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MATERA

MATERA
Via Ugo La Malfa, 3/B – CAP 75100
Telefono: 0835.1766729
Cellulare: 376.1448694
E-mail: confconsumatorimatera@gmail.com
Responsabile: Giovanni Vinci
Orario di apertura: Martedì dalle 17 alle 19; Giovedì dalle 16 alle 19

ROTONDELLA (Mt)
Via Garibaldi, 131 – CAP 75026
Telefono: 328.1984943
e-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: Lunedì dalle 15.30 alle 19.30; Martedì dalle 9 alle 13

PISTICCI (Mt)
Viale Gramsci, 34 – CAP 75015 Marconia
presso Confederazione Italiana Agricoltori
Telefono: 328.1984943
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: venerdì dalle 17 alle 19

TURSI (MT)
Via Roma, 143 – CAP 75028
Telefono: 338.7686589
E-mail: confconsumatoribasilicata@gmail.com
Orario di apertura: mercoledì dalle 16 alle 18.30

TAG: superbonus

Online la Guida Immobili e Bonus fiscali 2025 Pubblicata la nuova guida sui bonus fiscali sulla casa realizzata dal Consiglio del Notariato insieme alle associazioni dei consumatori

Parma,18 febbraio 2025 – La legge di Bilancio 2025 ha portato a un nuovo aggiornamento della Guida Immobili e Bonus fiscali, pubblicata dal Consiglio del Notariato insieme alle Associazioni dei consumatori.

Come le edizioni precedenti, anche la Guida Immobili e Bonus fiscali 2025, disponibile gratuitamente qui oppure sul sito www.notariato.it, illustra i singoli bonus attraverso una serie di schede sintetiche che mettono a confronto la normativa a regime e quella transitoria, indicando le agevolazioni fiscali in vigore e le modalità per usufruirne.

Uno strumento prezioso, dunque, per destreggiarsi tra novità normative, in grado di fornire a cittadini, professionisti e operatori del settore un supporto concreto per orientarsi in una materia davvero complessa, e in continuo aggiornamento. Ricordiamo che la Guida offre un primo supporto, che non può però prescindere dal coinvolgimento dei professionisti tecnici del settore per valutare la possibilità, nel caso specifico, di beneficiare delle varie agevolazioni fiscali.

Scarica la Guida

Notariato e Associazioni dei Consumatori

Il CNN, dal 2005 con la sigla del protocollo d’intesa e operativamente dal 2006 con la costituzione del tavolo di lavoro, è al fianco delle Associazioni dei Consumatori. Ad oggi collabora attivamente con quattordici Associazioni e sono diverse le iniziative intraprese congiuntamente. In particolare, nel corso degli anni sono state redatte e diffuse le Guide per il cittadino, che con un linguaggio semplice analizzano questioni di interesse per la collettività su campi di competenza notarile, così come sono stati organizzati centinaia di eventi sul territorio di incontro e consulenza.

Recentemente sono state aggiornate le sei guide relative al mondo casa e prodotte una serie di infografiche e videografiche che saranno ulteriori strumenti a disposizione dei cittadini nel nuovo sito internet del notariato in fase di costruzione.

Per scaricare altre guide utili vai qui: https://www.notariato.it/it/trova-guide

  • Febbraio, 18
  • 6426
  • Casa e Utenze, Servizi e Società
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Proroga Superbonus 110%: i consigli di Confconsumatori per evitare brutte sorprese Importante imparare a tutelarsi dalle imprese che abbandonano i lavori o impongono costi aggiuntivi illegittimi

Parma, 13 ottobre 2023 – Come noto, il Governo ha prorogato dal 30 settembre al 31 dicembre 2023 il termine per il completamento dei lavori rientranti nel Superbonus 110% su tutti gli edifici unifamiliari e assimilati (le cosiddette villette). Questi mesi sono una boccata d’ossigeno per tutti coloro che al 30 settembre dello scorso anno avevano già completato almeno il 30% dell’intervento complessivo, e che potranno ora contare su altro tempo prezioso per non vanificare gli sforzi fatti sinora. Ma occorre fare attenzione ad alcuni aspetti importanti, per non rischiare di perdere questa nuova occasione.

