Parma, 27 giugno 2024 – Nell’ambito del progetto Generazione F, Confconsumatori propone, tramite il suo esperto Federico Delsante, una guida sulla fiscalità delle polizze TCM (Temporanee Caso Morte ovvero la forma tradizionale e semplice di copertura vita).

BENEFICI FISCALI

La parte di premio destinata alla copertura del rischio morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, è detraibile dall’imposta dovuta dal Contraente ai fini Irpef come da normativa vigente, art. 15 del D.p.r. 917/1986. Tale detrazione è riconosciuta, fra l’altro, al Contraente, che ha effettivamente sostenuto la spesa del premio, qualora l’Assicurato sia il Contraente stesso oppure un familiare fiscalmente a suo carico. Sono detraibili soltanto i premi versati con modalità di pagamento tracciabile.  La suddetta detrazione può subire limitazioni in funzione del reddito complessivo del Contraente.

IMPOSTA SUI PREMI

I premi sulle assicurazioni sulla vita sono esenti dall’imposta sui premi di assicurazione, qualora il rischio possa essere considerato come ubicato in Italia (art. 1, L. 1216/1961 ed art. 11, allegato C, Tariffa, L. 121/1961). Il regime fiscale può variare in funzione dello spostamento della residenza del Contraente presso un altro Paese dell’Unione Europea. Eventuali spostamenti della residenza presso altri Paesi dell’Unione Europea devono essere comunicati alla Compagnia a mezzo lettera entro 30 giorni dal trasferimento.

REGIME FISCALE DELLE PRESTAZIONI

Le somme corrisposte in dipendenza di contratti assicurativi, in caso di morte dell’Assicurato o in caso di invalidità permanente dell’Assicurato , sono esenti da IRPEF (art. 6, c. 2, D.P.R. 917/1986). Inoltre, il capitale erogato in caso di morte dell’Assicurato in relazione alla garanzia principale è interamente a copertura del rischio demografico e, quindi non soggetto a tassazione (art. 34, D.P.R. 601/1973).

Realizzato nell'ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT D.M. 6/5/2022 art. 5