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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
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PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
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Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: Banca Etruria

Quando qualcuno diventa te: il dramma silenzioso del furto d’identità digitale Come funzionano le frodi creditizie, perché sono così difficili da intercettare e quali segnali permettono di scoprirle in tempo.

16 giugno 2026 – Come reagiresti se ricevessi una telefonata da una società di recupero crediti che ti chiede il pagamento di rate mai sottoscritte? O se una banca rifiutasse la tua richiesta di finanziamento perché risultano a tuo carico debiti che non hai mai contratto?

Marco, impiegato di 42 anni, è arrivato ai nostri sportelli per raccontarci la sua storia: la scoperta è arrivata di sabato mattina, sotto forma di una lettera di sollecito per il mancato pagamento delle rate di un’auto di lusso. Un’auto che non aveva mai comprato, concessionaria in cui non era mai stato. In pochi secondi, la terra gli è crollata sotto i piedi. Qualcuno, da mesi, “era” lui. Aveva usato il suo nome, il suo codice fiscale e una copia contraffatta dei suoi documenti per ottenere credito.

Quello di Marco non è un caso isolato. Secondo l’Osservatorio CRIF – Mister Credit, nel primo semestre 2025 in Italia sono stati registrati oltre 18.800 casi (+9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024), e il valore economico complessivo frodato ha superato gli 86 milioni di euro. Un numero impressionante, che racconta un fenomeno silenzioso, dove spesso la vittima non si accorge di nulla per mesi, talvolta per anni. Si tratta di furto di identità digitale.

Cos’è l’identità digitale e come ci viene rubata

L’identità digitale non è solo il tuo nome o la tua data di nascita, ma è composta dall’insieme delle informazioni che ci identificano nel mondo online e ci permettono di interagire con la Pubblica Amministrazione, con le banche e con i servizi commerciali:

  • credenziali di accesso
  • password e PIN
  • dati anagrafici
  • numeri di documento
  • informazioni finanziarie
  • profili SPID e account collegati

È un patrimonio invisibile, ma potentissimo. Se finiscono nelle mani sbagliate, possono essere utilizzati da delinquenti per compiere operazioni economiche a tuo nome.

Ma come fanno i truffatori a “diventare noi”?

Le frodi creditizie si verificano quando qualcuno utilizza dati personali ottenuti illecitamente per richiedere finanziamenti, prestiti, carte di credito, acquisti rateizzati o altri strumenti di pagamento.

I dati possono essere acquisiti in diversi modi:

  • Il furto di credenziali tramite Phishing, e-mail che imitano banche o servizi noti; Smishing, SMS che richiedono “verifiche urgenti” o Vishing, telefonate da finti operatori. In questi modi gli utenti vengono manipolati fino a consegnare le proprie chiavi d’accesso.
  • Data Breach, violazioni di database online: attacchi hacker ai database di grandi aziende o siti di e-commerce da cui vengono rubati e poi rivenduti nel “mercato nero del web” pacchetti di dati personali di migliaia di ignari cittadini.
  • Documenti smarriti o sottratti: una foto della carta d’identità lasciata con leggerezza su una chat di messaggistica o il furto della tessera sanitaria.

Una volta ottenuti i dati, i truffatori possono ricostruire un profilo credibile e usarlo per accedere a servizi finanziari.

L’evoluzione della truffa: l’assalto a SPID e le frodi creditizie

Se un tempo il furto d’identità serviva principalmente per svuotare un conto corrente esistente, oggi le frontiere del crimine informatico si sono spostate. L’obiettivo principale sono diventati i canali di accesso ai servizi digitali avanzati, come lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e la CIE (Carta d’Identità Elettronica).

Una volta preso il controllo dello SPID di una vittima, il malcapitato ha virtualmente accesso a tutta la sua vita burocratica e finanziaria. Può firmare contratti digitali, richiedere finanziamenti a fondo perduto, o aprire nuovi conti correnti “di appoggio” per riciclare il denaro proveniente da altre attività illecite.

Da qui si arriva alle frodi creditizie: la stipula di prestiti, finanziamenti o contratti di leasing a nome della vittima. Il meccanismo è subdolo perché, a differenza di un prelievo forzoso sul bancomat, non provoca un’allerta immediata. Il truffatore incassa la somma e sparisce, mentre la vittima resta del tutto ignara finché non arrivano i primi solleciti di pagamento o, peggio, l’iscrizione nel registro dei cattivi pagatori.

L’evoluzione digitale ha semplificato molte procedure, ma ha anche ampliato il rischio.