EMERGENZA LAVORI BLOCCATI

Moltissime sono state le segnalazioni ricevute da parte dei proprietari che, dopo aver commissionato lavori di ristrutturazione per importi spesso molto ingenti e dopo aver firmato montagne di carte, contratti e anche qualche SAL (stato avanzamento lavori), hanno visto le imprese appaltatrici iniziare le attività, scontare le fatture e poi disinteressarsi completamente e, in alcuni casi, addirittura abbandonare del tutto il cantiere.

L’ulteriore tempo concesso da questa proroga è senza dubbio importante, ma potrebbe non bastare per tutti. “Alcuni dei nostri assistiti – spiegano gli avvocati Antonio Pinto e Alberto Sgaramella di Confconsumatori – hanno contrattualizzato i lavori di ristrutturazione nel 2022 e a settembre dello stesso anno l’impresa ha emesso il primo SAL per l’importo del 30% (come previsto per legge). Ad oggi, però, i lavori si sono bloccati e l’assenza di una effettiva ripresa – soprattutto dopo la pausa estiva – mette seriamente a rischio la possibilità di completare l’opera appaltata”.

I CONSIGLI

“In questi casi, ci sono alcune buone pratiche da mettere subito in campo – proseguono gli avvocati Pinto e Sgaramella – come ad esempio controllare i SAL emessi dall’impresa per verificare che ci sia esatta corrispondenza tra i lavori certificati e quelli effettivamente eseguiti. Un secondo accorgimento è senz’altro quello non confidare eccessivamente nella buona volontà dell’impresa appaltatrice e di diffidarla formalmente alla ripresa dei lavori e al completamento delle opere nei termini pattuiti. La delicatezza della situazione consiste anche nel fatto che il committente in buona fede ha comunque già ceduto il proprio credito fiscale all’impresa e quindi in caso di irregolarità sarà il primo soggetto sui cui ricadranno le pesanti responsabilità previste per legge”.

AGIRE SUBITO PER TUTELARSI

Un’azione chiara e tempestiva è quindi indispensabile per tutelare al meglio il proprietario. Ovviamente, qualora le trattative non dovessero portare a una concreta soluzione, sarà necessario agire subito giudizialmente nei confronti dell’impresa e, nel caso, anche del Direttore Lavori, ad esempio con una procedura di Accertamento Tecnico Preventivo. Da questo punto di vista, la Giustizia ha certamente tempi molto lunghi e incompatibili con l’urgenza della situazione che stiamo vivendo, ma ci sono una serie di strumenti processuali che, se ben impiegati, possono iniziare a offrire una prima tutela effettiva al committente oppure agevolare un accordo transattivo con la controparte.

In ogni caso, per tutelare il committente in modo efficace sia nei confronti dell’impresa sia eventualmente del Fisco è fondamentale contestare subito le situazioni di grave ritardo o di inadempienza e fare ricorso al Tribunale affinché un tecnico cristallizzi la situazione sul cantiere prima della scadenza di dicembre.

COSTI AGGIUNTIVI E RICHIESTE ILLEGITTIME

Un secondo problema è che alcune imprese stanno tentando surrettiziamente di ribaltare sui clienti i costi degli oneri finanziari che le banche che acquistano i crediti impongono loro. Sta infatti accadendo che gli istituti finanziari che ancora acquistano i crediti facciano pagare una “commissione” in percentuale anche fino al 15%. Ebbene, stiamo assistendo a lettere di imprese di costruzioni che impongono al cliente di sostenere quei costi, pena la mancata chiusura dei lavori. La richiesta è illegittima perché contrattualmente non è quasi mai prevista, tuttavia il cliente si trova dinanzi a un bivio ed è costretto a scegliere se cedere e pagare somme non dovute o rischiare di non finire i lavori e perdere tutto il beneficio, con l’aggravante del cantiere che rimane in casa.

