Parma, 7 novembre 2008 – Il futuro di Alitalia è ancora incerto, figuriamoci quello dei suoi potenziali passeggeri. Precisiamo che si tratta di passeggeri di Alitalia e non di CAI, perché, per adesso, a vendere i biglietti è sempre la vecchia compagnia di bandiera .

Quale sarà il destino di quei passeggeri che, oggi, rispondendo alle offerte, acquistano un biglietto da Alitalia per un volo che dovrà effettuarsi tra due, tre mesi , se, poi, ci sarà la tanto conclamata, ma non ancora ben spiegata, discontinuità tra Alitalia e CAI? Si tratta forse di saldi di fine stagione? Mistero!

In ogni caso non è un mistero che l’Unione Europea e l’Enac hanno espressamente richiesto la discontinuità tra le due gestioni societarie. E questa discontinuità per i passeggeri significa che nessuno garantisce sia l’effettuazione del viaggio acquistato, che l’eventuale rimborso del prezzo del biglietto pagato .

Intanto continuano a vendere; ma cosa vendono, se non sanno neanche se gli aerei potranno partire nei prossimi giorni?

Molti aeroporti italiani, infatti, hanno già comunicato ad Alitalia l’avvio di procedure finalizzate all’applicazione dell’art. 802 del Codice della navigazione, cioè la possibilità di bloccare le partenze nel caso di mancato pagamento da parte delle compagnie aeree di quanto dovuto per tasse e servizi aeroportuali vari .

Tale notizia, stranamente passata inosservata, rischia di determinare comunque disservizi e mancate partenze a breve.

Nel frattempo vengono formulate anche offerte natalizie di biglietti aerei.

Sorge il sospetto che Alitalia voglia approfittare del periodo e “caricare” i passeggeri sulla slitta di Babbo Natale!

“ Ancora una volta, l’unico Babbo Natale sono i contribuenti italiani e i passeggeri che, del tutto ingiustamente, continuano a pagare i costi di una gestione fallimentare ” – dichiara l’avv.Carmelo Calì, responsabile nazionale trasporti di Confconsumatori e componente del Comitato Tutela Diritti del Passeggero presso Enac.