Se il buono è illeggibile va rimborsato sempre Una famiglia di Grosseto ha ottenuto il rimborso di un buono postale del 1995: sentenza pionieristica. “Ora basta cause e via ai rimborsi”

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Grosseto, 21 gennaio 2021 Un’altra importante vittoria in materia di buoni fruttiferi postali. Un’ordinanza ottenuta da Confconsumatori Toscana per una famiglia di grossetani stabilisce che se il timbro del buono è illeggibile deve essere rimborsato sempre, anche oltre la scadenza. Confconsumatori coglie l’occasione per fare appello al Governo affinché ponga fine al contenzioso dilagante sui buoni postali. 

IL BUONO ILLEGGIBILE – Nel 2016 una famiglia si era vista rifiutare il pagamento del buono sottoscritto nel 1995 perché erano trascorsi 10 anni dalla scadenza del 2005. I piccoli risparmiatori avevano lamentato che la scadenza del buono non era chiara, poiché il titolo che Poste aveva consegnato recava sul retro un timbro, indicante la fruttificazione e quindi la scadenza, assolutamente illeggibile. La famiglia si era rivolta, così, a Confconsumatori Toscana per verificare la possibilità di recuperare almeno in parte l’investimento. Dopo un tentativo stragiudiziale di risoluzione i risparmiatori avevano deciso di avviare una causa affidandosi agli esperti dell’associazione. 

LA BATTAGLIA LEGALEDopo che il Tribunale di Grosseto aveva dichiarato il difetto di legittimazione passiva di Poste in favore del Ministero delle Finanze e Cassa Depositi e Presiti (perché emesso prima del 2000), i risparmiatori grossetani, decisi ad andare fino in fondo alla questione, avevano riassunto la causa dinanzi al Tribunale di Firenze (foro erariale, essendo convenuta in giudizio un’amministrazione dello stato). 

UNA SENTENZA PIONIERISTICACon ordinanza del 19.1.2021 resa in un procedimento sommario (trattandosi di causa solo documentale), quasi per la prima volta in Italia il Tribunale ha ammesso che il Buono (cartaceo) che non contiene la fruttificazione rende impossibile ai risparmiatori individuare il momento dal quale esercitare i loro diritti di rimborso e pertanto il Ministero e Cassa depositi e prestiti non possono validamente eccepirne la prescrizione e devono rimborsarlo anche oltre i 10 anni dalla scadenza.

La decisione del Tribunale (sfogliabile qui: https://www.confconsumatori.it/buono-illeggibile-ordinanza-firenze-19-1-2021/)e costituisce una vera e propria sentenza pionieristica in favore di tanti risparmiatori tratti in inganno da moduli sbiaditi, volgarmente corretti a penna che gli sono stati consegnati in cambio dei loro risparmi, con una totale incertezza sulla scadenza e talvolta anche sull’ammontare degli interessi. 

L’APPELLO DI CONFCONSUMATORI – “Confconsumatori, – dichiara il vicepresidente nazionale dell’associazione Marco Festelli auspica che lo Stato, tramite il MEF e CDP, metta fine al contenzioso ormai dilagante e voglia una volta per tutte intervenire e provvedere al rimborso di tutti questi casi, così adempiendo al dovere morale oltre che giuridico di restituire i risparmi affidati ai cittadini italiani. Dovere accentuato in questa fase di grave recessione economica. Confconsumatori tramite i propri sportelli territoriali è disponibile, avendo lanciato da mesi la campagna “buono tradito”, ad assistere i consumatori che ritengono di aver subito un ingiusto trattamento. 

Leggi l’ ordinanza del tribunale.