Il presidente di Confconsumatori Marco Festelli invita i cittadini che stanno subendo queste condotte poco corrette “a denunciare e rivolgersi alle sedi di Confconsumatori per verificare gli effettivi obblighi previsti nei contratti stipulati con le imprese in modo di predisporre iniziative a tutela dei propri diritti su questo tema così delicato, che tocca un bene primario come la casa”.

Per assistenza e informazioni è possibile contattare gli sportelli Confconsumatori elencati nella sezione “Dove siamo” del sito www.confconsumatori.it.

  • Ottobre, 13
  • 2423
  • Casa e Utenze
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Superbonus e cessione dei crediti: le proposte delle Associazioni dei consumatori Dopo le novità introdotte nel 2023, la Commissione Finanze ascolta le istanze di Confconsumatori e di altre dieci associazioni

Parma, 2 marzo 2023 – Quest’anno chi intende avviare lavori di ristrutturazione andrà incontro a grandi novità: è entrato in vigore nelle scorse settimane il Decreto Legge 11/2023in materia di superbonus, bonus edilizi e di cessione dei crediti d’imposta. Il 27 febbraio le Associazioni dei consumatori hanno potuto avanzare le proprie proposte migliorative rispetto alle modifiche introdotte dal decreto durante un’audizione della Commissione Finanze. Insieme a Confconsumatori hanno aderito le sigle Assoutenti – portavoce in audizione -, Adiconsum, Adusbef, Casa del Consumatore, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Mdc, Movimento Consumatori.

In sintesi, sono quattro le richieste avanzate dalle Associazioni relativamente al decreto entrato in vigore il 16 febbraio, che elimina la cessione del credito e lo sconto in fattura. Per tutelare i consumatori e le fasce più deboli è necessario:

  • RIPRISTINARE LO SCONTO IN FATTURA E LA CESSIONE DEL CREDITO PER I COSIDDETTI INCAPIENTI FISCALI
  • L’UTILIZZO ANCHE DELLO STRUMENTO ISEE PER FAVORIRE UNA PIU’ EQUA DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE
  • PREVEDERE LA COSTITUZIONE DI UN FONDO PER LA POVERTA’ ENERGETICA 
  • SUPERARE CRITICITA’ INTERPRETATIVE DELLA NORMATIVA IN ESSERE ONDE EVITARE RICADUTE AI DANNI DEL CONSUMATORE\CONDOMINO

Clicca qui sotto per leggere le proposte delle Associazioni

Leggi le proposte

  • Marzo, 2
  • 3051
  • Casa e Utenze, Rapporti con Pubblica Amministrazione
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Online la Guida Immobili e Bonus fiscali 2023 Pubblicata la nuova guida sui bonus fiscali sulla casa realizzata dal Consiglio del Notariato insieme alle associazioni dei consumatori

Parma, 9 febbraio 2023 – La legge di Bilancio 2023 ha portato a un nuovo aggiornamento della Guida Immobili e Bonus fiscali, pubblicata dal Consiglio del Notariato insieme alle Associazioni dei consumatori.

Come le edizioni precedenti, anche la Guida Immobili e Bonus fiscali 2023, disponibile gratuitamente qui oppure sul sito www.notariato.it, illustra i singoli bonus attraverso una serie di schede sintetiche che mettono a confronto la normativa a regime e quella transitoria, indicando le agevolazioni fiscali in vigore e le modalità per usufruirne. Inoltre, vengono illustrati i criteri per la cumulabilità dei bonus, la possibilità di ottenere lo sconto in fattura, la cessione del credito, la differenza fra bonus a regime, bonus rafforzati e super-bonus (110%).

