Reggio Emilia – Pisa, 24 aprile 2015 – Stop ai comportamenti illegittimi degli operatori di telefonia. Confconsumatori incassa due importanti vittorie in materia di telefonia, entrambe nei confronti Vodafone. Un segnale chiaro per ribadire che gli operatori devono rispettare il diritto all'informazione del cliente e osservare comportamenti all'insegna della trasparenza e della buona fede. I due casi risolti riguardano un consumatore di Reggio Emilia "sballottato" tra ddue operatori e rimasto senza linea per 78 giorni e un consumatore di Pisa, che si era trovato migliaia di euro in bolletta per servizi mai richiesti.

REGGIO EMILIA: contratto non richiesto – Era rimasto senza telefono fisso per 78 giorni, sballottato tra due gestori telefonici (Telecom e Vodafone) e per risolvere il problema aveva dovuto chiedere l'attivazione a Telecom (suo vecchio gestore) di un nuovo numero. Il giudice di pace, però, dopo una lunga battaglia gli ha riconosciuto un danno di 1.000 euro. Tutto era iniziato quando l'associato di Confconsumatori Reggio Emilia si era ritrovato ad essere cliente di Vodafone senza aver mai firmato nessun contratto. Ci sono voluti 2 anni e l'assistenza dell'avvocato di Confconsumatori Angelo Ammaturo per ottenere la pronuncia, particolarmente dura, del giudice di pace di Reggio Emilia, Alfredo Carbognani. Infatti la sentenza si scaglia contro la possibilità che vi sia un passaggio automatico da un operatore a un altro senza la richiesta di un documento scritto che attesti l'effettiva sottoscrizione di un nuovo contratto e l'effettiva volontà dell'utente: «Per inciso – si legge nella sentenza – questi gestori (tutti), dovrebbero cessare di estorcere nuovi contratti con metodi dubbi (senza ordini veri ma solo ventilati) e poi con ritardi nella riattivazione del precedente gestore, nella speranza magari che l'utente, fiaccato, ceda all'utenza in corso di cambiamento».
Scarica la sentenza del Giudice di Pace di Reggio Emilia.

PISA: servizi non richiesti – In 5 anni gli erano stati addebitati direttamente sulla carta oltre 5000 euro di costi non dovuti o ingiustificati. Il giudice del Tribunale di Pisa, Marco Viani, ha accolto la richiesta di rimborso presentata dal un associato di Confconsumatori, rappresentato dall'avvocato Giovanni Longo. L'uomo si era accorto degli addebiti sproporzionati solo al ricevimento delle prime fatture con importi esosi giustificati come "connessioni wap, servizi voce, messaggistica e dati". Il consumatore, che aveva sottoscritto un pacchetto comprensivo di 250 minuti di chiamate verso tutti per 19 euro, negava di aver mai dato consenso esplicito agli ulteriori servizi forniti (tra cui "assicurazione Kasko" e "download giochi") né era mai stato informato dei relativi costi. Il Giudice ha rilevato dapprima una clausola palesemente vessatoria nel contratto attivato nel 2006 con Vodafone che poneva un limite di 45 giorni per l'invio di reclami (mentre la legge prevede invece 5 anni). Poi il giudice ha richiamato il dovere, in capo all'operatore, di buona fede e di tutela dell'interesse del cliente, ad esempio consentendo al consumatore di monitorare il traffico. In caso di importi indebiti l'onere probatorio spetterebbe all'utente, ma – come si legge nella sentenza -, "L'onere probatorio deve ritenersi esaurito con la dimostrazione della mancata richiesta volontaria dei servizi". Riguardo i numerosi addebiti di traffico voce (circa 15 euro ogni bimestre) è risultato che il traffico effettivo aveva superato la soglia solo in un bimestre, "Gli addebiti esposti a tale titolo – continua la sentenza – sono evidentemente del tutto privi di giustificazione". Ingiustificata anche la polizza Kasko: "Il contratto esibito non fa alcun riferimento a tale assicurazione". Il giudice quindi ha condannato Vodafone a restituire al cliente oltre 5000 euro più gli interessi e le spese.
Scarica la sentenza del Tribunale di Pisa.
Scarica l'articolo dell'avvocato Giovanni Longo d Confconsumatori Pisa.