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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: mutui

“Il debito sostenibile e la crisi da sovraindebitamento”: webinar il 23 febbraio L’evento di Confconsumatori fornirà strumenti e consigli per uscire dalla spirale negativa

Parma, 16 febbraio 2024 – Gestire il proprio denaro in maniera responsabile può essere una sfida difficile, e talvolta contrarre debiti – come mutui e finanziamenti – senza compiere le opportune valutazioni rischia di diventare insostenibile per le tasche dei cittadini. Il prossimo venerdì 23 febbraio, a partire dalle ore 15, Confconsumatori organizza, nell’ambito del progetto “Generazione F”, il webinar “Il debito sostenibile e la crisi da sovraindebitamento. Come uscire dalla spirale negativa”.

Durante l’incontro, moderato da Antonio Pinto, responsabile settore Prodotti bancari e assicurativi Confconsumatori, interverranno Luca Lauricella, responsabile affari legali Rimedia, e Luca Fedele, responsabile commerciale Rimedia. Gli esperti forniranno consigli e indicazioni pratiche per prevenire e superare la spirale negativa del sovraindebitamento.

Introdurrà il webinar Marco Festelli, presidente di Confconsumatori: “Il sovraindebitamento è una piaga che coinvolge un numero sempre più alto di cittadini, soprattutto in un contesto socioeconomico complesso come quello attuale. Confconsumatori, con il progetto Generazione F, ha deciso di mettere al centro l’educazione finanziaria, per permettere alle persone di compiere scelte informate e consapevoli. Inoltre, solo un cittadino informato può valutare concretamente l’opportunità di accedere a procedure di esdebitazione, ovvero alla cosiddetta legge anti suicidi”.

PER PARTECIPARE

Sarà possibile partecipare al webinar attraverso la piattaforma Zoom, iscrivendosi al seguente link: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_DSk7xCsuT02Qn1obLA7BMA

Scarica la locandina

IL PROGETTO

L’incontro è organizzato all’interno di “Generazione F – Generiamo Futuro”, un progetto finanziato dal MIMIT (D.M. 6/5/2022 art. 5). “Generazione F” prevede campagne informative e incontri formativi online e sul territorio in materia di consumi sostenibili ed economia circolare; educazione finanziaria e sovraindebitamento; educazione assicurativa, previdenziale e sanitaria.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.confconsumatori.it.

  • Febbraio, 16
  • 1781
  • Generazione F - Generiamo Futuro, Progetti e Attività
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Sentenza sulla manipolazione del tasso Euribor, possibili rimborsi per chi ha contratto un mutuo Confconsumatori in campo: «La partita non è ancora chiusa, invitiamo comunque alla prudenza»

Parma, 12 febbraio 2024 – Chi ha contratto un mutuo o un finanziamento a tasso variabile basato sull’Euribor tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008 può avere diritto a un rimborso. L’Euribor (Tasso interbancario di offerta in euro) è un riferimento per i mercati finanziari, calcolato quotidianamente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee. Un parametro spesso utilizzato come base per calcolare il tasso da utilizzare per un mutuo a tasso variabile.

LA SENTENZA

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 34889 del 13 dicembre 2023, ha sancito il principio secondo cui «l’accordo manipolativo del tasso Euribor accertato dalla Commissione europea con decisione del 4 dicembre 2013 produce la nullità dei contratti “a valle” che si richiamino per relationem al tasso manipolato». In forza di questo principio i debitori che hanno contratto mutui o finanziamenti a tasso variabile basato sull’Euribor tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008 possono avere diritto a un rimborso. Il rimborso non riguarda solamente le banche che hanno partecipato attivamente alla manipolazione dell’Euribor, ma si estende a tutti i mutui che hanno utilizzato questo indice come riferimento per il calcolo degli interessi. Il rimborso riguarda ovviamente le rate pagate nel periodo compreso tra il 29 settembre 2005 e il 30 maggio 2008 e con molta probabilità anche i mutui e finanziamenti accesi prima del 29 settembre 2005 (per le rate pagate nel periodo in oggetto).

COME SI CALCOLA IL RIMBORSO DOVUTO?

