Torino, 13 aprile 2017 – Una brutta sorpresa per gli azionisti costituitisi nel processo penale Seat Pagine Gialle: in udienza preliminare il giudice ha, a sorpresa, respinto le costituzioni di parte civile dei risparmiatori per “assenza di danno diretto”. Ma non è finita: per i legali di Confconsumatori tale provvedimento, poco convincente, potrebbe essere rivalutato dal Tribunale. Dunque l’invito è a prepararsi in vista del prossimo settembre.

Il 27 settembre 2017, infatti, si aprirà a Torino il processo in sede dibattimentale contro i vertici di Seat Pagine Gialle (Enrico Giliberti, ex presidente del cda, Luca Majocchi, ex amministratore delegato fino al 2009, i membri del cda Lino Benassi, Dario Cossutta, Paolo Gamucci, Luigi Lanari, Michele Marini, Stefano Mazzotti, Marco Reboa, Alberto Tazartes, Nicola Volpi, Bruce Mclain) ed i membri del collegio sindacale (Enrico Cervellera e Vincenzo Ciruzzi) per bancarotta fraudolenta.

In sede di udienza preliminare, il giudice per le indagini preliminari, disattendendo anche la diversa valutazione della Pubblica Accusa, ha respinto la costituzione di parte civile degli azionisti per “Assenza di danno diretto”. «Si tratta di un provvedimento per nulla convincente sotto il profilo giuridico – secondo l’avvocato Marcello Gori, che ha assistito gli azionisti associati a Confconsumatori – quand’anche recepisca conforme orientamento della Corte di Cassazione. Confidiamo che tale decisione verrà rivalutata dal Tribunale, in composizione collegiale, in ragione delle argomentazioni, già fornite al GUP, ma concretamente non recepite ed adeguatamente vagliate nella prima fase, che saranno ulteriormente approfondite».

Per tantissimi piccoli risparmiatori danneggiati il processo è l’unica speranza di ottenere giustizia. «Dovrà risultare chiaro e forte al Giudice del dibattimento – continua l’avvocato Gori – che, in difetto di ammissione a parte civile degli azionisti, costoro non avranno concreta altra strada per ottenere giustizia, atteso anche che l’Assemblea di Seat Pagine Gialle ha transatto la posizione di amministratori e sindaci per una somma risibile, senza alcun beneficio a favore dei piccoli risparmiatori, che hanno perso tutto».

Confconsumatori invita, dunque, tutti gli interessati (persone già costituite e poi escluse e nuovi aderenti), che non vi abbiano già provveduto, a richiedere anche, in vista della costituzione, il certificato della banca presso cui hanno acquistato i titoli Seat Pagine Gialle e/o ne hanno mantenuto la relativa detenzione. Nel documento deve emergere, oltre all’acquisto (o i singoli acquisti), tutte le (eventuali) successive operazioni effettuate sui titoli medesimi, la perdurante o meno detenzione e le minusvalenze.

Il crack Seat Pagine Gialle ha generato un danno enorme per centinaia di migliaia di piccoli azionisti. Confconsumatori continuerà a lavorare perché possano ottenere giustizia. Per informazioni seat@confconsumatori.it.