Parma, 18 novembre 2019 – Continua la scia positiva di vittorie nelle controversie finanziarie legate alla Banca Popolare di Bari. L’attività di tutela dei risparmiatori si concentra soprattutto in Puglia: recentemente Confconsumatori ha ottenuto quattro importanti decisioni positive dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) in provincia di Bari; diverse altre cause e ricorsi all’ACF sono stati avviati a Brindisi, ma i procedimenti richiedono sempre più tempo per arrivare al rimborso.

In provincia di Bari i ricorsi vinti hanno in comune la decisione dell’Arbitro di imporre alla Banca Popolare di Bari il risarcimento degli azionisti per i danni subiti a causa dell’inadempimento di alcuni obblighi nella vendita delle azioni. I titoli venduti, infatti, erano tutti ad alto rischio ed erano stati acquistati inconsapevolmente da persone che pensavano di depositare tutti i loro risparmi in un “salvadanaio sicuro” (così era stato detto loro dalla Banca). «Agli investitori, – ha precisato l’avvocato Alessandra Taccogna, responsabile di Confconsumatori di Bari Capurso Triggiano – tutti di età avanzata e bassa scolarizzazione, la banca aveva chiesto firme senza spiegare neppure di che cosa si trattasse e negando, in seguito, anche la possibilità di vendere le azioni rischiose».

Confconsumatori ha chiesto all’ACF di dichiarare nullo il contratto di vendita delle azioni rischiose. Nonostante la Banca si sia difesa chiedendo il rigetto dei ricorsi, l’Arbitro ha respinto la richiesta della Banca Popolare di Bari riconoscendo la violazione delle regole di condotta, considerato che i ricorrenti «Non erano in grado di percepire con piena consapevolezza l’elevata rischiosità delle operazioni di investimento compiute». Inoltre, i questionari relativi ai profili di rischio non sono mai stati compilati correttamente e, in alcuni casi, erano completamente inesistenti o riportavano firme non apposte dai risparmiatori. La Banca Popolare di Bari è stata così condannata al risarcimento dei risparmiatori per cifre che vanno dai 18 ai 32 mila euro.

Anche a Brindisi, Confconsumatori ha notificato atti di citazione in giudizio civile per una decina di risparmiatori che avevano investito in azioni e obbligazioni convertibili della Bpb e, ancora, altri atti di citazione stanno per essere notificati. I risparmiatori lamentano, anche in questi casi, la mancanza di informazione sulla natura, la tipologia e i rischi dell’investimento consigliato dalla Banca, la non adeguatezza dell’investimento al profilo di rischio del cliente e la mancata consegna della documentazione contrattuale al momento della sottoscrizione delle obbligazioni.

«Anche se i rimborsi e i risarcimenti continuano, – ricorda Emilio Graziuso, Responsabile di Confconsumatori Brindisi e del coordinamento con l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore – i tempi dei procedimenti sono lunghi. Siamo impegnati su più fronti per la tutela dei risparmiatori Bpb e, oltre ai processi incardinati, sono ancora pendenti numerosi procedimenti davanti all’ABF e ci sono risparmiatori in attesa di riscontro ai reclami presentanti alla Banca».