Padova, 1° agosto 2023 – Nel 2005 una donna prossima alla pensione si vedeva persuasa dalla sua banca a convogliare una consistente parte dei suoi risparmi in un fondo d’investimento immobiliare. Tredici anni dopo, l’investimento non solo non aveva prodotto alcun guadagno, ma aveva subito una quasi completa perdita in termini di capitale. Dopo aver tentato invano di ottenere un adeguato risarcimento dalla Banca, la protagonista della vicenda ha deciso di rivolgersi allo “Sportello Risparmio” di Confconsumatori, un servizio nazionale dedicato alla tutela dei consumatori nell’ambito degli investimenti finanziari che, alla fine, le ha consentito di recuperare integralmente il proprio denaro.

L’ORDINANZA

Con l’aiuto di Confconsumatori, a seguito di un infruttuoso tentativo di conciliazione e dopo aver evidenziato gravi errori da parte della banca, la vicenda è stata portata dinanzi al Tribunale di Padova. Nell’ambito di un procedimento sommario, dopo circa un anno di processo, il Tribunale ha emesso un’ordinanza il 12 giugno 2023 (Giudice Unico Maiolino) accogliendo la richiesta della consumatrice e condannando la Banca a rimborsare l’intera perdita, oltre agli interessi legali e moratori.

CONCENTRAZIONE DEL RISCHIO

L’ordinanza si è concentrata su alcuni aspetti cruciali a tutela del risparmiatore. In particolare, ha stabilito che il periodo di prescrizione per avviare azioni legali (contrariamente a quanto sostenuto dalle banche) non parte dall’avvio dell’investimento, ma dal momento in cui il risparmiatore, agendo con l’ordinaria diligenza, è in grado di accorgersi del danno. Nel caso di prodotti finanziari illiquidi e non quotati, come in questo caso, tale momento si è verificato solo alla scadenza del fondo, nel 2015.

Sul tema dell’adeguatezza dell’operazione proposta e venduta alla signora, il Tribunale ha rilevato che l’utilizzo di moduli con piccole indicazioni standard, come “titolo a rischio” o “conflitto di interessi”, non equivale al rispetto sostanziale della normativa del Testo unico degli intermediari finanziari (TUIF). La dicitura “titolo a rischio” avrebbe dovuto essere seguita da una chiara e semplice spiegazione dei motivi del rischio in modo esaustivo. Nel caso specifico, il Tribunale ha stabilito che la banca non ha adeguatamente rilevato e segnalato l’eccessiva concentrazione del rischio in un unico titolo, rappresentante quasi tutti i risparmi della consumatrice.

La conclusione della vicenda, con il pieno risarcimento alla pensionata, conferma l’efficacia della campagna “Risparmio Tradito”, portata avanti da Confconsumatori da oltre 20 anni attraverso le sue 127 sedi territoriali (https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/) e, dal 2022, anche tramite lo sportello online (https://www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).

Qui l’ordinanza