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TAG: MPS

Subordinate MPS: vittoria da 22 mila euro a Parma L’anziano risparmiatore, seguito da Confconsumatori, ha vinto la causa contro la banca intermediaria, che ora dovrà risarcirlo per la vendita dei titoli rischiosi

Parma, 14 aprile 2021 – Un pensionato di Parma, dietro consiglio della sua banca intermediaria, nel 2011 aveva acquistato delle obbligazioni MPS, convinto di ottenere dei titoli ordinari, privi di rischi, e non subordinati, in quanto sull’ordine di acquisto vi era la dicitura di “titoli Ordinari”. Di fatto erano, invece, delle obbligazioni subordinate estere, altamente rischiose, convertite forzosamente in azioni ordinarie con il cosiddetto “burden sharing” nel mese di luglio 2017, a causa del dissesto finanziario della Banca MPS.

LE SUBORDINATE – Questi titoli non dovevano essere ceduti ai piccoli risparmiatori, in quanto emessi all’estero e destinati agli investitori istituzionali e non alla clientela retail. La Banca Monte dei Paschi di Siena, tuttavia, ha improvvidamente girato queste obbligazioni ai propri clienti, ignari non solo della natura subordinata del titolo, ma della loro complessità, rischiosità ed illiquidità. L’Operazione di conversione forzosa, attuata con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27 luglio 2017, ha prodotto un ingente danno economico al pensionato parmigiano, il quale ha visto andare in fumo i suoi risparmi.

L’INTERVENTO DI CONFCONSUMATORI – Il risparmiatore si è rivolto a Confconsumatori Parma e all’avvocato Graziella Catanzariti per ottenere il rimborso della cifra investita e, dopo il reclamo alla banca che non ha sortito nessun esito, è stato costretto ad avanzare le sue richieste dinanzi al Tribunale di Parma.

LA SENTENZA – Con la sentenza n. 474/2021 del 12 marzo 2021, Il Giudice del Tribunale di Parma ha dato ragione al risparmiatore rilevando che la banca non aveva seguito le procedure ordinarie, non informando adeguatamente il cliente della natura subordinata, e quindi rischiosa, delle obbligazioni. La banca intermediaria è stata condannata a risarcire il risparmiatore della somma di 22.300 euro, oltre la rivalutazione monetaria e gli interessi legali, quale risarcimento del danno patrimoniale subito.

Il Giudice, inoltre, ha precisato che: «La banca intermediaria non ha assolto l’onere probatorio in tema dei servizi di investimento, non contenendo l’ordine impartito alcun esplicito riferimento alle avvertenze ricevute, alle specifiche informazioni date al cliente, in particolare relative alla natura e alle precipue caratteristiche dei titoli acquistati (…) riscontrata inosservanza da parte della banca ai doveri di diligenza di informazione imposti a suo carico dalla legge».

IL COMMENTO – «È stato accertato giudizialmente – commenta l’avvocato Graziella Catanzariti – come la Banca, la quale aveva venduto come ordinarie le obbligazioni subordinate, aveva in ogni caso, disposto il compimento di un’operazione non adeguata al profilo del cliente e che, se la stessa avesse agito con tutta la specifica diligenza richiesta, il cliente non avrebbe mai acquistato le obbligazioni subordinate, trattandosi non solo di titoli subordinati, ma anche di titoli emessi all’estero e destinati solo alla clientela istituzionale e non ai piccoli risparmiatori».

«Da parte delle banche – conclude il legale di Confconsumatori – e dei propri dipendenti vi deve essere l’assunzione di una particolare diligenza professionale nell’adempimento delle proprie funzioni in relazione al particolare ruolo che gli istituti di credito ricoprono nella moderna società, con un’ampia prospettazione dei vantaggi e delle perdite, che derivino dalla sottoscrizione di determinati contratti. Nulla di tutto ciò era avvenuto nel caso in questione».

