Parma, 22 settembre 2016 – Dopo mesi di intenso lavoro, è stata presentata nei giorni scorsi l’annunciata Class Action pubblica sul Sistema Idrico Integrato della Provincia di Sondrio. L’azione di classe è stata attivata da un gruppo di cittadini della Provincia di Sondrio e dalla Confconsumatori, con il contributo del Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Sondrio e del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua. I cittadini hanno raccolto in una diffida, notificata all’Ufficio d’Ambito, a Secam e alla Provincia di Sondrio, una serie di lamentele:

  1. La mancata adozione delle linee guida prima dell’emanazione degli atti fondamentali.
  2. La mancata ottemperanza al contenuto della Carta del Servizio, che prevede che il servizio debba essere svolto nel rispetto dei principi di uguaglianza, imparzialità, continuità, partecipazione, cortesia, efficienza ed efficacia, nonché chiarezza e comprensibilità.
  3. La mancata adozione della modulazione tariffaria prevista ex lege ed l’applicazione, invece, di una tariffa unica senza alcuna modulazione.
  4. L’applicazione scorretta della quota fissa, conteggiata non per singole utenze, ma per numero di unità abitative.
  5. L’adozione del principio della forfettizzazione dei consumi, in violazione dei disposti normativi in materia.
  6. L’applicazione dell’aliquota IVA sui consumi forfettari, ovvero anche su importi che prescindono dall’effettivo utilizzo.
  7. Le problematiche afferenti la remunerazione del capitale investito.
  8. Evidenti errori nel conto economico e nel piano finanziario.
  9. Questioni relative all’onere ed ai costi di installazione dei contatori per le utenze ancora sprovviste del misuratore.

L’Ente Provincia di Sondrio, l’Ufficio D’Ambito della Provincia di Sondrio e la società Secam S.p.a. ora hanno 90 giorni di tempo per rispondere alle istanze rappresentate nel documento che è stato loro inviato e che è possibile scaricare sul sito www.acquavaltellina.altervista.org.

«Nel caso in cui gli interventi richiesti non vengano svolti, – spiega l’avvocato Marina Peschiera di Confconsumatori – ovvero nell’ipotesi in cui non si ritengano, comunque, risolutivi, sarà possibile attivare la seconda fase, ovvero quella giudiziale, ricorrendo, nel termine perentorio di 1 anno, al Tribunale Amministrativo Regionale affinché valuti la fondatezza delle doglianze e provveda sulle richieste dei ricorrenti».

«La Class Action Pubblica, – continua la Peschiera – riconosciuta nei confronti di Pubbliche Amministrazioni e concessionari di Pubblici Servizi, nasce per tutelare gli interessi relativi ad una pluralità di individui in ambito di servizi pubblici. L’obiettivo nel caso specifico è quello di ripristinare un sistema di programmazione, gestione e controllo che garantisca criteri di legittimità, correttezza, economicità, efficacia ed efficienza, nonché equità per un servizio relativo ad un bene primario qual è l’acqua». Per informazioni: confconsumatori.mn@alice.it o 0376.365258.

Da "Il Giorno" del 15 settembre2016

Da “Il Giorno” del 15 settembre2016