti  La Corte di Cassazione ha statuito in modo chiaro quali sono i criteri da seguire per seguire per verificare se sussista un collegamento negoziale … ”. E, appunto, il Tribunale di Trieste ha sancito che il rapporto che legava il contratto principale a quello di finanziamento era “funzionale”. Ha così dichiarato nulli entrambi i contratti e condannato l’istituto di credito alla restituzione di quanto indebitamente percepito (ricordiamo che la s.r.l., principale convenuta, è nel frattempo fallita).

In sostanza, sembra emergere un primo orientamento dei Tribunali di merito del Triveneto favorevole al consumatore, orientamento che si pone nella scia della maggioranza delle sentenze della Cassazione.

avv. Augusto Truzzi – Presidente Confconsumatori di Trieste