Uno strumento prezioso, dunque, per destreggiarsi tra novità normative, in grado di fornire a cittadini, professionisti e operatori del settore un supporto concreto per orientarsi in una materia davvero complessa, e in continuo aggiornamento. Ricordiamo che la Guida offre un primo supporto, che non può però prescindere dal coinvolgimento dei professionisti tecnici del settore per valutare la possibilità, nel caso specifico, di beneficiare delle varie agevolazioni fiscali.
All’interno potrai trovare, ad esempio, informazioni sull’Eco-Bonus, sul Sisma Bonus, sul Bonus Facciate e sul Bonus Acquisti.

Scarica la guida 2023

 

Notariato e Associazioni dei Consumatori

Il CNN, dal 2005 con la sigla del protocollo d’intesa e operativamente dal 2006 con la costituzione del tavolo di lavoro, è al fianco delle Associazioni dei Consumatori. Ad oggi collabora attivamente con quattordici Associazioni e sono diverse le iniziative intraprese congiuntamente. In particolare, nel corso degli anni sono state redatte e diffuse le Guide per il cittadino, che con un linguaggio semplice analizzano questioni di interesse per la collettività su campi di competenza notarile, così come sono stati organizzati centinaia di eventi sul territorio di incontro e consulenza.

Recentemente sono state aggiornate le sei guide relative al mondo casa e prodotte una serie di infografiche e videografiche che saranno ulteriori strumenti a disposizione dei cittadini nel nuovo sito internet del notariato in fase di costruzione.

Per scaricare altre guide utili vai qui: https://www.notariato.it/it/trova-guide

  • Febbraio, 9
  • 3296
  • Casa e Utenze, Servizi e Società
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Superbonus 110%: soluzioni per le PMI e i privati committenti, costretti a subire la tempesta perfetta L'analisi dell'avvocato Antonio Pinto di Confconsumatori sulla situazione Superbonus 110%

Parma, 18 luglio 2022 – Pubblichiamo di seguito l’analisi dell’avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, sulla complessa situazione che coinvolge Superbonus 110%.

LA SINTESI DEL PROBLEMA AD OGGI – Le banche non hanno spazio di manovra per concedere la cessione del credito perché hanno esaurito la tax capacity, ossia i volumi che possono portare in compensazione con i propri debiti fiscali. Le imprese non riescono a sostenere le spese dei lavori, anticipando le somme necessarie per dare esecuzione ai contratti stipulati. I privati che hanno affidato i lavori vedono le proprie abitazioni con i cantieri fermi e non sanno se e quando riprenderanno. E’ la tempesta perfetta ed occorre affrontarla in qualche modo se non si vuole rischiare che il conto lo paghino – paradossalmente – solo le aziende oneste e serie che davvero hanno le competenze e la struttura per realizzare i lavori, nonché i cittadini incolpevoli che hanno fatto affidamento sul credito di imposta per avviare lavori che – senza la promessa del bonus – con le loro sole forze economiche, non avrebbero mai avviato.

Il rapporto sulla politica di bilancio 2022, preparato dall’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) ha fatto il punto su tutti i fondi stanziati finora per il superbonus, a partire dalla legge che l’ha istituito, il decreto Rilancio (Dl 34/2020). In totale, si tratta di 33,3 miliardi di euro. E’ accaduto che le previsioni di spesa per lo Stato sono state sottostimate, visto che le domande risultano già superiori a quella cifra ed il quadro di incertezza è aggravato dall’assenza «di un tetto massimo all’onere gravante sul bilancio pubblico». Ma se il tetto non c’è, le domande possono andare avanti. E non esiste limite sui conti pubblici. Questo elemento, unito all’assenza di norme che fissassero parametri certi per le imprese cedenti (il che ha favorito frodi enormi e continue), è stata una follia giuridica oltre che economica da parte di chi ha scritto all’epoca la legge sul Superbonus.

