Settembre 2004 – Sono ormai due settimane che il commissario straordinario Enrico Bondi ha presentato la lista di tutte le richieste di insinuazione al passivo, indicando quali pretese intende accogliere e quali no.

Per quanto riguarda i possessori di bond (inclusi quelli emessi dalle controllate estere) è stato chiarito che i relativi crediti sono stati tutti ammessi d’ufficio. Ciò significa che coloro che hanno obbligazioni di società del gruppo Parmalat potranno votare sulla proposta di concordato e avranno diritto di ottenere le nuove azioni sia che abbiano presentato domanda di ammissione al passivo sia che non lo abbiano fatto. In altre parole, sebbene quelle pervenute fino al 30 luglio fossero "solo" 56 mila per un totale 3,12 miliardi, ossia pari alla metà del totale dei bond in circolazione, chi non si è "insinuato" può stare tranquillo: tutto è avvenuto automaticamente .

Questo il motivo per il quale i risparmiatori, ammessi come detto per categorie, non trovano il loro nome nei lunghi elenchi dei creditori pubblicati sul sito del Tribunale. Inserendo la password, si leggono liste lunghissime che non contemplano i bond. Ma se si aggiunge il codice ISIN di ogni singola obbligazione, si scopre che l’intero importo di ogni bond è stato ammesso, eccezion fatta per due titoli con i seguenti codici: XS0171288177; XS0171287872. Solo in seguito (il 18 agosto) si sapranno le ragioni della loro esclusione e i possessori dei medesimi potranno fare opposizione entro 15 giorni se residenti in Italia e 30 se all’estero, decorrenti dal decreto del giudice delegato; decreto che dovrà essere pronunziato entro i successivi 60 giorni e che, oltre a contenere l’elenco dei creditori ammessi, ammessi con riserva ed esclusi, dovrà indicare la data (negli ulteriori successivi 60 giorni) entro la quale i creditori dovranno votare sulla proposta di concordato, nonché le modalità di voto.

A quanto fin qui esposto fanno peraltro eccezione le operazioni di private placement , riservate ad investitori istituzionali. Per tale motivo i crediti derivanti dalle medesime verranno inseriti negli elenchi solo in presenza di un’apposita istanza di ammissione al passivo. Questo il motivo per il quale i singoli obbligazionisti, ove temano di aver acquistato detti titoli, potranno verificare la loro posizione, inserendo il codice ISIN.

Segnaleremo, peraltro, che tutti gli associati che si sono rivolti a noi hanno già presentato specifica domanda e che quindi nulla devono fare oggi.

Già si è detto, per concludere, che la Confconsumatori reputa insufficiente l’offerta del commissario. Le ragioni già sono state espresse e verranno ripetute. In questa sede basta solo osservare che in caso di approvazione gli obbligazionisti diventeranno azionisti della nuova Parmalat. Se, invece, la proposta non riceverà il voto favorevole delle maggioranze richieste, per il gruppo si apriranno due possibili scenari: o, come si spera e come è probabile, una nuova proposta di concordato più favorevole per i risparmiatori, oppure il fallimento.

Avv. Giovanni Franchi