Parma, 18 Febbraio 2010 – La fretta é sempre stata una cattiva consigliera. É questo il giudizio che ci sentiamo di esprimere rispetto alla decisione dell’Enac di far partire, dalla prossima settimana, l’uso degli body scanner in due aeroporti italiani.
Ci sentiamo di esprimere diverse riserve nei confronti di questi strumenti, ma, prima ancora, resta il fatto che i consumatori non possono leggere sulla stampa della loro introduzione. L’adozione di tali apparecchiature necessita di una preventiva informazione e di un preventivo esame in relazione agli aspetti legati alla salute e alla privacy, che non possono essere affidate a rassicuranti dichiarazioni giornalistiche. E ciò anche se le stesse sono riferite ad una audizione presso un’importante istituzione e anche se tale decisione é stata assunta con il parere di un’autorevole commissione istituita ad hoc.


Chiediamo, pertanto, una convocazione immediata del Comitato tutela diritti del passeggero presso Enac al fine di ricevere tutte le dovute informazioni e fare le relative valutazioni. Riteniamo che debba essere proprio tale comitato ad essere convocato perché, essendo composto da tutti gli operatori del settore, é opportuno un confronto fra le diverse voci.
Comprendiamo che non vi é nessuna obbligatorietà di tale convocazione e non possiamo invocare nessun parere preventivo, ma riteniamo che la tutela dei diritti dei passeggeri non possa essere affidata a previsioni formali . Deve, invece, essere esercitata con una capacità, sostanziale, di informare i cittadini ed ascoltare le loro opinioni.
Siamo certi si sia trattato di una svista e che la premura dell’adozione dello strumento magari ha fatto dimenticare qualche passaggio importante. Ma, ci permettiamo ricordare che non si tratta di fare la corsa a chi arriva primo ad installare i body scanner negli aeroporti. Comprendiamo benissimo i problemi legati alla sicurezza e siamo contenti che agli stessi si voglia dare una soluzione in tempi rapidi, ma ciò non può esimere, tutti, da una attenta valutazione dei vari fattori in campo. E, ci permettiamo ricordare altresì che la sicurezza dei passeggeri non la si raggiunge solo con i body scanner, ma anche aumentando il livello di attenzione a tutte le altre procedure già in atto.


“ Aspettiamo fiduciosi, la convocazione del Comitato e, a scanso di equivoci dichiariamo sin da ora, che ciò che ci sta a cuore non é frapporre pretestuosi e preconcetti ostruzionismi, ma esercitare il nostro ruolo con responsabilità, affinché l’intero sistema funzioni grazie al contributo di tutte le componenti, che hanno pari dignità, pur nella diversità dei ruoli e dei compiti ” – ha dichiarato  l’avv. Carmelo Calì, rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso Enac e responsabile nazionale trasporti di Confconsumatori.