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Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: MPS

Subordinate MPS: vittoria da 90 mila euro a Lucca Vendute a un piccolo risparmiatore obbligazioni ad alto rischio destinate agli investitori istituzionali: grazie a Confconsumatori sarà risarcito

Parma, 25 maggio 2020 – Un risparmiatore lucchese aveva investito circa 90 mila euro di risparmi in obbligazioni subordinate MPS estere, non venendo però informato dalla banca che il prodotto finanziario acquistato non poteva essere venduto ai piccoli azionisti ed era altamente rischioso. Il risparmiatore si è così rivolto alla Confconsumatori di Viareggio per ottenere il rimborso della cifra investita.

Come in precedenza più volte comunicato, Confconsumatori prosegue la sua battaglia per la difesa degli obbligazionisti delle subordinate MPS dimenticati dalla politica e dalle istituzioni. Dopo la decisione del febbraio scorso, si aggiunge ora questa ulteriore vittoria dinanzi all’Arbitro della Consob (ACF).

In questo particolare caso ad essere al centro della controversia è stato un risparmiatore che aveva acquistato senza saperlo subordinate estere convertite in azioni con il cosiddetto “burden sharing”, che non dovevano essere cedute ai piccoli risparmiatori, in quanto emesse all’estero e destinate agli investitori istituzionali. La Banca, però, ha improvvidamente girato queste obbligazioni ai propri clienti, ignari non solo della natura subordinata del titolo, ma della loro complessità, rischiosità ed illiquidità. Ciononostante, il Ministero dell’Economia delle Finanze aveva escluso all’epoca dette subordinate dall’intervento statale di rimborso fatto invece per le subordinate italiane della Banca senese.

Il risparmiatore lucchese, dopo aver perso circa 90 mila euro nelle subordinate estere ad alto rischio, si è rivolto alla Confconsumatori di Viareggio e, dopo il reclamo,  ha portato la sua situazione davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, assistito dall’Avvocato Giorgio Paolini dello staff Confconsumatori, ottenendo un parere favorevole.

Anche in questa occasione – come in diversi altri casi – l’ACF della Consob ha constatato che la Banca aveva disposto il compimento di un’operazione non adeguata al profilo del cliente e che, se la stessa avesse agito con tutta la specifica diligenza richiesta, il cliente non avrebbe mai acquistato le subordinate, trattandosi non solo di titoli subordinati, ma anche di titoli emessi all’estero e destinati solo alla clientela istituzionale.

Gli interessati possono contattare l’associazione, oltre che presso gli sportelli territoriali (elenco completo qui), anche mediante l’indirizzo email risparmio@confconsumatori.it

Scarica il Lodo ACF a QUESTO LINK

  • Maggio, 25
  • 2513
  • Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti, Toscana
  • More

MPS Subordinate: vittoria da 27 mila euro Un’altra importante vittoria per Confconsumatori: in seguito a una decisione dell’ACF, la banca dovrà restituire parte dell’investimento iniziale

Parma, 19 febbraio 2020 – Continua la battaglia di Confconsumatori per la difesa degli obbligazionisti detentori di subordinate MPS dimenticati dalla politica e dalle istituzioni, con un importante vittoria.

Le subordinate MPS sono subordinate estere, convertite in azioni col cosiddetto burden sharing, destinate agli investitori istituzionali, che la Banca, invece, ha incautamente venduto ai propri clienti ignari, non solo della natura subordinata dei titoli, ma anche della loro complessità, rischiosità e illiquidità.

Ciononostante, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’epoca ha escluso questa tipologia di subordinate dall’intervento statale, attuato invece per le subordinate italiane della Banca senese.

Ad inizio 2020 si è registrata un’altra pronuncia positiva dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie Consob, dopo quella del Tribunale di Roma. Con il lodo 2239 del 14 febbraio 2020, l’ACF di Consob ha condannato la Banca a rifondere a due pensionati iscritti e assistiti da Confconsumatori la somma di circa 27 mila euro, a fronte dei 50 mila investiti. E’ stata riconosciuta la sussistenza del cosiddetto “misseling” per le modalità dei vendita dei titoli, inadeguati, inappropriati e ceduti addirittura senza la firma dell’ordine di acquisto.