Il risparmiatore ha diritto di richiedere la restituzione della differenza tra il tasso di interesse effettivamente applicato al suo mutuo e un tasso sostitutivo. La legge prevede che il calcolo sia effettuato in base all’articolo 117 del Testo unico bancario e il tasso dei bot del periodo. Ad esempio, su un mutuo di 100.000 euro stipulato nel periodo interessato, il rimborso potrebbe ammontare a circa 5.000 euro.

ATTENZIONE ALLA PRESCRIZIONE

La prescrizione è decennale e decorre dal pagamento dell’ultima rata di mutuo, per estinzione o per surroga. Se il mutuo è sempre in ammortamento (vita) non sussiste prescrizione; se è stato estinto o surrogato –ad esempio al 31 gennaio 2014 – è prescritto, salvo che non vi sia stata interruzione (tramite lettera raccomandata a.r. o pec): in tal caso la prescrizione decorre dalla data di interruzione.

LA TUTELA

Il presidente nazionale di Confconsumatori, Marco Festelli, consiglia per il momento, ai cittadini interessati, di «interrompere la prescrizione e attendere che si consolidi una giurisprudenza anche circa la quantificazione del danno. La sentenza appartiene a una sezione semplice della Cassazione, quindi non è vincolante per i giudici di merito».

Le sedi territoriali di Confconsumatori (tutti i contatti su https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/) sono a disposizione per informazioni e assistenza, nonché per gli atti volti a interrompere la prescrizione. È possibile anche rivolgersi allo sportello online di Confconsumatori (https://confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/) svolgendo così tutta l’attività a distanza.

  • Febbraio, 12
  • 20236
  • Risparmio e Investimenti
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“Rinegoziare mutui e finanziamenti per tutelare le famiglie”: le associazioni dei consumatori hanno incontrato il ministro Urso A rappresentare Confconsumatori il presidente nazionale Marco Festelli. Tutte le proposte per salvaguardare il potere d'acquisto.

Parma, 4 ottobre 2023  – I rappresentanti delle associazioni a tutela dei consumatori riunite nel Cncu, il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Centro tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Udicon, Unione nazionale consumatori) hanno incontrato oggi – mercoledì 4 ottobre – il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Per Confconsumatori era presente il presidente nazionale Marco Festelli.

LE PROPOSTE

Le azioni necessarie per combattere l’inflazione vanno ben oltre l’impegno della grande distribuzione e delle imprese di produzione a non aumentare ancora o a scontare, da ottobre a dicembre, i prezzi di un pacchetto di beni su molti dei quali si è già registrato il raddoppio nell’ultimo anno. Ma nel contempo servono altre misure che riteniamo assai più efficaci (come la riduzione dell’Iva sul gas) ai fini del contrasto del carovita che sta mettendo a durissima prova le famiglie italiane:

