Parma, 9 gennaio 2024 – L’assicurazione sulla vita – polizza vita – è un contratto complesso che coinvolge diversi attori chiave: la compagnia assicurativa, il contraente, l’assicurato e il beneficiario. Questi elementi collaborano per garantire una protezione finanziaria in caso di prematuro decesso, grave malattia o invalidità dell’assicurato. Per comprendere davvero questo tipo di assicurazione, è fondamentale ricordare quali sono gli attori coinvolti e analizzare le diverse tipologie di copertura disponibili.

GLI ATTORI PRINCIPALI

Compagnia assicurativa: ente che offre l’assicurazione vita, stabilendo termini e condizioni del contratto.

Contraente: persona che stipula il contratto con la compagnia assicurativa, versando i premi assicurativi.

Assicurato: la persona sulla cui vita viene stipulata l’assicurazione. L’assicurato può coincidere o meno con il contraente.

Beneficiario: persona designata per ricevere il capitale o la rendita previsti dal contratto in caso di decesso dell’assicurato.

TIPOLOGIE DI COPERTURA

Esistono diverse tipologie di copertura che è bene conoscere prima di compiere una scelta.

Assicurazione Temporanea Caso Morte (TCM): copertura per il prematuro decesso dell’assicurato. La durata della polizza è definita dal contraente, spesso in base agli impegni familiari, come il periodo di studio dei figli. Se l’assicurato è in vita alla scadenza, il contratto si risolve senza restituzione dei premi.

Polizze vita miste: combinano coperture per il decesso e la sopravvivenza dell’assicurato. Garantisce un capitale in caso di morte o alla scadenza prestabilita, inclusi eventi come inabilità al lavoro o invalidità.

Polizze finanziarie: queste polizze mirano all’investimento piuttosto che alla tutela dai rischi. La gestione separata gestisce i premi investendoli in obbligazioni o altri strumenti finanziari. La restituzione del capitale è garantita al netto dei costi alla scadenza o in caso di riscatto

DIFFERENZE TRA POLIZZE RAMO I E POLIZZE RAMO III

L’assicurazione vita ramo I è la più tradizionale. Chi stipula la polizza versa un capitale unico o delle somme periodiche (i premi), l’assicuratore li mette insieme ai premi versati dagli altri clienti, e investe questo capitale. Questo “tesoretto” che la compagnia gestisce per conto dei clienti, tenendolo distinto dai mezzi propri, si chiama gestione separata. La compagnia garantisce la restituzione del capitale – al netto dei costi – alla scadenza della polizza o nel momento in cui quest’ultima passa agli eredi, anche nel caso in cui la gestione separata sia andata male. Come fa la compagnia a garantire la restituzione del capitale? La gestione separata è investita in buona parte in obbligazioni, specialmente titoli di Stato. Stando così le cose, però, si può osservare che potrebbe valere maggiormente la pena comprare direttamente titoli di Stato, risparmiando le spese della polizza.

Le polizze di ramo III, che comprendono le index linked e unit linked, sono invece polizze “finanziarie”, orientate agli investimenti, e possono per questo comportare dei rischi. Rispetto al ramo I, queste polizze possono – ma non devono – garantire la restituzione del capitale. Proprio per questo, anche gli investimenti sottostanti sono diversi: non più in prevalenza titoli di Stato, ma anche investimenti più “aggressivi”. Nel caso delle index linked, il capitale che verrà restituito sarà più alto o più basso a seconda dell’andamento di un indice di Borsa o un paniere di azioni. Nelle unit linked, il capitale che verrà restituito dipenderà dall’andamento di un fondo comune, che può essere costruito ad hoc dalla compagnia o può essere un fondo comune presente sul mercato.

CONVIENE INVESTIRE IN POLIZZE VITA?

Occorrerebbe riflettere sul fatto che le garanzie aggiuntive contenute nelle polizze non comportano spesso grandi tutele rispetto a un’obbligazione (polizze ramo I) o a un fondo o a un Etf (polizze ramo III). Il costo, però, è ben più caro rispetto a un investimento diretto.

Per cominciare, quando sottoscrivi la polizza vita può esserci un costo fisso. Poi, la compagnia trattiene ogni anno parte del rendimento della gestione. Se la gestione è particolarmente efficiente, la compagnia può anche aumentare il proprio guadagno. Infine, se per qualche ragione hai la necessità di recuperare il denaro prima della scadenza, è possibile che vadano sostenuti costi ulteriori.

Tutte le informazioni relative ai costi fissi e aggiuntivi sono fornite dalla stessa compagnia nella tua documentazione: lì sarà indicato il rendimento in diversi scenari di performance – simulazioni fatte dalla società su quanto può rendere la polizza se le cose vanno molto male (scenario di stress), male (scenario sfavorevole), discretamente (scenario moderato) o molto bene (scenario favorevole).

È fondamentale dunque comprendere la differenza tra le polizze di assicurazione e i prodotti finanziari. L’assicurazione vita può essere un utile strumento di protezione finanziaria, ma richiede una conoscenza approfondita in modo da compiere scelte informate. I consumatori devono valutare attentamente le opzioni disponibili, considerando i costi, le coperture offerte e la gestione finanziaria delle compagnie assicurative. La consulenza di un esperto può essere preziosa per navigare tra le complesse normative e garantire una scelta adatta alle proprie esigenze.

Questo articolo è realizzato nell’ambito di Generazione F, un progetto finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5