Scarica la sentenza del Tribunale di Parma a QUESTO LINK

  • Aprile, 14
  • 5327
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, Risparmio e Investimenti, sitoer
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Online il numero di dicembre 2020 Tutela dei risparmiatori: il protocollo con SNA, le battaglie nazionali, gli accordi sottoscritti e le iniziative di formazione e informazione

Parma, 5 gennaio 2021 – Questo numero del nostro periodico parla di risparmi: quelli che il cittadino fatica a mettere da parte, a proteggere, a investire, per garantire tranquillità al proprio nucleo famigliare. Come recuperare la fiducia troppe volte “tradita” dei cittadini? Non è solo un problema di tutela e di educazione finanziaria: occorre intensificare l’attività di tipo preventivo e informativo, certo, ma prima di tutto è necessario rimettere al centro il piccolo risparmiatore e le sue esigenze, per ridare slancio al settore economico- assicurativo. Le iniziative realizzate nel 2020, come il protocollo con SNA, gli Accordi sottoscritti con ABI, le proposte alle Istituzioni, le campagne informative e i convegni hanno lo stesso scopo: la centralità del consumatore e dei suoi diritti.

  • Gennaio, 5
  • 3190
  • PERIODICO "CONFCONSUMATORI NOTIZIE", Risparmio e Investimenti
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MPS: richiesta danni aperta a tutti i risparmiatori Dopo la sentenza penale MPS II anche gli azionisti non costituiti potranno chiedere i danni, ma occorre prima bloccare la prescrizione

Parma, 1 dicembre 2020 – Sono in arrivo novità per i risparmiatori MPS traditi. Mentre Confconsumatori lavora per ottenere i risarcimenti dei propri associati costituiti nel processo penale MPS II filone, da poco concluso, si apre la possibilità di inviare richieste di ristoro, in sede civile, anche per gli azionisti che, per vari motivi, non si erano costituiti nel processo. Occorre, però, anzitutto bloccare da subito i termini di prescrizione, inviando una lettera che Confconsumatori mette a disposizione presso tutte le proprie sedi.

A metà ottobre 2020 si è concluso, infatti, il processo in cui Confconsumatori era stata ammessa come parte civile insieme ai propri associati, rappresentati dall’avvocato Luca Baj, con la condanna in primo grado dei vertici della Banca per i bilanci che, sostanzialmente, vanno dal 2008 al 2015. Dopo la conclusione del processo, Confconsumatori si è impegnata prioritariamente per ottenere un effettivo risarcimento per chi era costituito, ma non sono mancate le richieste di azionisti MPS esclusi dal processo che – alla luce della sentenza – hanno espresso la volontà di ottenere un ristoro dei danni patiti in conseguenza all’eccessiva svalutazione delle azioni.

CHI PUO’ CHIEDERE I DANNI – A parte chi era costituito nel processo (e che non dovrà – per ora – fare nulla), possono avanzare una richiesta di risarcimento tutti coloro che sono o sono stati titolari di azioni della Banca Monte Paschi di Siena tra il 2008 ed il 2015 e quegli azionisti che hanno rivenduto i titoli della banca nel periodo in oggetto, accusando una forte perdita patrimoniale.

COSA FARE ORA – Per gli azionisti esclusi dai processi penali, si apre ora la possibilità di un’azione civile (singola o collettiva) fondata sulle conclusioni del processo penale, ma occorre prudenzialmente attendere eventuali appelli. Nel frattempo, Confconsumatori suggerisce a tutti gli interessati di interrompere prima di tutto la prescrizione, per non far decadere il diritto al rimborso. A tal proposito l’associazione ha predisposto una bozza di lettera disponibile presso tutte le sedi territoriali.

LE PROSPETTIVE – Confconsumatori, lo scorso ottobre, ha lanciato un appello alla Banca e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’apertura di un tavolo di lavoro al fine di evitare nuovi contenziosi e di garantire le coperture necessarie ai risparmiatori che hanno diritto ai rimborsi. L’intento dell’associazione è, infatti, quello di evitare ai risparmiatori danneggiati i costi e gli inevitabili rischi che comporterebbe l’avvio di nuove cause civili. Confconsumatori, d’altra parte, aveva richiesto che gli azionisti MPS fossero inclusi da subito tra i beneficiari del FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori).