  1. Reintrodurre per almeno sei mesi lo sgravio delle accise e degli oneri parafiscali sui carburanti e sull’energia elettrica e il gas, utilizzando il maggior gettito Iva per fronteggiare l’atteso aumento continuo dei relativi prezzi, in attesa di una vera riforma di sistema che riconduca correttamente alla fiscalità generale gli oneri impropri che gravano eccessivamente sul pieno dei serbatoi e sulle bollette degli italiani;
  2. Prorogare il regime di maggior tutela per l’energia e il gas per un periodo congruo, utile a correggere le criticità rilevate all’avvio del mercato libero.
    Rafforzare ed estendere i bonus sociali e istituire un “Fondo contro la povertà energetica”;
  3. Rimodulare l’Iva sui generi di consumo fondamentali, sgravandoli in parte e alcuni del tutto, almeno temporaneamente.
    Difendere il potere d’acquisto dei redditi fissi, detassando il lavoro e rivalutando equamente le pensioni;
  4. Modificare l’articolo 4 del Regio Decreto Legge 20 febbraio 1927, n. 222 in modo che anche le associazioni di consumatori riconosciute possano partecipare alle Commissioni comunali per la rilevazione dei prezzi e rendere obbligatoria la comunicazione e diffusione da parte dei Comuni delle variazioni dei prezzi e i prezzi medi, minimi e massimi dei principali beni e servizi di largo consumo sui loro siti internet, rendendoli noti ai cittadini sui principali mezzi d’informazione e comunque attraverso una App dedicata, per offrire loro in tempo reale più possibilità di scelta d’acquisto informato e consapevole e per spingere le imprese ad una sana concorrenza sui prezzi al dettaglio e lungo le intere filiere. Costituire osservatori provinciali presso le camere di commercio in coordinamento con “Mister prezzi” coinvolgendo le associazioni dei consumatori e delle altre categorie;
  5. Innovare il quadro normativo, con il coinvolgimento degli esperti delle associazioni a tutela dei consumatori e delle autorità di vigilanza, per definire le fattispecie di condotta speculativa illecita degli operatori di mercato, introdurre correttivi di natura fiscale sugli extraprofitti e sugli aumenti eccessivi e immotivati nelle transazioni economiche tra operatori nelle filiere, che finiscono per ricadere sui prezzi al consumo, e per rafforzare coerentemente i poteri di indagine e di sanzione dell’Antitrust e del Garante dei prezzi;
  6. Rilanciare l’attività partecipativa del Cncu (in modo che venga coinvolto dal Governo preventivamente rispetto ai provvedimenti che riguardano tematiche consumeristiche) e rafforzare i poteri e l’attività della Commissione allerta rapida
    Mutui e rate: sterilizzare l’incremento delle rate dei mutui conseguenti al rialzo dei tassi Bce, avviando immediatamente il confronto anche tra Governo-banche-associazioni a tutela dei consumatori, anche al fine di riequilibrare il rapporto tra interessi passivi (pagati dai consumatori) e attivi (pagati dalle banche).

Su questi temi e queste proposte le associazioni a tutela dei consumatori stanno già mettendo in campo iniziative per difendere i diritti e il potere di acquisto dei consumatori.

Il presidente nazionale di Confconsumatori Marco Festelli ha sollecitato il ministro Urso e il sottosegretario Bitonci «a un immediato intervento normativo per consentire a larga parte delle famiglie italiane di rinegoziare i propri mutui e finanziamenti anche nel caso di lievi ritardi nei pagamenti, così da rendere la rata sostenibile e sterilizzare il balzello della Bce. Una normativa emergenziale potrebbe sicuramente garantire sia le famiglie dei cittadini consumatori che le stesse banche».  

  • Ottobre, 4
  • 1849
  • Risparmio e Investimenti, Servizi e Società
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Potere d’acquisto dei cittadini, altra mazzata dalla Bce: ora occorrono interventi urgenti su energia e benzina Il nuovo aumento dei tassi d’interesse aggrava una situazione già insostenibile per i consumatori. Confconsumatori chiede una cabina di regia

Parma, 15 settembre 2023 – L’ulteriore nefasto aumento dei tassi di interesse dello 0,25% annunciato dalla Bce (che appare ormai lontana dall’Europa e dall’economia reale), avversato ormai da quasi tutte le parti economiche, sociali, politiche dell’Unione Europea, rappresenta l’ennesima mazzata per i cittadini che hanno contratto un prestito o un mutuo per l’acquisto della prima casa, o che avrebbero intenzione di farlo. Infatti, anche i tassi fissi dei mutui e del credito al consumo sono ormai divenuti salatissimi e non sostenibili.

LE CAUSE DELL’INFLAZIONE – Per Confconsumatori, è un dato certo che l’inflazione aumenti o rallenti in modo direttamente proporzionale ai costi dei fattori produttivi: cioè al costo dell’energia e dei carburanti. Pertanto, l’intervento sui tassi risulta irrilevante ai fini del contrasto all’attuale spinta inflazionistica. Anzi, contribuisce a sua volta ad aumentare l’inflazione, perché i costi bancari sostenuti dalle imprese sono scaricati chiaramente sui costi dei prodotti finali che i consumatori si trovano ad acquistare. In aggiunta il peso sulle tasche di cittadini, diminuendo il potere d’acquisto, sta comportando una recessione fortissima sia in Italia che in tutti i paesi dell’Unione. Infatti, la Bce pare avere dimenticato che l’economia procede e cresce solo se i consumatori spendono (avendo denaro disponibile) e chiedono una maggiore produzione e offerta di beni e servizi a prezzi sostenibili.

