Grosseto, 19 maggio 2016 – Le loro pensioni non hanno goduto della rivalutazione dovuta e così dieci pensionati associati a Confconsumatori stanno presentando ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Grosseto per recuperarla, chiedendo che venga dichiarata l’incostituzionalità del decreto legge 65/2015 che ha – di fatto – eliminato gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale 70/2015.

Con la sentenza della Corte Costituzionale, la Consulta aveva dichiarato l’incostituzionalità della legge Fornero nella parte in cui sospendeva, per gli anni 2012 e 2013, la rivalutazione delle pensioni superiori a 1.405 euro lordi mensili. Anziché pagare i pensionati quanto stabilito dalla Consulta, il Governo ha sostituito il diritto ad un’adeguata pensione con un bonus: di conseguenza i pensionati, nel mese di agosto 2015, hanno avuto in busta paga una percentuale minima del dovuto che va dal 40% al 10%, in base al reddito e all’importo della pensione. E i pensionati con pensioni superiori ai 2.400 euro mensili lordi, cifra che corrisponde a una pensione netta di circa 1.800,00 euro, non hanno percepito alcuna rivalutazione.

La cosa più grave – osserva l’avvocato Anna Kapalina di Confconsumatori Grosseto, che sta tutelando il gruppo di pensionati – è la modalità con la quale il Governo ha proceduto, per ragioni economiche e finanziarie, ad affievolire diritti acquisiti: l’ha fatto retroattivamente, nel 2015, per il passato, perché la legge incostituzionale si considera come mai entrata in vigore”. Già il Tribunale di Palermo, con ordinanza del 16 gennaio 2016, aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale. Adesso i pensionati grossetani associati a Confconsumatori, tramite l’avvocato  Kapalina, chiedono che anche il Tribunale di Grosseto rimetta la questione alla Consulta perché si tratta di legge retroattiva, quindi contraria all’articolo 3 della Costituzione, e contraria alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dunque in violazione anche dell’articolo 11 della Costituzione.

(foto Ansa)