Massa-Carrara, 28 settembre 2022 – Lo sportello di Confconsumatori Massa-Carrara, tramite il proprio legale, l’avvocato Francesca Galloni, ha ottenuto due importanti sentenze in materia di telefonia a favore di due associati. Si tratta delle sentenza n. 196/22 e n. 202/22 emesse dal Giudice di Pace di Massa, dott. Bassioni, entrambe contro il gestore Fastweb. Le sentenze, accogliendo le domande presentate, hanno condannato il gestore a risarcire ai due utenti rispettivamente 2500 e 800 euro.

I FATTI – Uno dei due protagonisti della vicenda era titolare di una utenza telefonica che ha subito un guasto improvviso, impedendogli l’utilizzo sia della linea fissa che del servizio internet. Inizialmente, non solo questo guasto non è stato riparato, ma addirittura il gestore ne negava l’esistenza: per risolvere il disservizio sono occorsi circa tre mesi. L’associato ha dunque tentato invano di chiedere il giusto risarcimento dei danni subiti al gestore e ha deciso a quel punto di proporre giudizio dinanzi al Gdp di Massa, per vedere riconosciuti i suoi diritti. Il guasto, oltretutto, si era verificato nel periodo in cui l’uomo stava organizzando il matrimonio della figlia, e l’utenza telefonica di riferimento era proprio quella fissa. Il Gdp di Massa con la sentenza ha riconosciuto un importo elevato a titolo di risarcimento danni, quantificato in 2500 euro in quanto “è infatti ormai pacificamente riconosciuta la sussistenza di tale tipologia di danno esistenziale che trova fondamento nei diritti della persona umana tutelati dall’art. 2 della Costituzione. L’esistenza di tale danno – prosegue la sentenza – è chiaramente risarcibile ancorché non provato nel suo importo, suscettibile di valutazione in via equitativa atteso che può ritenersi in re ipsa. In forza di ciò, con la sua applicazione al caso di specie, appare equa la corresponsione della somma di €2500 richiesta in atti sia a titolo di risarcimento dei danni e disagi, nel caso de quo acuiti dalla circostanza che si trattava proprio di disservizio accaduto durante l’organizzazione di un matrimonio, con tutte le incombenze e necessità di contatti, incontri e appuntamenti che in questo  caso devono essere tenuti”.

L’altra sentenza riguarda un caso di servizio non richiesto: un’associata che aveva un contratto con Fastweb ha ricevuto un sms sul proprio cellulare che la informava che sarebbe stata attivata la fibra internet, che lei, però, non aveva mai richiesto. Di lì a poco l’utenza ha smesso di funzionare e solo a distanza di tempo, dopo innumerevoli telefonate, ha scoperto che sulla sua utenza la fibra non era in ogni caso attivabile e che quindi la non sarebbe mai stata funzionante. A quel punto, per non perdere il numero di telefono, si è vista costretta a cambiare operatore e a chiedere il risarcimento dei danni, che il gestore però le ha negato. Il Giudice di Pace, invece, ha finalmente dato ragione alla consumatrice, riconoscendo il giusto risarcimento dei danni.

“Si tratta di due sentenze molto importanti a tutela dei consumatori – spiega l’avvocato Galloni – per due motivi: uno perché in entrambi i casi il gestore si era limitato a riconoscere l’indennizzo previsto nella Carta dei servizi senza riconoscere altro risarcimento, invece riconosciuto dal Giudice; il secondo perché con queste sentenze viene consolidato l’orientamento secondo il quale il caso di disservizio o attivazione di un servizio non richiesto con conseguente guasto sulla linea telefonica protratto per un certo periodo di tempo, il risarcimento che spetta all’utente non solo è dovuto ma è anche di importo significativo”. Inoltre per l’avvocato Galloni, “le sentenze confermano che l’indennizzo previsto dalle normative di secondo livello di Agcom non assorbe il risarcimento dei danni anche esistenziali e morali, e la mancata esecuzione del contratto (fornitura del servizio telefonico) preclude ai gestori telefonici di esigere il pagamento delle bollette nei periodi in cui il servizio non è stato erogato”.