Se le piccole imprese non potranno incassare i 5,2 miliardi di crediti fermi nei cassetti fiscali, si perderanno 47mila posti di lavoro. L’impatto sull’occupazione nel settore delle costruzioni, a causa del blocco del sistema, rischia di essere drammatico.

LE NOVITÀ DEL DL AIUTI E L’IMPATTO SOLO PARZIALE CHE STANNO AVENDO – La cessione dei crediti allargata per il superbonus 110% è diventata realtà pochi giorni fa e avrà una portata temporale ampia, puntando a sbloccare anche cessioni e sconti comunicate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Aiuti. È diventato infatti possibile il passaggio dei crediti dalle banche a tutti i soggetti diversi dai consumatori.

Adesso, la quarta cessione sarà possibile «a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti», che abbiano un conto corrente. In pratica, il bacino dei potenziali acquirenti si allarga, perché potrà acquistare i crediti chiunque eserciti attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. In questo modo, imprese e professionisti diventano destinatari potenziali degli sconti fiscali e quindi si crea una valvola di sfogo che potrebbe sbloccare un mercato ormai quasi completamente fermo.

I crediti acquisiti, infatti, devono essere portati in compensazione. Vanno, cioè, impiegati per pagare imposte e contributi attraverso gli F24. Le banche, soggetti in fondo alla catena delle cessioni, quindi, devono avere una quantità di tasse da pagare che gli consenta di smaltire questa grande massa di crediti. È successo, invece, che questa capienza si sia andata via via esaurendo, anche per gli istituti più grandi. È stato necessario, allora, trovare un modo per allargare la platea dei cessionari e, quindi, la platea fiscale potenziale. Per questo oggi la cessione è stata resa possibile «a favore di soggetti diversi dai consumatori».

Un secondo elemento di novità positivo del Dl Aiuti è quello temporale perché oggetto della cessione è stato allargato anche ai crediti sorti prima dell’emanazione del Decreto Legge. Quindi  tutte le partite Iva in senso ampio, comprese imprese e professionisti potranno acquisire i crediti, anche relativi a spese effettuate nel corso del 2021 e comunque prima del DL Aiuti.

Resta tuttavia aperta la questione della responsabilità di chi acquista i crediti fiscali del Superbonus. Le Entrate, con la circolare 23/E, nei giorni scorsi hanno spiegato che, in caso di frode nella formazione del credito, l’acquirente può essere solidalmente responsabile se non adotta un livello di diligenza che «dipende dalla natura del cessionario». Il rischio concreto è che l’impresa (o il professionista) che acquista dalla banca debba ripetere i controlli perché se ci sono problemi egli ne risponderebbe e quindi non incasserebbe il credito di imposta. Un’operazione ed un rischio che difficilmente gli acquirenti dei crediti vorranno accollarsi. E che potrebbe rendere quindi inefficace l’emendamento. Per sbloccare il mercato dei crediti, sul tema della responsabilità dei cessionari, andrebbe chiarito in sede di conversione del DL Aiuti che, ad eccezione ovviamente dei casi in cui vi è una compartecipazione dolosa a una qualche frode, chi acquista un credito non può essere chiamato a rispondere di nulla, altrimenti l’auspicato sblocco delle cessioni rischia di restare sulla carta. La responsabilità solidale dovrebbe esser esclusa almeno per chi acquista dalle banche (che si presume abbiano già fatto i controlli).

Sul tema della responsabilità dei cessionari dei crediti del Superbonus la Guardia di Finanza ha diramato ai propri reparti territoriali il 26.6.22 una nota di istruzioni. Nello specifico, la responsabilità dell’acquirente sussiste «in tutti i casi in cui quest’ultimo abbia omesso il ricorso alla diligenza richiesta per evitare la realizzazione della violazione e l’immissione sul mercato della liquidità di provenienza illecita». In questo quadro, a intermediari finanziari e soggetti «sottoposti a normative regolamentari» è richiesta l’osservanza di una diligenza particolarmente elevata e qualificata. La sussistenza della diligenza dovrà essere valutata anche sulla base di indici sintomatici della falsità del credito oggetto di compravendita: ad esempio, l’assenza di documentazione, la sproporzione tra valore dei crediti e valore dell’immobile, l’incoerenza tra reddito dei committenti e importi dei lavori, la mancata effettuazione dei lavori, eventuali anomalie sulle condizioni economiche applicate alla cessione dei crediti.

