Multiproprietà scadente e inaccessibile: risarcito Aveva ceduto una multiproprietà in Egitto con la promessa di una più bella in Calabria: Holding condannata a risarcire anche la vacanza rovinata

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Catania, 7 agosto 2019 – Un catanese si era rivolto ad una Holding italiana al fine di permutare la sua multiproprietà in Egitto per acquistarne una più vicina in Calabria. Diversamente dalle caratteristiche pubblicizzate nella brochure informativa, però, il locale si era rivelato scadente, in un villaggio molto lontano dal mare e, in occasione della prima vacanza, ancora inattivo. Non riuscendo ad ottenere la sostituzione della multiproprietà, il catanese si era rivolto a Confconsumatori: grazie all’intervento dell’associazione è riuscito ad ottenere la condanna della Holding al risarcimento di 20 mila euro, non solo per il danno economico ma anche per quello da vacanza rovinata.

L’ACQUISTO – Un turista catanese possedeva una splendida multiproprietà in Egitto dal valore di circa 10 mila euro, ma cercava un’alternativa sul mare più vicina a casa. Nel 2012 una Holding italiana gli proponeva una multiproprietà in Calabria in cambio del locale in Egitto e un ulteriore conguaglio di 8 mila euro: la brochure pubblicitaria descriveva il nuovo locale come situato sul mare, in un complesso turistico con grande piscina, con balconi e giardini vista mare e accesso a splendida spiaggia privata.

LOCALE SCADENTE E VILLAGGIO CHIUSO – La realtà, però, era diversa da quella pubblicizzata. Nel 2013, arrivato nella località della vacanza con la moglie, il turista aveva trovato un villaggio di qualità inferiore a quello egiziano, molto distante dal mare e malservito, dato che per raggiungere la spiaggia c’era solo uno squallido stradello di quasi 3 km con sottopassaggi della statale e della ferrovia. La multiproprietà calabrese era costituita da un prefabbricato con rifiniture modeste e quasi privo di aria e luce. Ma il peggio è che, all’arrivo della coppia, il villaggio era ancora chiuso, nonostante il pagamento anticipato di 220 euro per gli oneri di gestione; pertanto i due erano stati dirottati in una struttura alternativa.

L’INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – Il catanese aveva da subito denunciato alla Holding i diversi problemi della struttura, completamente diversa da quanto promesso, e aveva anche proposto la sostituzione con una multiproprietà nel villaggio in cui i due erano stati temporaneamente dirottati. Di fronte al diniego della Società, la coppia si era rivolta a Confconsumatori Catania, dove aveva trovato assistenza fino alla decisione di intraprendere una causa.

LA SENTENZA – Dopo un lungo percorso per ottenere giustizia, a fine luglio 2019 Tribunale di Catania ha condannato la Holding a rimborsare il consumatore non solo del danno patrimoniale (circa 18.000 euro) ma anche per il danno da vacanza rovinata, ossia per i disagi subiti e per l’impossibilità di fruire della multiproprietà dal 2013 al 2019 (ulteriori 2500 euro). Per il giudice la brochure era ingannevole e la Holding aveva violato gli articoli 20, 21 e 71 del Codice del Consumo. «La sentenza ribadisce che in materia di multiproprietà l’informativa commerciale deve essere effettiva e corretta – spiegano gli avvocati Maurizio Mariani e Carmelo Calì, che hanno difeso in giudizio il consumatore – Questi risultati sono di conforto e di enorme soddisfazione perché mettono dei punti fermi e fanno ben sperare per il futuro della tutela dei consumatori-turisti».

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