Popolare di Bari e Veneto Banca: riconosciuti 14 risarcimenti L’ACF ha stabilito che le banche dovranno risarcire i consumatori. Il Coordinamento: «Le banche non hanno informato i risparmiatori dei rischi dei titoli».

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Brindisi, 22 gennaio 2021 – Continua il trend positivo di vittorie dinnanzi all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) dei risparmiatori, seguiti dal Coordinamento istituito da Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, Confconsumatori Brindisi, Osservatorio LIDU sui fenomeni di usura, estorsione e sovraindebitamento e ACU Calabria, coinvolti nelle note vicende Veneto Banca e Banca Popolare di Bari.

Tra la fine del 2020 e i primi giorni del 2021, il Coordinamento ha ottenuto sette pronunzie favorevoli per i risparmiatori nei confronti di Banca Intesa San Paolo, quale società incorporante per fusione Banca Apulia, per la vendita di titoli Veneto Banca, e altre sette pronunzie favorevoli per i consumatori nei confronti della Banca Popolare di Bari, per azioni che lo stesso istituto di credito ha emesso e venduto.

Più in particolare, in dette decisioni l’ACF ha riconosciuto il diritto dei risparmiatori ad ottenere il risarcimento del danno quantificato nell’importo investito in azioni, oltre interessi.

«Siamo molto soddisfatti per i risultati che stiamo ottenendo – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, Presidente del Coordinamento – L’ACF sta accogliendo integralmente la nostra linea difensiva riscontrando le criticità evidenziate nei nostri ricorsi e la violazione della normativa di settore da parte degli Istituti di credito».

Nei casi sottoposti all’ ACF, quest’ultimo ha riscontrato la violazione degli obblighi di informazione da parte degli Istituto di credito. Come sostenuto dagli associati del Coordinamento, infatti, l’allora Banca Apulia, oggi Intesa San Paolo s.p.a., nella vendita dei titoli Veneto Banca, e la Banca Popolare di Bari, per la vendita dei propri titoli, non avevano reso edotti i risparmiatori della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere.

I risparmiatori, quindi, solo successivamente, si sono resi conto che detti titoli, lungi dall’essere sicuri erano in realtà azioni illiquide e, quindi, titoli a rischio, i quali hanno registrato un crollo verticale del proprio valore.

Nonostante le pronunzie dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, però, sia la Banca Intesa San Paolo sia la Banca Popolare di Bari continuano a non voler definire bonariamente le controversie, costringendo, così i risparmiatori a adire l’Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.

«Come Coordinamento – continua l’avvocato Graziuso – stentiamo a comprendere la posizione di chiusura assunta dagli Istituti di credito, nonostante le decisioni dell’Arbitro, la storica sentenza di condanna della Banca Intesa San Paolo per la vendita di titoli Veneto Banca emessa dal Tribunale di Brindisi e la nostra proposta di istituire un tavolo di trattative per analizzare e cercare di risolvere le singole posizioni dei risparmiatori. Di fronte a tale chiusura, quindi, continueremo la nostra battaglia al fianco dei risparmiatori dentro e fuori le aule di Tribunale, promuovendo ogni opportuna azione legale».

Per informazioni: coordinamentoconsumatori@gmail.com; tel. 347 – 0628721.