Per questo motivo è fondamentale adottare password robuste, attivare l’autenticazione a due fattori e monitorare periodicamente gli accessi ai propri account.

Le conseguenze giuridiche per le vittime

Il danno subìto da chi subisce un furto d’identità non è soltanto economico, ma anche e soprattutto legale e psicologico. Le conseguenze giuridiche possono essere severe e complesse da risolvere:

  1. Segnalazione nelle centrali rischi (Crif): la vittima viene catalogata come insolvente, vedendosi rifiutare qualsiasi richiesta legittima di mutuo o prestito futuro.
  2. Coinvolgimento in procedimenti penali: se l’identità rubata viene usata per commettere reati finanziari o truffe a terzi, la vittima si ritrova inizialmente indagata dall’autorità giudiziaria e deve dimostrare la propria totale estraneità ai fatti.
  3. L’onere della prova: spetta purtroppo al cittadino dimostrare che quelle firme, quei contratti e quelle transazioni digitali non sono partiti dalla sua volontà.

Il percorso può essere lungo e complesso, soprattutto se la frode è stata scoperta tardi.

Come accorgersene in tempo e come difendersi

Poiché il furto d’identità si consuma nell’ombra, la tempestività è tutto. Ecco i campanelli d’allarme a cui prestare massima attenzione:

  • ricezione di comunicazioni da finanziarie sconosciute
  • richieste di pagamento inattese
  • notifiche relative a prestiti mai richiesti
  • anomalie nelle caselle di posta elettronica
  • rifiuti immotivati nella concessione di credito.

Cosa fare subito se sei una vittima

Se scopri di essere stato vittima di un furto d’identità digitale, non farti prendere dal panico. Segui immediatamente questi passi fondamentali per limitare i danni e riprendere il controllo della tua vita:

  • Fai subito denuncia: recati presso la Polizia Postale o i Carabinieri. Descrivi dettagliatamente l’accaduto e indica quali documenti o account ritieni siano stati compromessi. La denuncia è il tuo scudo legale principale.
  • Disconosci le operazioni: invia una raccomandata A/R o una PEC all’istituto di credito o alla società finanziaria che ha erogato il prestito fraudolento, allegando la copia della denuncia e richiedendo il blocco immediato di ogni azione e la cancellazione delle segnalazioni negative.
  • Contatta i Gestori di Identità: per revocare le credenziali e generarne di nuove.
  • Chiedi aiuto: gli esperti e i legali delle sedi territoriali di Confconsumatori sono a disposizione dei cittadini per supportarli nella gestione dei reclami, nel disconoscimento dei debiti ingiusti e nel ripristino della propria reputazione creditizia.

La prevenzione resta la difesa più efficace

Come molte truffe digitali, anche le frodi creditizie rappresentano una delle minacce più insidiose del nostro tempo.

La tutela dell’identità digitale non è quindi soltanto una questione tecnologica, ma un comportamento quotidiano. Prestare attenzione ai messaggi ricevuti, verificare le richieste sospette, proteggere le proprie credenziali e controllare periodicamente la propria situazione finanziaria sono accorgimenti che possono fare la differenza.

Perché proteggersi è possibile.
E nessuno dovrebbe avere il potere di diventare te.

Non sei solo, Confconsumatori è al tuo fianco.

Con il progetto Smacco alla Truffa ti offre supporto, informazione e assistenza concreta, per aiutarti a riconoscere e prevenire le frodi digitali.

Rivolgiti ai nostri sportelli:

Sportello online sulle truffe – CONFCONSUMATORI

 

Finanziato dal MIMIT. D.D. 12 maggio 2025
  • Giugno, 16
  • 2135
  • Assicurazioni, Risparmio e Investimenti, Smacco alla Truffa
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Il “Buio oltre il risparmio” al Castellabate Film Festival Un nuovo servizio per accedere rapidamente ai propri dati creditizi, per prevenire segnalazioni negative e sanare rapidamente eventuali errori o contestazioni

Parma, 1° settembre 2020 – “Il Buio oltre il risparmio”, docu-film del giornalista parmense Fabrizio Rizzi e del produttore Andrea Bernabeo, è in concorso al Castellabate International Film Festival 2020, che si terrà prossimamente nella ridente cittadina in provincia di Salerno. Il film sulle drammatiche vicende dei risparmiatori italiani “azzerati” è stato infatti selezionato dalla giuria. Il documentario punta la lente sui risparmi di una vita spariti, sulla disperazione di chi all’improvviso realizza di non avere più nulla, sul senso di vergogna, le storie degli azzerati da Banca Etruria a Carife: tutti elementi che non hanno trovato spazio nelle cronache.