COME DIFENDERSI DALLE BANCHE CHE “RINNEGANO” IL CONTRATTO DI FINANZIAMENTO – Lo snodo principale è la validazione delle società di consulenza a cui si sono rivolte le banche per verificare la correttezza della pratica. È un controllo che garantisce l’allineamento della documentazione presentata alla copiosa normativa. La validazione dei consulenti delle banche è uno snodo cruciale. Finché non c’è la validazione finale, non si arriva al contratto di finanziamento.

La banca, dopo la validazione dei consulenti, stanzia i soldi per la pratica del bonus; con quel denaro il cliente pagherà l’azienda edile, otterrà le fatture e, con il credito d’imposta generato dalla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, andrà ad estinguere in banca il finanziamento concesso. Oppure se vi è stato sconto in fattura l’impresa edile potrà direttamente finanziare i lavori con la cessione del credito ricevuto dal committente privato. Ma che succede se il plafond fiscale dell’istituto è finito? La banca può bloccare l’operazione? In linea generale, se si è stipulato il contratto la banca è obbligata e non può tirarsi indietro per il semplice fatto di avere “esaurito il plafond”. Se invece non si è giunti alla stipula del contratto di finanziamento, la banca può tirarsi indietro. Tuttavia occorre verificare – caso per caso – il contenuto del contratto di finanziamento e la condotta della banca. È importante che non vi siano ostacoli fra la cessione del credito alla banca e l’estinzione del debito. Bisogna controllare, ad esempio, se vi siano clausole che consentano all’istituto di non accettare la cessione del credito o peggio di revocarlo, ecc..

In secondo luogo, è chiaro che il contratto con la banca non si può cambiare ma si può sempre rinegoziare, anche minacciando – ad esempio ed a seconda dei contenuti dei contratti – una eccessiva onerosità sopravvenuta, oppure il venir meno di una presupposizione essenziale, ovvero di esser stato indotto in errore, oppure di esser stato indotto a fare affidamento su una condotta della banca che è invece rimasta inerte o inadempiente (si pensi al caso di un contratto deliberato positivamente dalla banca ma poi non stipulato).

IL PROBLEMA DEI TEMPI DI ESECUZIONE DEI LAVORI, CHE NEL SUPERBONUS SONO FONTE DI RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE E RISARCITORIA SERIA – In edilizia i limiti temporali dei lavori nel settore privato, in genere sono segnati da confini piuttosto sfumati, tra cause di forza maggiore, circostanze imprevedibili e termini suppletivi per l’ultimazione delle opere. Con il Superbonus è diverso. Il legislatore non ha previsto possibilità di deroghe alle scadenze e chi le sfora è tagliato fuori dalla maxi agevolazione, con possibili ripercussioni anche sulla regolarità dei lavori svolti, se legittimati solo mediante un titolo derivante da CILA-Superbonus.

Oggi le scadenze, salvo ulteriori proroghe, sono le seguenti: per i condomini e gli edifici plurifamiliari con unico proprietario (2-4 u.i.) il 110% vale fino al 31 dicembre 2023; chi termina i lavori nel 2024 ha diritto a una agevolazione del 70% e chi passa al 2025 del 65%; per le persone fisiche è invece prevista una proroga al 31 dicembre 2022 ma a patto che al 30 giugno 2022 sia completato il 30% dell’intervento; per gli IACP e per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, resta la proroga al 31 dicembre 2023 ma a patto che al 30 giugno 2023 sia completato il 60% dell’intervento. È chiaro che, con questo calendario, se i lavori non procedono spediti o se non partono in fretta, qualunque ristrutturazione rischia di saltare o di dover essere pagata a suon di quattrini dal proprietario.