Tornando alla nostra Italia, da oltre 30 anni manca una seria e reale politica salariale e il livello reddituale dei cittadini, proporzionalmente ai costi della vita, è ormai ridotto al lumicino. Non si può continuare con i salassi sui mutui, sui carburanti e sull’energia (arrivati a costi più alti rispetto al periodo precedente alla crisi geo-politica in corso), divenuti insostenibili non solo per alcuni, ma per la maggioranza delle famiglie. Tra l’altro l’inflazione reale su redditi medio bassi, fortemente influenzati dall’aumento di mutui, bollette, generi alimentari, può essere determinata nel 10-15% all’anno e costringe i cittadini a non spendere – leggasi recessione – e risulta davvero dannosa per tutto il sistema economico, nonché fortemente ingiusta.

CARBURANTI, ENERGIA E SALARI – Confconsumatori, per voce del suo presidente Marco Festelli, auspica una decisa “aggressione” del problema da parte del Governo che deve rendersi conto dell’ulteriore balzello imposto dalla Banca centrale e liberare, immediatamente, risorse attraverso la riduzione delle accise o comunque del carico fiscale sui carburanti (il prezzo di 2,00 euro al litro è insostenibile per i cittadini), ridurre i costi energetici ripristinando tutte le riduzioni fiscali di alcuni mesi fa (quindi alleggerendo il costo delle utenze domestiche), emanare una legislazione emergenziale che obblighi le Banche, in deroga alle regole EBA, alla rinegoziazione di tutti i mutui, anche di coloro che hanno alcune rate arretrate. Questo è ciò che occorre nell’immediato, anzi, che occorreva già prima.

E fin da domani, invece, in mancanza di alternative, occorrerà purtroppo, per sopravvivere, agganciare i salari all’aumento del costo della vita creando meccanismi virtuosi di premialità proporzionali all’andamento aziendale, considerando che i redditi degli italiani hanno perduto, negli ultimi 20 anni, circa il 25% del loro originario potere d’acquisto.

Insomma, se non si consente ai consumatori di spendere, l’economia si ferma e questo crea sia problemi sociali che economici (anche con riferimento allo Stato, che vedrà ben presto crollare le entrate fiscali).

Per il presidente nazionale di Confconsumatori Marco Festelli “È giunta l’ora di istituire una cabina di regia governativa diretta dalla presidente del Consiglio dei ministri che affronti con rapidità, con tutte le categorie economico-sociali, e in primo luogo con i rappresentanti dei cittadini-consumatori (motore unico del sistema produttivo), l’attuale crisi finanziaria”.

  • Settembre, 15
  • 1431
  • Risparmio e Investimenti
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Alluvione Emilia-Romagna, l’appello delle associazioni dei consumatori: stop a mutui e bollette per almeno 3 mesi L’appello è rivolto a Governo, Regione, Comuni, Banche e Società di fornitura delle utenze per andare incontro alla popolazione vittima dal maltempo

Parma, 18 maggio 2023 – I cittadini dell’Emilia-Romagna colpiti dall’alluvione meritano risposte concrete e immediate: per questo le Associazioni dei consumatori, tra cui Confconsumatori, esprimendo il proprio cordoglio chiedono la sospensione con effetto immediato e per i prossimi 3 mesi di tutte le bollette di acqua, luce, gas, rifiuti, nonché le fatture per telefonia fissa e mobile e abbonamenti pay-tv.

Oggi in molti si ritrovano senza una casa o hanno subito lo stop alla propria attività commerciale a causa delle conseguenze dell’alluvione. I danni subiti dalla popolazione e dalle piccole aziende del territorio ammontano a miliardi di euro ed è necessario un intervento immediato affinché bollette e pagamenti non gravino ulteriormente su cittadini e imprese colpiti dalla tragedia.

“Esprimiamo anzitutto cordoglio per le vittime e sincera vicinanza e solidarietà alle persone così gravemente colpite. Sospendere solo gli adempimenti fiscali e tributari e rimandare le udienze nei tribunali non può bastare per fare fronte alle difficoltà di chi si trova la casa inabitabile o di chi ha subito gravissimi danni alla propria attività. Qualora non avessero già provveduto, chiediamo al Governo, alla Regione, ai Comuni interessati, alle grandi aziende di servizi pubblici il blocco delle bollette e l’uso gratuito dei mezzi pubblici per almeno 3 mesi. Chiediamo inoltre la sospensione del pagamento dei mutui per almeno un anno”, afferma Mara Colla, presidente onoraria di Confconsumatori.