Confconsumatori ha partecipato attivamente alla realizzazione del film portando contributi costruttivi con le riflessioni, contenute nel documentario e nell’analisi dell’evento economico, e con l’intervento del vicepresidente nazionale dell’associazione Marco Festelli; inoltre, ha contribuito alla diffusione del docu-film realizzando eventi ad hoc aperti alla cittadinanza e alle scuole, arricchiti da dibattiti con docenti universitari ed esperti di settore sulla tutela dei risparmiatori traditi, nelle città di Parma, Grosseto e Prato.

Nei trentuno minuti de “Il Buio oltre il risparmio”, girati tra Empoli e Ferrara, Fabrizio Rizzi indaga l’aspetto umano, le ricadute reali di una operazione in cui l’onere di salvataggio delle banche viene scaricato sui piccoli azionisti e sui detentori di obbligazioni subordinate (molti dei quali ignari del fatto che i loro risparmi fossero stati investiti in questo modo). A parlare sono i truffati. L’anziana risparmiatrice non scolarizzata che nei documenti della banca viene definita investitrice esperta, il funzionario che consiglia alla vecchia compagna di scuola l’acquisto delle obbligazioni tossiche, la figlia che vede andare in fumo i risparmi degli anziani genitori e così via, in un vortice di situazioni che portano a galla lo scheletro di un sistema malato.

La vicenda delle vittime del devastante impatto del salvataggio delle banche popolari continua così a tenere viva l’attenzione su uno dei più devastanti contraccolpi del nostro sistema bancario.  Già presentato al Ferrara Film Festival, in concorso all’International Film Festival of Uruguay e menzione speciale del Coffi CortOglobo Film Festival di Vietri sul Mare, lo scorso maggio “Il Buio oltre il Risparmio” è stato anche finalista al NIFF Festival di Londra come miglior documentario.

Come è stato possibile tutto questo? A guidare lo spettatore tra le pieghe di questa vicenda senza responsabili apparenti troveremo l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi ed Alessandro Banfi, direttore Mediaset.

Il male di cui si parla nel documentario ha però radici antiche, come dimostrano poi i richiami a figure importanti come Girolamo Savonarola, ferrarese e grande fustigatore dell’usura, ed a Leonardo da Vinci, nato in una terra, la Toscana, che già all’epoca rappresentava l’avanguardia del sistema creditizio europeo.

La voce narrante è di Massimiliano Buzzanca. Riprese di Francesco Manetti, montaggio di Claudio De Santis, mixaggio Giovanni Perez.

Aggiornamento: è stato annunciato dagli organizzatori che il Castellabate International Film Festival 2020 è rinviato a data da destinarsi considerato il momento particolare che stiamo vivendo dovuto all’emergenza Covid-19.

  • Settembre, 1
  • 2342
  • Calabria, Dalle Sedi, Emilia Romagna, Privacy e Protezione dei dati personali, Progetti e Attività, Risparmio e Investimenti, sitoer
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Domande FIR: Confconsumatori chiede proroga «Mantenere la scadenza al 18 aprile non permetterebbe a risparmiatori e banche di rispettare le norme di sicurezza imposte per il Covid-19»

Parma, 9 marzo 2020 – In seguito ai provvedimenti straordinari emanati per limitare la diffusione del Covid-19, che impongono restrizioni all’accesso anche agli uffici pubblici e creditizi, Confconsumatori chiede pubblicamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze di posticipare la scadenza del FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori) di almeno 90 giorni.

Con la finanziaria dell’anno 2020 era stato differito, dal 22 febbraio 2020 al 18 aprile 2020, il termine per la presentazione delle domande di accesso al Fondo destinato ad indennizzare gli azionisti e gli obbligazionisti delle subordinate delle 4 banche in lca nel 2015, nonché delle due banche venete.

Per la nota e contingente situazione dovuta al propagarsi sul territorio nazionale del Convid-19, si notano in parti d’Italia difficoltà di accesso alle Agenzie bancarie per ottenere la documentazione occorrente.

«Mantenere la scadenza delle domande al 18 aprile – commenta Marco Festelli, Vicepresidente nazionale di Confconsumatori – creerebbe proprio in questo periodo un notevole afflusso di clientela presso le Banche al solo fine di ottenere la certificazione occorrente. Pertanto, Confconsumatori invita il Governo a voler prevedere, nella conversione dei Decreti Legislativi in materia dei coronavirus, una congrua proroga del termine di presentazione delle domande».