Alla radice di un ritardo di solito ci sono inadempimenti contrattuali. Per lavori privati diversi da quelli oggetto di superbonus si tratta di una fattispecie gestibile facilmente, non essendoci quasi mai scadenze inderogabili. Pertanto in condizioni normali si poteva concedere proroga, magari applicando qualche penale. Del resto arrivare al compimento dei lavori è interesse di tutti. Ora invece sui tempi, così come sugli importi e sull’efficacia degli interventi, non si può più scherzare.

LAVORI INIZIATI E POI BLOCCATI: LE RAGIONI GIURIDICHE CHE I COMMITTENTI PRIVATI E LE IMPRESE POSSONO FAR VALERE – Di fronte al rischio di una impresa inadempiente il committente privato ha essenzialmente solo un’arma, il contratto di appalto che, nel caso del Superbonus, dovrebbe aver regolamentato attentamente i termini di consegna dei lavori, totali e parziali.

In tal senso può essere opportuno verificare, ad esempio, se vi è una “clausola risolutiva espressa”, ai sensi dell’articolo 1456 del Codice civile; in questo modo, al verificarsi di uno o più degli inadempimenti dell’appaltatore come previsti in contratto, il committente potrà decidere di attivare tale clausola inviando alla controparte la sua dichiarazione di volersene valere, a mezzo raccomandata a/r o a mezzo pec, nelle modalità pattuite, con la conseguenza che il contratto si intenderà risolto di diritto. Ciò senza che risulti necessaria la pronuncia della risoluzione da parte di un Giudice e senza dover attendere le tempistiche della diffida e messa in mora. In questa ipotesi la pattuizione preventiva intercorsa tra le parti si sostituisce al controllo del giudice in ordine alla gravità dell’inadempimento.

Il committente potrà tutelarsi verificando nel contratto di appalto quali prestazioni dovranno intendersi da effettuare entro un termine ben definito nel tempo e ritenuto dalle parti espressamente “essenziale”, ai sensi dell’articolo 1457 del Codice civile; in mancanza della prestazione entro il termine fissato (ad esempio esecuzione del 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022), il contratto si intenderà risolto di diritto e anche in tale caso non sarà necessaria la risoluzione per via giudiziale, risparmiando così mesi preziosi ed evitando l’alea del giudizio, con i rischi che ne derivano.

È chiaro che, anche laddove non fosse previsto in contratto il suddetto termine “essenziale”, o non fosse stata inserita una “clausola risolutiva espressa” (o più di una), resta al committente la tutela generale prevista dall’articolo 1454 del Codice civile per la quale potrà intimare per iscritto all’appaltatore di adempiere alle sue obbligazioni entro un dato termine preavvisandolo che, in caso contrario, il contratto si intenderà risolto. Laddove l’adempimento non intervenga entro tale termine, che non potrà comunque essere inferiore a quindici giorni salvo casi particolari, il contratto si intenderà anche in questo caso “risolto di diritto”. Infine occorrerà verificare se il contratto prevedeva una assicurazione, attraverso una polizza per danni conseguenti a inadempimento o comunque a rischi specifici.