Se da un lato si rileva ancora l’assoluto disinteresse e l’insensibilità del Parlamento, del Governo e del Ministero dell’Economia e delle Finanze alla problematica (sordi alle ripetute segnalazioni di Confconsumatori), dall’altro lato i Tribunali e l’Organismo arbitrale della Consob stanno via via creando una giurisprudenza favorevole ai risparmiatori.

Tuttavia, Confconsumatori non può non invitare, anche pubblicamente, la Banca MPS, ormai di proprietà statale, ad istituire un tavolo di conciliazione per superare il contenzioso presente e futuro.

Gli interessati possono contattare l’associazione, oltre che presso gli sportelli territoriali (elenco completo qui), anche mediante l’indirizzo email risparmio@confconsumatori.it

Per la Toscana i risparmiatori possono rivolgersi anche al numero 328.7958074 e contattare le sedi territoriali individuando i recapiti sul sito www.confconsumatoritoscana.it

Scarica il lodo 2239 del 14 febbraio 2020 a questo link

Link al precedente comunicato

  • Febbraio, 19
  • 2570
  • Risparmio e Investimenti, Toscana
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MPS Subordinate: prosegue il contenzioso Per le subordinate MPS convertite centinaia di giudizi e arbitrati: Confconsumatori chiede nuove azioni alla banca

Parma, 29 gennaio 2020 – Confconsumatori continua a raccogliere richieste di aiuto sulle obbligazioni subordinate MPS convertite in azioni da parte di risparmiatori che hanno perso oltre quattro quinti del loro investimento. L’associazione aveva già segnalato la grave dimenticanza delle subordinate MPS nel Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) e ora, in assenza di altre vie, continuerà a tutelare i cittadini danneggiati con l’unico strumento a disposizione: l’autorità giudiziaria.

A partire dal 2018 si registrano già alcune decisioni positive in sede arbitrale, la prima nell’anno 2018, mentre la seconda – di alcuni giorni fa – è reperibile nel sito dell’arbitro delle controversie finanziarie della Consob. Infatti pochi giorni fa, con la pronuncia 2150 del 20.1.2020, l’arbitro ha rilevato che la Banca avrebbe dovuto bene evidenziare nell’ordine di acquisto l’acronimo «subordinata».

«Il fatto che l’indicazione della natura subordinata – ha statuito l’arbitro – non fosse normativamente richiesta non toglie, evidentemente, che un assolvimento diligente degli obblighi di informazione, e più in generale dell’obbligo di agire nel migliore interesse del cliente, imponesse all’intermediario di rendere edotto quest’ultimo anche dell’esistenza della clausola in questione. La presenza di tale clausola modifica, infatti, l’ordine di preferenza con cui i sottoscrittori di tali titoli possono trovare soddisfazione, postergando la loro posizione a quella degli altri obbligazionisti ordinari e dunque incide evidentemente sul livello del rischio assunto, sicché la relativa informazione non può certo dirsi indifferente per l’investitore, e questo a prescindere da come la disciplina vigente ratione temporis conformasse lo standard informativo, peraltro minimo, sempre dovuto».

A questo punto Confconsumatori, tramite il Vice Presidente Nazionale Marco Festelli «chiede alla Banca di avviare un tavolo o procedura permanente di conciliazione al fine di definire il contenzioso proliferato e di evitare ulteriori azioni giudiziarie, visto che ci sono ancora centinaia di obbligazionisti che sperando nella politica non hanno ancora agito in via giudiziale o arbitrale».

Gli interessati possono contattare l’associazione, oltre che presso gli sportelli territoriali (elenco completo qui) , anche alla casella e mail risparmio@confconsumatori.it

Per la Toscana i risparmiatori possono rivolgersi anche al numero 328 795 8074 e contattare le sedi territoriali individuando i recapiti sul sito (link al sito della sede toscana).

