Parma, 05 ottobre 2026 – Importante riconoscimento per i risparmiatori coinvolti nel caso Veneto Banca e per Confconsumatori. Il Tribunale di Roma, con una sentenza emessa dalla IV Sezione Penale collegiale, ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni alle parti civili costituite nel procedimento, rinviando la quantificazione al competente giudice civile.
Le condanne nel procedimento Veneto Banca
La sentenza ha condannato una dirigente coinvolta nel procedimento alla pena di un anno di reclusione, alla pena di un anno di reclusione, con sospensione condizionale e non menzione nel casellario giudiziale. Inoltre, ha inflitto una sanzione amministrativa pecuniaria di 750 mila euro alla società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. (PwC), ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Il processo trae origine dall’inchiesta avviata dalla Procura di Treviso sui bilanci di Veneto Banca relativi ad alcuni esercizi. Successivamente il fascicolo è stato trasferito alla Procura di Roma, territorialmente competente in ragione della sede della Banca d’Italia.
La condanna è stata pronunciata in relazione all’accusa di ostacolo all’attività di vigilanza. Per l’ulteriore contestazione relativa alla falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale. Il Tribunale ha invece dichiarato intervenuta la prescrizione.
Confconsumatori al fianco dei risparmiatori
Assistita dall’avvocata Barbara D’Agostino, del Foro di Roma, Confconsumatori è stata ammessa come parte civile insieme ai risparmiatori che si sono rivolti all’associazione per ottenere tutela.
Il Tribunale ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, con perdite che nei casi seguiti da Confconsumatori variano da oltre 5 mila euro fino a 24 mila euro. È stata inoltre riconosciuta la rifusione delle spese processuali.
I prossimi sviluppi
Confconsumatori accoglie con soddisfazione questo importante risultato. Una conferma dell’importanza delle azioni intraprese a tutela dei risparmiatori coinvolti nella vicenda. L’associazione attende ora di esaminare le motivazioni della sentenza, che consentiranno di valutare più approfonditamente i principi affermati dal Tribunale e le conseguenze sul piano risarcitorio.
Poiché sono stati preannunciati appelli, Confconsumatori continuerà a seguire con la massima attenzione le prossime fasi del procedimento, affinché il riconoscimento ottenuto in questa sede possa essere confermato anche nei successivi gradi di giudizio.
“Abbiamo portato avanti questa battaglia perché l’affidamento riposto dai risparmiatori era totale. In molti casi erano stati investiti i risparmi di una vita e vi era la legittima aspettativa che quel patrimonio fosse tutelato e gestito correttamente. Il riconoscimento del diritto al risarcimento rappresenta oggi un passaggio importante nel percorso di tutela dei loro diritti”. Dichiarano l’avvocata Barbara D’Agostino e l’avvocato Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori.