CONTATTI – Gli interessati possono scrivere a mps@confconsumatori.it oppure contattare una delle sedi territoriali dell’associazione: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

  • Dicembre, 1
  • 9370
  • Risparmio e Investimenti
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Sentenza MPS II: un tavolo per i risparmiatori Una sentenza che rischia di minare la stabilità di MPS: per garantire i risarcimenti ai risparmiatori Confconsumatori si rivolge a Banca e Mef

Parma, 21 ottobre 2020 – Alla luce della sentenza del processo MPS II filone del 15 ottobre, Confconsumatori, già ammessa parte civile nel processo insieme ai propri associati rappresentati dall’avvocato Luca Baj, esprime apprensione circa la necessità di evitare nuovi contenziosi e di garantire le coperture necessarie ai risparmiatori che hanno diritto ai rimborsi: per questo fa appello alla Banca e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’apertura di un tavolo di lavoro. 

LA SENTENZA – Si è concluso giovedì 15 ottobre il primo grado del processo MPS nei confronti di Profumo, Viola e Salvatori, che, a vario titolo, rispondevano di false comunicazioni sociali in relazione all’operazione Alexandria (già in essere dall’epoca “Mussari”) per quanto riguarda la semestrale del 30 giugno 2015. La condanna ha anche riguardato la manipolazione del mercato, per i comunicati nel periodo ricompreso tra il 29 aprile del 2013 e il 06 agosto del 2015. Il Tribunale ha inoltre dichiarato prescritto il reato relativamente al bilancio al 31 dicembre 2012 e ha assolto gli imputati per altri due capi di imputazione. Condanna di tutto rilievo per gli imputati, che dovranno risarcire, insieme a Banca Monte del Paschi di Siena, i danni patiti dai risparmiatori, e che dovranno essere quantificati, dopo che la condanna sarà divenuta definitiva, dal Giudice civile. Per il momento, i risparmiatori dovranno ancora attendere. 

CONDANNA INATTESA – “Si tratta – commenta l’avvocato Luca Baj – di una condanna del tutto inattesa, viste le reiterate richieste dei Pubblici Ministeri di proscioglimento. Un’originaria richiesta di archiviazione del procedimento era stata respinta al termine delle indagini preliminari. I PM l’avevano riproposta nel corso dell’udienza preliminare, e il Giudice dell’Udienza Preliminare aveva rinviato gli imputati a giudizio. Da ultimo, in dibattimento. Una sconfitta anche per i Pubblici Ministeri, e una condanna che interessa anche un aspetto non di poco conto”. 

INCERTEZZE PER I RISPARMIATORI – Nel corso della passata estate, la banca aveva esplicitato alla Banca Centrale Europea, che svolge attività di vigilanza, di ritenere di non dover accantonare riserve relativamente a questo processo, confidando sul fatto che sarebbero state accolte le richieste assolutorie dei Pubblici Ministeri. Ora il quadro è profondamente diverso, e MPS dovrà considerare la possibilità che migliaia di risparmiatori possano avanzare in futuro richieste di risarcimento dei danni, che potranno minare la solidità patrimoniale dell’istituto di credito, soprattutto considerando le operazioni straordinarie in atto. In questa situazione, Confconsumatori, ammessa anche in proprio come parte civile, e i propri numerosi associati/azionisti dovrebbero, se la condanna passerà in giudicato, procedere con le cause civili per la sola quantificazione del danno. 

L’APPELLO DI CONFCONSUMATORI – Pertanto, Confconsumatori rivolge un pubblico invito direttamente alla Banca ed all’azionista di riferimento, ovvero il Ministero dell’Economia e delle Finanze, affinché questi si adoperino, con adeguati stanziamenti economici di ristoro degli azionisti, al fine di evitare ulteriore contenzioso volendo aprire un tavolo di trattative con Confconsumatori e le altre associazioni dei consumatori costituitesi parte civile. 