Le Associazioni dei consumatori chiedono infine che si provveda anche al rimborso di concerti ed eventi annullati (come successo per il Gp di Imola), palestre e altri servizi in abbonamento.

  • Maggio, 18
  • 1240
  • Dalle Sedi, Emilia Romagna, sitoer
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BCE, i consumatori: “Errore aumentare ancora i tassi” Per 14 Associazioni dei consumatori gli aumenti sono uno strumento inadeguato che danneggia cittadini e imprese: serve subito un cambio di orientamento

Parma, 9 febbraio 2023 – La decisione di aumentare i tassi d’interesse assunta dalla BCE, allo scopo di contrastare l’aumento dell’inflazione, comporta un conto salato scaricato sulle spalle dei cittadini consumatori.

STRUMENTI INADEGUATI – La BCE ha scelto di utilizzare il più classico degli strumenti ordinari per affrontare una situazione che, invece, ha caratteristiche del tutto straordinarie. Infatti, il ripetuto aumento del costo del denaro, promesso dalla governatrice centrale anche per il prossimo futuro, non incide significativamente sulle ragioni della crisi, che sono legate, anzitutto, alla rarefazione dell’offerta di beni primari ed energetici sui mercati internazionali e, quindi, alle gravissime tensioni geo-politiche connesse alla guerra in atto tra Russia e Ucraina, mentre non dipendono da un eccesso di domanda di beni di consumo che preme sulla formazione e sulla concatenazione dei loro prezzi nelle filiere produttive.

I cittadini oggi non si ritrovano in mano una quantità eccessiva di carta moneta da giustificare detti aumenti , se consideriamo le dimensioni enormi raggiunte dagli aumenti delle spese per i bisogni essenziali delle famiglie, che hanno già causato una forte erosione del loro potere d’acquisto, non temperata efficacemente dalle misure emergenziali finora adottate dal Governo: oggi i consumatori hanno in mano poco da spendere e spendono di conseguenza sempre meno. Uno su quattro di loro vive adesso l’angoscia di non poter soddisfare neppure il fabbisogno alimentare quotidiano e più della metà dichiara che sarebbe travolto dalla necessità di affrontare una spesa straordinaria anche di poche centinaia di euro.

L’IMPATTO SU MUTUI E FAMIGLIE – Perciò l’intervento sui tassi ora non soltanto risulta inadatto a contrastare l’inflazione, ma non fa altro che appesantire per le PMI e, soprattutto, per le famiglie consumatrici i costi dei prestiti e dei mutui bancari in essere a tasso variabile e dei nuovi finanziamenti attivabili anche a tasso fisso, con l’effetto di aggravare ancora il caro-vita e di frenare gli investimenti privati e con il rischio collaterale di aumentare le possibilità di una recessione. Ora, con riguardo alla sola componente del tasso d’interesse, un mutuo-casa ventennale a tasso variabile di 100 mila euro stipulato sei mesi fa, a giugno 2022 (quando i tassi BCE erano prossimi a zero) costa a una famiglia circa 1.700 euro in più all’anno, con una rata mensile aumentata di oltre 140 euro rispetto alla prima pagata a luglio 2022. Questa spesa si somma agli altri aumenti rilevati sui beni di consumo, che valgono oltre 3.000 euro all’anno di spese in più, assorbendo in pratica più di due mensilità di stipendio o di pensione per tanti cittadini e lavoratori, che non è proprio il caso di colpire ancora.

CAMBIARE SUBITO ORIENTAMENTO – Anche per queste ragioni le scriventi associazioni Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Udicon chiedono alla Presidente Lagarde e a tutti i membri del Comitato esecutivo della BCE di cambiare l’orientamento della politica monetaria attualmente praticata.

 

  • Febbraio, 9
  • 3485
  • Mutui, Risparmio e Investimenti
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
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e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
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