 

Link ai precedenti articoli:

  • 9 novembre 2019 – MPS I Filone: Condannati Gli Ex Vertici
  • 25 gennaio 2019 – MPS Subordinate: Resta Solo Il Contenzioso
  • Gennaio, 29
  • 2650
  • Risparmio e Investimenti
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MPS I filone: condannati gli ex vertici Condannati tutti gli ex vertici di MPS: il Tribunale impone il risarcimento dei risparmiatori e di Confconsumatori, parte civile nel processo

Parma, 9 novembre 2019– Buone notizie per i risparmiatori. Il Tribunale di Milano ha condannato gli imputati e i responsabili civili di Banca Monte Paschi di Siena spa, Deutsche Bank AG, Deutsche Bank AG London Branch e Nomura International Plc London al risarcimento di tutti gli associati costituiti nel processo MPS I filone tramite Confconsumatori e dell’associazione stessa. Il Tribunale ha ordinato anche la confisca di oltre 150 milioni di euro nei confronti di Deutsche Bank AG, compresa la filiale londinese, e Nomura, imputate a Milano in qualità di enti nel processo sul caso Mps.

I reati contestati a vario titolo sono di manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo agli organi di vigilanza (in parte prescritto). Gli ex vertici di Monte dei Paschi di Siena sono stati condannati complessivamente a 19 anni e 5 mesi di carcere: Giuseppe Mussari a 7 anni e 6 mesi, Antonio Vigni a 7 anni e 3 mesi e Gian Luca Baldassarri a 4 anni e 8 mesi. Condannato anche l’ex direttore finanziario Daniele Pirondini a 5 anni e 3 mesi di reclusione.

Nel 2017 Confconsumatori – unica riconosciuta insieme a una sola altra associazione dei consumatori – era stata confermata parte civile nel processo Monte Paschi Siena a carico degli ex vertici dell’istituto di credito toscano, per difendere gli associati traditi dalla banca. Complessivamente erano otre 2.500 i risparmiatori ammessi come parte civile, danneggiati a seguito dalle scellerate operazioni finanziarie della banca tra il 2008 e 2012.

«È un ottimo risultato per i nostri risparmiatori, siamo molto soddisfatti. Questa sentenza, per la quale occorrerà attendere novanta giorni per il deposito delle motivazioni, conferma l’importanza delle associazioni a difesa del cittadino sul territorio. La condanna al risarcimento di un danno proprio subito da Confconsumatori, per la lesione degli interessi dalla stessa tutelati, è il giusto riconoscimento all’attività svolta da anni. Ancora più importante è l’aver il Tribunale riconosciuto gli effetti dannosi in capo agli investitori e derivanti delle condotte poste in essere dagli imputati», afferma Luca Baj, legale di Confconsumatori, che insieme agli avvocati Alessandro Fagni  e Duccio Panti, hanno difeso in giudizio l’associazione e i risparmiatori.

  • Novembre, 9
  • 3282
  • Risparmio e Investimenti
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A Parma e a Grosseto il docufilm sui risparmiatori traditi Doppio appuntamento: domani a Grosseto e venerdì a Parma si proietta "Il buio oltre il risparmio", a seguire il dibattito sulla tutela dei risparmiatori traditi

Parma-Grosseto, 8 aprile 2019 – Confconsumatori organizza questa settimana un doppio appuntamento per parlare di “risparmio tradito”. Verrà, infatti, presentato il docufilm di Fabrizio Rizzi “Il buio oltre il risparmio”, che andrà in scena: a Grosseto domani, martedì 9 aprile, alle 17 al cinema Stella e a Parma, venerdì 12 aprile sempre alle 17 nell’aula lauree del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma in via Kennedy. L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, ha lo scopo di dare voce ai tanti italiani che hanno visto di punto in bianco dissolversi i risparmi di una vita; dopo ogni proiezione verrà lasciato ampio spazio al dibattito per indagare cause, conseguenze e possibili rimedi di quello che Rizzi ha definito uno “tsunami” delle banche che ha travolto moltissime famiglie.

