Eccoci a riassumere i tratti salienti dei due procedimenti penali (contro gli amministratori di Parmalat e contro i revisori della società, oltre alle banche collocatrici dei titoli), nei quali Confconsumatori si è costituita.

Per quanto concerne il primo procedimento, chiamato per comodità Parmalat I, si può affermare che, sebbene ci si trovi in una fase conclusiva dello stesso, vi sono stati degli ulteriori eventi interruttivi abbastanza significativi da segnalare. In particolare, durante l’udienza del 1 ottobre 2007, vi sono state delle nuove contestazioni da parte dell’accusa (come del resto preannunciato nell’udienza precedente del 20 settembre) ai danni degli amministratori di Bank of America , i signori Sala, Luzi e Moncada. Si è contestata, in capo a questi soggetti, l’esistenza di reati di truffa aggravata per danno diretto allo Stato e per numerose altre circostanze , che potrebbero determinare un aumento di pena per gli stessi, ove ritenuti responsabili. In breve, i reati ipotizzati dall’accusa si fondano su una presunta elusione del fisco ad opera di tali soggetti, i quali hanno, attraverso l’interposizione fittizia di società svizzere, evitato di versare tasse per operazioni di stipula di polizze di assicurazione “di rischio politico e di credito”, correlate ad operazioni finanziarie. Ciò è previsto dalla Legge 216 del 1961, e i tre amministratori accusati, in questo modo, avrebbero, secondo i Pubblici Ministeri, omesso di versare al fisco una somma complessiva pari ad € 5.516.000 (undici miliardi delle vecchie Lire). Purtroppo, le nuove contestazioni hanno consentito agli avvocati difensori di ottenere un termine a difesa, per permettere la regolare notifica delle nuove accuse agli imputati interessati, assenti in aula . Il termine, infatti, non può essere inferiore a venti giorni né superiore a quaranta, ed ha così determinato lo slittamento della prossima udienza utile al 12 novembre prossimo . Naturalmente – e questa è una mera perplessità dello scrivente – ciò può dare l’appiglio per una nuova richiesta, solo per le tre persone coinvolte, di applicazione della pena poiché, a differenza della scorsa volta in cui era stata contestata una diversa aggravante, in questa occasione vi è stata la contestazione di un fatto nuovo. Dopo questa interruzione, l’attività processuale dovrebbe riprendere come da calendario e le udienza successive saranno dedicate ad ultimare il contro esame dei consulenti di parte di Bank of America (domande consentite solo al difensore che ne ha chiesto l’esame, posto che le altre parti lo hanno già ultimato) e, probabilmente, al controesame degli ultimi consulenti tecnici. Successivamente, salvo richieste istruttorie aggiuntive da parte del Tribunale, la parola dovrebbe passare ai Pubblici Ministeri per la requisitoria finale e alle Parti civili per le conclusioni; in ultimo, la parola sarà concessa ai difensori degli imputati e dei responsabili civili. Nonostante i maxi processi siano sempre contraddistinti dalla complessità degli atti e dalle garanzie delle numerose parti interessate, ci si sta avviando progressivamente alla fine del primo processo del crack Parmalat, dove ci si augura di ottenere la disposizione di un risarcimento equo e giusto per i danni patiti dai risparmiatori e finalmente, con una prima vera pronuncia, di un concreto ristoro per tutti coloro che hanno subito le malefatte degli sconsiderati amministratori.

Per quanto concerne Parmalat II si ricorda che è stato disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e dei responsabili civili e amministrativi (ad eccezione di Nextra che ha definito con il rito del patteggiamento) per il 22 gennaio del 2008 e che le parti che ancora non hanno voluto o potuto costituirsi possono farlo entro quella data secondo le istruzioni che verranno date da Confconsumatori.

avv. Luca Panzeri