Con la citata decisione in Tribunale di Firenze, accogliendo la tesi dell’attore, ha accertato la nullità del contratto di multiproprietà oggetto del giudizio per indeterminatezza dell’oggetto in violazione dell’art. 1346 c.c. che impone che il contratto deve essere determinato o determinabile. Il Tribunale, analizzando in maniera precisa e puntuale le varie clausole del contratto, ha accertato che non risulta in alcun modo chiaro quale fosse il reale oggetto dello stesso, cioè cosa in pratica il consumatore avesse acquistato e le effettive conseguenze di tale acquisto; tra gli aspetti più significativi è stata censurata la mancanza di chiarezza con riferimento al tipo di associazione alla quale fa riferimento il certificato che viene venduto ed alla normativa di circolazione del titolo venduto, l’assenza di chiarezza circa il collegamento tra le settimane commercializzate e tale certificato di associazione, nonché circa la natura e conseguenze dell’iscrizione al circuito Interval International. Né è stato ritenuto possibile fare riferimento ad altre pattuizioni od accordi verbali, visto che, stante la necessaria forma scritta del contratto (prevista dal D.Lgs. 427 del 9.11.98) l’oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile in base ad elementi risultanti dall’atto stesso. Alla luce di questi ed altri ulteriori aspetti il Tribunale ha ritenuto che non fosse sufficientemente chiarito l’oggetto del contratto, con conseguente sua nullità. Il Tribunale inoltre ha affermato che il contratto viola le disposizioni poste dal sopra richiamato D.Lgs 427/98, non contenendo tutti gli elementi previsti da tale normativa; a differenza di un precedente orientamento (espresso dal Tribunale di Parma con sentenza del 14.7.03) in base al quale tale mancanza comporterebbe solo la facoltà di recesso del contraente, il Tribunale afferma che anche tale mancanza comporta la ben più grave nullità del contratto. Trattasi quindi di decisione particolarmente importante in quanto afferma una serie di principi a tutela del consumatori, dettati ad una maggior chiarezza e completezza del contratto sottoscritto. Se è vero che non tutti i contratti di multiproprietà sono uguali, per cui l’indagine circa la nullità o meno va fatta caso per caso, è altrettanto vero che, qualora non si ravvisi una sufficiente indicazione circa l’oggetto del contratto e qualora non siano presenti tutti gli elementi previsti dal D.Lgs. 427/98, il contratto sarà nullo, con conseguente diritto del consumatore ad ottenere la restituzione del prezzo di acquisto.

Avv. Piero Catelani, Confconsumatori Firenze

Clicca qui per leggere la sentenza