Grosseto, 23 marzo 2015 – La vicenda purtroppo non è unica. Una abbonata Teletu aveva sottoscritto un contratto di fornitura sia della linea telefonica fissa sia del servizio ADSL. Residente in una zona isolata nella provincia di Grosseto, al momento del passaggio la consumatrice è rimasta senza linea fissa per quasi 3 mesi (dal 5 ottobre 2011 al 21 dicembre 2011) e non le è mai stato attivato il servizio ADSL, pur richiesto nel proprio abbonamento e compreso nel canone mensile pagato. La signora, dopo aver tentato inutilmente di cambiare gestore passando a Telecom, si era rivolta alla Confconsumatori di Grosseto. L'associazione, dopo un primo reclamo, aveva impostato un tentativo di conciliazione andato deserto per la mancata comparizione del gestore telefonico.

La malcapitata cittadina si vedeva così costretta, con l’ausilio dell’avvocato Ilaria Nunziata, a chiedere al Tribunale di Grosseto un ordine d’urgenza per la riattivazione del servizio; solo dopo la notifica del cautelare dinanzi al Tribunale di Grosseto la compagnia aveva riattivato la rete telefonica.
Dato il silenzio del gestore telefonico, alla consumatrice non restavache agire per ottenere i danni patiti, essendo rimasta a lungo priva di servizio di telefonia fissa (in una zona non ben coperta dal servizio di telefonia mobile) ed essendo rimasta anche priva di impianto d’allarme, non funzionante in quanto collegato alla rete telefonica.

Dopo anni di lite il Giudice di Pace di Grosseto ha finalmente condannato il gestore telefonico alla refusione di 100 euro per danni patrimoniali conseguenti al maggiore costo connesso all’utilizzo del telefono cellulare ed 900 euro a titolo di danno esistenziale.

Secondo i legali che hanno tutelato la consumatrice si traggono dalla sentenza due importanti principi:
1)    La compagnia telefonica non può fare lo scarica barile nel caso di migrazione ad altro gestore e deve garantire il servizio sin quando questo effettivamente non passi al gestore subentrante. Secondo il Giudice infatti le delibere dell’AGCOM in questione sono da considerarsi di “natura domestica” nel senso che disciplinano i rapporti tra operatori telefonici mentre il rapporto con l’utente è regolato secondo i principi del codice civile;
2)    Il servizio di telefonia domestica è un “bene essenziale” e per l’effetto va risarcito il disagio psico fisico derivante dallo stato di reiterato isolamento nelle comunicazioni con adeguato risarcimento.

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