  • Ottobre, 21
  • 6412
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MPS: scissione in vista, i piccoli azionisti devono decidere Ad AMCO alcune attività della Banca. Confconsumatori pronta ad assistere i risparmiatori nella scelta di cosa fare delle loro azioni. Il termine è il 20 ottobre.

Parma, 13 ottobre 2020 – I piccoli azionisti di Monte Paschi di Siena segnalano di aver ricevuto una criptica comunicazione scritta da parte della banca, costituita da ben quattro pagine, attraverso la quale vengono informati della prossima suddivisione della Banca e della conseguente assegnazione ad AMCO di alcune attività della stessa.

  • Ottobre, 13
  • 11849
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Il “Buio oltre il risparmio” al Castellabate Film Festival Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 1° settembre 2020 – “Il Buio oltre il risparmio”, docu-film del giornalista parmense Fabrizio Rizzi e del produttore Andrea Bernabeo, è in concorso al Castellabate International Film Festival 2020, che si terrà prossimamente nella ridente cittadina in provincia di Salerno. Il film sulle drammatiche vicende dei risparmiatori italiani “azzerati” è stato infatti selezionato dalla giuria. Il documentario punta la lente sui risparmi di una vita spariti, sulla disperazione di chi all’improvviso realizza di non avere più nulla, sul senso di vergogna, le storie degli azzerati da Banca Etruria a Carife: tutti elementi che non hanno trovato spazio nelle cronache.

Confconsumatori ha partecipato attivamente alla realizzazione del film portando contributi costruttivi con le riflessioni, contenute nel documentario e nell’analisi dell’evento economico, e con l’intervento del vicepresidente nazionale dell’associazione Marco Festelli; inoltre, ha contribuito alla diffusione del docu-film realizzando eventi ad hoc aperti alla cittadinanza e alle scuole, arricchiti da dibattiti con docenti universitari ed esperti di settore sulla tutela dei risparmiatori traditi, nelle città di Parma, Grosseto e Prato.

Nei trentuno minuti de “Il Buio oltre il risparmio”, girati tra Empoli e Ferrara, Fabrizio Rizzi indaga l’aspetto umano, le ricadute reali di una operazione in cui l’onere di salvataggio delle banche viene scaricato sui piccoli azionisti e sui detentori di obbligazioni subordinate (molti dei quali ignari del fatto che i loro risparmi fossero stati investiti in questo modo). A parlare sono i truffati. L’anziana risparmiatrice non scolarizzata che nei documenti della banca viene definita investitrice esperta, il funzionario che consiglia alla vecchia compagna di scuola l’acquisto delle obbligazioni tossiche, la figlia che vede andare in fumo i risparmi degli anziani genitori e così via, in un vortice di situazioni che portano a galla lo scheletro di un sistema malato.

La vicenda delle vittime del devastante impatto del salvataggio delle banche popolari continua così a tenere viva l’attenzione su uno dei più devastanti contraccolpi del nostro sistema bancario.  Già presentato al Ferrara Film Festival, in concorso all’International Film Festival of Uruguay e menzione speciale del Coffi CortOglobo Film Festival di Vietri sul Mare, lo scorso maggio “Il Buio oltre il Risparmio” è stato anche finalista al NIFF Festival di Londra come miglior documentario.

Come è stato possibile tutto questo? A guidare lo spettatore tra le pieghe di questa vicenda senza responsabili apparenti troveremo l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi ed Alessandro Banfi, direttore Mediaset.

Il male di cui si parla nel documentario ha però radici antiche, come dimostrano poi i richiami a figure importanti come Girolamo Savonarola, ferrarese e grande fustigatore dell’usura, ed a Leonardo da Vinci, nato in una terra, la Toscana, che già all’epoca rappresentava l’avanguardia del sistema creditizio europeo.

La voce narrante è di Massimiliano Buzzanca. Riprese di Francesco Manetti, montaggio di Claudio De Santis, mixaggio Giovanni Perez.

Aggiornamento: è stato annunciato dagli organizzatori che il Castellabate International Film Festival 2020 è rinviato a data da destinarsi considerato il momento particolare che stiamo vivendo dovuto all’emergenza Covid-19.

  • Settembre, 1
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