Bari 23 maggio 2019 – Confconsumatori ha ottenuto un importante risultato: è stata ammessa, nelle scorse settimane, la domanda di costituzione come parte civile nel procedimento penale incardinato dinanzi alla Procura di Trani a seguito del disastro ferroviario sulla linea Andria-Corato che il 12 luglio 2016 aveva provocato 23 morti e 51 feriti.

L’associazione era già intervenuta da subito nel luglio 2016 in merito al disastro ferroviario chiedendo alla Regione Puglia di verificare la sussistenza dei presupposti per l’immediata risoluzione del contratto di servizio con Ferrotramviaria S.p.A., per grave inadempimento di quest’ultima e, in particolare, per la violazione delle norme e degli obblighi di sicurezza derivanti dalla legge e dal contratto.

«L’inchiesta, – aveva spiegato nel 2016 l’avvocato Roberto Loizzo, che sta seguendo il caso – è divisa in tre filoni e seguita da un pool di cinque PM, dovrà ricostruire le responsabilità, chiarire se c’è stato un errore umano e soprattutto verificare la correttezza della gestione del traffico sulla linea, ancora affidato a una tecnologia di comunicazione (il cosiddetto “blocco telefonico”) risalente agli anni ’50. A oggi, si ipotizzano i reati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose plurime».

L’AMMISSIONE NEL PROCESSO

A maggio 2019 il Tribunale Collegiale di Trani ha accolto la domanda di costituzione come parte offesa presentata dall’avvocato Roberto Loizzo a nome di Confconsumatori: la motivazione addotta rappresenta un importante riconoscimento dell’impegno dell’associazione nella tutela degli utenti di servizi e dei passeggeri.

Le motivazioni dell’ammissione di Confconsumatori nel processo

Oltre alle parti civili, il Tribunale ha ammesso come responsabile civile la Regione Puglia, che ora potrebbe trovarsi a rispondere dei danni insieme alla società Ferrotramviaria, concessionaria del servizio ferroviario, e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oltre all’errore umano, all’origine del disastro, il Tribunale è determinato a fare chiarezza anche sul rispetto degli obblighi di vigilanza.

«Porteremo la nostra collaborazione ai Pubblici Ministeri incaricati delle indagini, affinché si possa fare luce su questa drammatica vicenda che ha sconvolto la Puglia e tutta l’Italia» ha dichiarato Mara Colla, Presidente di Confconsumatori.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto, presidente regionale di Confconsumatori: «Non vogliamo accontentarci di sentirci dire che è stato solo un errore umano, ma andremo in fondo alla questione perché ci sono molti punti oscuri che devono essere chiariti».