Olinda: l’esercito dei quotisti chiede l’assemblea Confconsumatori ha raccolto quotisti insoddisfatti da tutta Italia: in 250 hanno richiesto la convocazione dell’assemblea

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Parma, 20 ottobre 2014 – Un vero e proprio esercito di quotisti da tutta Italia, in aumento: così tanti da riuscire a raggiungere e superare la percentuale necessaria per costringere la società di gestione a convocare un’assemblea. La battaglia dei quotisti del fondo immobiliare Olinda contro Prelios Sgr è a uno step cruciale: sono, infatti, oltre 300 i risparmiatori che dallo scorso luglio si sono rivolti a Confconsumatori, esasperati dopo la perdita di circa il 60% del loro investimento iniziale. Confconsumatori ha già riunito i titolari di quasi 60 mila quote, che non contestano solo la gestione ma anche l’atteggiamento di Prelios, che a luglio scorso ha deciso, senza alcuna spiegazione e senza interpellare i quotisti, di “svendere” il fondo ad Axa.

Circa 250 quotisti hanno raccolto in questi giorni l’invito di Confconsumatori a richiedere la convocazione di un’Assemblea dei Partecipanti al fondo Olinda, per avere un confronto pubblico con la Sgr. La richiesta è stata ricevuta da Prelios, la quale ha segnalato che: «La questione sarà portata all’attenzione del Consiglio di Amministrazione della società, di prossima convocazione entro il mese in corso». Ci sarà modo di verificare coi fatti se Prelios intenderà o meno riconoscere i diritti dei risparmiatori. Su questi delicati passaggi anche la Consob è stata interessata dai legali dell’associazione.

All’interno del sito di Confconsumatori, nella pagina dedicata alla battaglia sul fondo Olinda, si ripercorrono i vari passaggi della battaglia, finita anche sulle pagine dei quotidiani nazionali e in tv, dove la Sgr ha rifiutato di presentarsi.

LA “SVENDITA” DEL FONDO – Il 10 luglio 2014 è pubblicata la notizia della vendita degli immobili del fondo Olinda ad un fondo del gruppo francese Axa. La Sgr ha effettuato una vendita in blocco prima della scadenza naturale del fondo, determinando una consistente perdita secca ai quotisti, senza dare loro alcuna spiegazione né convocare l'assemblea dei partecipanti, prevista da regolamento. Confconsumatori si chiede se la liquidazione del fondo immobiliare Olinda ad un valore che si stima inferiore rispetto a quello al 31 dicembre 2013, circa del 60%, non fosse un buon motivo per ascoltare il parere preventivo di chi dovrà assumersi una consistente perdita, a fronte, per altro, di lauti guadagni della società di gestione nel corso dei 10 anni di vita del fondo.

DALLA DIFFIDA ALL’ASSEMBLEA – A fine luglio Confconsumatori invia una lettera a Prelios, in forma di diffida, per chiedere copia dell’accordo citato nei diversi comunicati diffusi dalla società. Prelios risponde richiedendo la documentazione di possesso delle quote dei deleganti e sostenendo che non vi sia l’obbligo di comunicare i dettagli dell’accordo. Dopo l’invio delle testimonianze documentali richieste, gli avvocati di Confconsumatori incontrano i legali di Prelios i quali confermano la bontà delle scelte di Prelios sul rifiuto a esibire la documentazione e le buone ragioni della vendita frettolosa senza fornire ulteriori spiegazioni. Da qui la decisione dell’associazione di ottenere la convocazione dell’Assemblea. 

Le domande senza risposta dei quotisti

Ecco le domande che i quotisti, tramite Confconsumatori vogliono porre alla Sgr, che finora si è sottratta a un incontro pubblico

1.    LA SVALUTAZIONE IMPROVVISA – I quotisti si chiedono come mai il valore della quota dichiarato dalla Sgr, sulla base di tutti i dati a sua disposizione (compresa la valutazione degli esperti indipendenti e, ovviamente, la scadenza a tutti ben nota) a fine dicembre 2013 è 370 euro, mentre a giugno è 130 (pari ad una perdita di valore del 65%), senza che siano avvenuti fatti rilevanti nei 6 mesi in questione. Anzi, i primi sei mesi del 2014 hanno visto il comparto in ripresa grazie a due Opa sui fonti Atlantic 1 e Unicredit Imm Uno. Dunque le spiegazioni possibili della svalutazione sono due: o non c’è alcuna ragione della perdita di valore, o le valutazioni iniziali non erano corrette

2.    LA PERDITA NASCOSTA DEL 60% – Molti quotisti sostengono che i rimborsi del capitale arriveranno al massimo al 35-40% di quanto versato nel 2004 (quindi pari alla perdita del 60%), poiché un altro 35-40% riguarda il rendimento del fondo da affitti percepiti, come dichiarato da Prelios anche nel rendiconto annuale 2013, cit[1]. Né più, né meno di un'obbligazione che paga le sue cedole ma, al momento del rimborso, anziché restituire il nominale a 100 restituisce 40. Per i quotisti Prelios utilizzerebbe il "trucco" di accorpare i dividendi con i rimborsi (per arrivare all’80%) senza spiegare come sia possibile aver bruciato oltre 300 milioni di entrate di affitti in 10 anni, senza aver riconosciuto nulla ai risparmiatori. Cifra, per altro, ben superiore al capitale iniziale versato dagli investitori.

3.    LA SCELTA DI “SVENDERE” – I quotisti si chiedono come mai la situazione debitoria abbia influito sulla scelta della svendita penalizzante scaricata sui quotisti, dal momento che l'indebitamento del fondo è stato provocato unicamente da scelte della Sgr[2]. Si pretende anche una giustificazione della mancata convocazione dell’assemblea e di ogni tipo di comunicazione preventiva su decisioni “vitali” per il fondo.

4.    IL CONFRONTO CON ALTRI FONDI – I quotisti chiedono come mai gli altri fondi immobiliari, negli ultimi anni siano riusciti a vendere a Nav centri commerciali, migliorando le proprie performances, mentre Olinda, gestita da Prelios, non abbia venduto nulla, anzi abbia visto quadruplicare i tassi passivi dei finanziamenti e precipitare la situazione fino alla svendita.


[1] Dal rendiconto annuale 2013 Olinda, pubblicato in febbraio 2014: «Dividend Yield medio dal collocamento al 31 dicembre 2013. Il dividend yield esprime la redditività dell’investimento data dal rapporto tra i proventi di competenza di periodo, di cui è stata deliberata la distribuzione, e l’investimento medio di periodo. Volendo quantificare il dividend yield medio annuo distribuito dal Fondo dalla data di collocamento al 31 dicembre 2013, si rileva un rendimento dell’investimento pari a 5,0 (5,5% l’obiettivo di rendimento atteso)».

[2] Da Il Sole 24 ore del 4 ottobre 2014, l’AD di Prelios Sgr Paolo Scordino dichiara: «Senza certezze sulla tempistica, con meno di sei mesi di vita del fondo e con un finanziamento già scaduto, abbiamo accettato l’offerta concreta nell’interesse dei quotisti».