  • Aprile, 8
  • 2613
  • Emilia Romagna, Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti, sitoer, Toscana
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Fir: il Governo snobba i consumatori? Troppe incognite: perché il Fondo Indennizzo Risparmiatori non diventi solo “fumo negli occhi” serve il confronto con le Associazioni dei consumatori

Parma, 16 febbraio 2019 – L’approvazione del decreto sul Fir (Fondo Indennizzo Risparmiatori) è dietro l’angolo, ma sono tanti gli aspetti e le incognite che lasciano ancora perplessi. Per questo sarebbe urgente e importante un dialogo costruttivo tra il Governo e i responsabili delle Associazioni dei consumatori, che sono pronte a offrire il loro contributo e la loro esperienza affinché l’intervento risulti più efficace. Eppure, da anni, a prescindere dal colore politico, i Governi continuano a evitare il confronto diretto con le Associazioni dei consumatori su questi temi. Viene da chiedersi il perché.

IL RUOLO ISTITUZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI – Peraltro, Confconsumatori già da aprile 2018 aveva chiesto pubblicamente al Premier Conte, al Ministro dell’Economia ed a quello dello Sviluppo economico di aprire un tavolo di confronto sul risparmio. Giovedì sera il vice premier Salvini ha detto che il Governo si è confrontato sul risparmio “solo con i risparmiatori”. Si apprende, inoltre, che sempre giovedì al Mef è stata tenuta una riunione per sottoporre agli interessati il testo sul decreto attuativo Fir. Vogliamo ricordare alle Istituzioni del nostro Paese che le Associazioni dei consumatori hanno prerogative istituzionali fissate dal Codice del consumo, e che esiste un organismo istituzionale, il Cncu presso il Mise, deputato a fornire pareri a Governo e Parlamento in materia di risparmio.

COMPETENZE ACQUISITE SUL CAMPO – Oltre alla forma le associazioni hanno la sostanza. Confconsumatori, per parte sua, da decenni promuove battaglie (giudiziarie e non) in difesa dei consumatori-risparmiatori, su tutti i fronti, (dai Bond argentini a Parmalat, Cirio, 4 banche, le due venete, i fondi immobiliari chiusi) sino a Mps compreso (grande escluso dalla finanziaria), con l’adesione di migliaia di cittadini. Le associazioni dei consumatori hanno dimostrato di avere competenza, esperienza e capacità per reggere un confronto tecnico e politico sulla materia, come dimostrano le tante iniziative e proposte offerte alle Istituzioni negli anni.

LE INCOGNITE SUL DECRETO – Infine, la bozza di decreto che circola sulla stampa, se verrà licenziata in questa forma, presenta molte incognite per i risparmiatori che il Governo dice di voler ristorare a prescindere da tutto. A partire dalla legge finanziaria, con invenzioni recenti di commissioni ministeriali, per finire con la “violazione massiva del Tuif” di difficile prova, fino alle difficoltà per gli azionisti di reperire gli ordini di acquisto di azioni comprate anche 20 anni prima del crack e, per finire, alla non prevista presentazione dell’istanza on line come era avvenuto per il precedente fondo.

Confconsumatori auspica, quindi, un confronto serio, tecnico e consapevole sulla materia e anche sul decreto Fir, affinché questo non diventi solo ulteriore “fumo negli occhi” per decine di migliaia di cittadini. Per finire Confconsumatori ricorda al Governo che sono molti i temi “bancari” ancora aperti e caldi, per i quali combatte per conto di migliaia di risparmiatori (aderenti all’associazione e non), quali quelle di Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Ragusa e Carige.

  • Febbraio, 16
  • 5607
  • Rapporti con Pubblica Amministrazione, Risparmio e Investimenti
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