Ovviamente anche l’appaltatore ha le sue ragioni ed i suoi strumenti di tutela. Ad esempio potrà sempre valutare o di agire in giudizio nei confronti del committente se non è stato messo in condizione di poter ottenere una valida cessione del credito o laddove ritenga che la colpa sia di terzi (ad es. della banca cessionaria, del Direttore dei Lavori, di fornitori/subappaltatori ecc.). Oppure potrà usare una verosimile eccessiva onerosità sopravvenuta per liberarsi da un contratto capestro ecc.. E’ difficile che l’appaltatore non si difenda nei confronti del committente qualora gli venga contestato un inadempimento, con il fine di rovesciare il quadro delle responsabilità e anche per cercare di allontanare il rischio di una richiesta di risarcimento dei danni che il suo inadempimento può aver causato. È chiaro tuttavia che laddove siano state circostanziate in modo adeguato nel contratto di appalto le clausole di risoluzione e laddove, tanto più, la contestazione venga accompagnata da una perizia giurata che attesti la situazione sul piano tecnico (con riguardo a tempi e modalità di esecuzione dei lavori), l’impresa sarà meno propensa ad opporsi alla risoluzione, poiché aumenterebbe il rischio di incorrere in una sentenza che la condanni.

Di certo laddove i lavori non sono iniziati e non si è ancora ricevuto risposta dalla banca per l’ottenimento della cessione del credito, appare saggio optare per una risoluzione consensuale del contratto di appalto. Ma anche laddove i lavori siano iniziati ed il cantiere sia bloccato per mancata accettazione della banca della cessione è sempre opportuna la ricerca di una soluzione consensuale e quindi stragiudiziale fra impresa e committente privato.

di Antonio Pinto

  • Luglio, 18
  • 7408
  • Casa e Utenze, Risparmio e Investimenti
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Superbonus: decalogo Noi&Unicredit Uno strumento utile e accessibile dedicato al Superbonus 110%: per orientarsi tra le agevolazioni. Confconsumatori ha contribuito ai contenuti

Parma, 25 agosto 2021 – Un altro importante risultato della collaborazione tra UniCredit e le Associazioni dei Consumatori: ecco il nuovo decalogo sul tema “Il Superbonus lo conosci davvero?”, si tratta dell’ultimo decalogo realizzato dai cantieri “Noi & Unicredit”, che ha visto, in particolare, il coinvolgimento attivo di Confconsumatori nella stesura dei contenuti.

Cos’è il Superbonus? Chi sono i beneficiari? Quali sono le modalità di accesso al Superbonus? A queste e a molte altre domande risponde il nuovo decalogo Noi&UniCredit dedicato al Superbonus 110%. Realizzato in collaborazione con le 14 Associazioni dei consumatori partner illustra, con un linguaggio semplice e “non tecnico” le agevolazioni previste dal Decreto Rilancio e le modalità per usufruirne.

Il nuovo decalogo è stato realizzato dal cantiere di lavoro che ha visto coinvolti Codacons e Confconsumatori. Per facilitare l’accesso e la diffusione delle informazioni, come di consueto, il documento è realizzato in un formato PDF accessibile a ipovedenti e non vedenti.

SFOGLIA IL DECALOGO cliccando sulla copertina qui sotto

Per vedere tutti gli altri decaloghi e per saperne di più sui cantieri Noi & Unicredit clicca QUI.

 

  • Agosto, 25
  • 1845
  • Casa e Utenze, Progetti e Attività, Servizi e Società
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SEDE REGIONALE E PROVINCIALE
L’AQUILA
SULMONA
Via E. Gianmarco 9   – CAP 67039
Telefono e Fax:  0864.50165
e-mail regionale e provinciale: confconsumatorisu@alice.it
e-mail sportello: confconsumatoriaqsu@gmail.com
Responsabile provinciale: Francesca Davini
Responsabile regionale: Domenico Taglieri
Orari di apertura: Martedì dalle 10 alle 12.30; Giovedì dalle 16 alle 18.30

CHIETI
Sede provinciale
SAN SALVO
Vico IV Garibaldi 2   – CAP 66050
Cellulare:  347.0834207
Email:   confconsumatorich@libero.it
Responsabili:   Antonio Artese
Orari di apertura:  Venerdì 16 – 18

SEDE NAZIONALE
Via Mazzini 43 - 43121 - PARMA
CF 80025080344
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