 

I risparmiatori interessati a presentare la domanda per il FIR, possono contattare gli sportelli dell’associazione delle sedi territoriali più vicine (elenco completo a questo link) o scrivere una mail alla casella dedicata: risparmio@confconsumatori.it.

→ Confconsumatori ricorda, inoltre, che sul proprio sito è possibile consultare il Vademecum completo sul Fir con le risposte ai dubbi più frequenti, pubblicato negli scorsi mesi. Il pratico documento è consultabile online a questo link.

 

Link al precedente articolo sul sito di Confconsumatori.

  • Marzo, 9
  • 6247
  • Risparmio e Investimenti
  • More

Fir: prorogato il termine per la domanda Sarà possibile per i risparmiatori presentare la domanda di accesso al Fondo fino al 18 aprile 2020

Parma, 7 gennaio 2020 – Con la finanziaria dell’anno 2020 è stato differito, dal 22 febbraio 2020 al 18 aprile 2020, il termine per la presentazione delle domande di accesso al F.I.R. (fondo indennizzo risparmiatori).

Il Fir è destinato ad indennizzare agli azionisti ed obbligazionisti delle subordinate delle 4 banche in lca nel 2015, nonché delle due banche venete.

Confconsumatori ritiene utile lo slittamento del termine atteso, dato che sono state riscontrate dalle proprie sedi dei ritardi poco giustificati nell’emissione dei certificati di possesso (indispensabili) e del costo storico dei titoli da parte delle Banche che hanno acquisto le Banche fallite.

Gli interessati possono contattare gli sportelli dell’associazione delle sedi territoriali più vicine (elenco completo qui) o scrivere una mail alla casella dedicata: risparmio@confconsumatori.it.

Si ricorda che non sono indispensabili, ai fini della presentazione della domanda, i limiti di reddito imponibile (35 mila euro) e patrimonio mobiliare (100 mila), in quanto è possibile documentare il misselling, ovvero l’errore delle Banche nella vendita dei titoli, in quanto non adeguati e non appropriati per il cliente.

→ Confconsumatori ricorda, inoltre, che sul proprio sito è possibile consultare il Vademecum completo sul Fir con le risposte ai dubbi più frequenti, pubblicato negli scorsi mesi. Il pratico documento è consultabile online a questo link.

  • Gennaio, 7
  • 5496
  • Risparmio e Investimenti
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Istanza FIDT: tempo fino al 27 dicembre Fondo risparmiatori: integrazione per le subordinate delle 4 Banche, la scadenza è imminente ma c'è ancora tempo

Parma, 12 dicembre 2019 – Confconsumatori ricorda che venerdì 27 dicembre sarà l’ultimo giorno per i risparmiatori, titolari delle obbligazioni subordinate delle 4 banche che nell’anno 2016 avevano già ricevuto l’80% di indennizzo, per presentare l’istanza al fine di ottenere il 15% integrativo disposto dalla legge finanziaria 2019.

I risparmiatori del Fondo Interbancario Tutela Deposito (FIDT) interessati, che non hanno ancora depositato la relativa istanza, potranno rivolgersi alle sedi di Confconsumatori (Link alle sedi territoriali), con una certa fretta stante l’imminenza del termine e l’avvio della pausa natalizia, oppure scrivere alla casella risparmio@confconsumatori.it

La procedura da svolgere è comunque semplice: attraverso il sito internet del fondo interbancario (https://fds1.fitd.it/), basta infatti inviare una autocertificazione, indicando il numero di pratica precedente con la quale è stato riscosso l’80%, allegare un documento di identità e il codice fiscale, nonché l’iban.

Leggi l’articolo sull’accesso al FIDT a questo link

  • Dicembre, 13
  • 2475
  • Risparmio e Investimenti
  • More

Etruria: poco più di un mese per costituirsi All’inizio di dicembre ci sarà l’udienza del processo contro gli ex vertici di Banca Etruria: ecco chi può chiedere di costituirsi e come fare

Parma- Arezzo, 19 novembre 2019 – Il prossimo 10 dicembre si terrà la prima udienza dibattimentale dinanzi al Tribunale di Arezzo per il processo che vede gli ex vertici di Banca Etruria imputati per la falsità dei prospetti informativi delle obbligazioni subordinate emesse nell’anno 2013. Fino a pochi giorni prima dell’udienza, dunque, coloro che hanno acquistato i due titoli emessi dalla Etruria nel 2013, aventi i codici Isin IT0004931405 e IT0004966856, possono chiedere di costituirsi parte civile nel processo per ottenere il risarcimento dei danni per lo sciagurato investimento.

  • Novembre, 19
  • 2215
  • Risparmio e Investimenti
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