Catania, 27 aprile 2012 – Con una recente sentenza il Giudice di Pace di Giarre (CT), avv. Agostino Crisafulli, ha riconosciuto a due passeggeri i diritti a loro spettanti in virtù del regolamento comunitario n. 261/2004 in seguito alla cancellazione del volo ed in virtù della Convenzione di Montreal per la ritardata consegna del bagaglio.

Due coniugi al fine di trascorrere una vacanza in Piemonte, nella città di Bra (CN), hanno acquistato un biglietto per un volo con partenza prevista da Catania alle ore 12,25 ed arrivo a Torino alle ore 14,20. Giunti regolarmente all’aeroporto è stato loro comunicato che il volo era stato cancellato e sarebbero partiti con volo di altra compagnia. Ma la disavventura non finiva qui in quanto all’arrivo all’aeroporto di Torino, hanno dovuto constatare la mancata consegna del bagaglio, che é stato consegnato solo dopo tre giorni pregiudicando in tal modo l’andamento della vacanza programmata per una settimana.

Gli attori tenuto conto che il volo di riprotezione era giunto a destinazione entro due ore da quello previsto per il volo cancellato hanno chiesto la corresponsione del 50% della compensazione pecuniaria per come previsto dal regolamento comunitario. Il giudice ha riconosciuto la loro richiesta ed ha anche rigettato l’eccezione delle compagnie che sostenevano non si trattasse di cancellazione ma di volo effettuato in regime di code-sharing. Infatti il biglietto acquistato e prodotto in giudizio indicava espressamente una sola compagnia e non riportava nessuna indicazione che il volo sarebbe stato effettuato in virtù di un accordo tra i due vettori.

Ma le richieste dei passeggeri hanno trovato accoglimento anche in relazione alla ritardata consegna del bagaglio. I vettori sono stati condannati innanzitutto al rimborso delle spese che i passeggeri hanno dovuto sostenere per acquistare nell’immediatezza quanto necessario a sopperire alla mancanza dei propri beni personali. Sono stati riconosciuti anche i danni subiti per la vacanza rovinata in quanto la ritardata consegna ha determinato una parziale fruizione del periodo di svago.

Le compagnie sono state così condannate in solido a corrispondere la complessiva somma di euro 1.929,67 di cui euro 529,67 per le spese affrontate e provate con i relativi scontrini di acquisto, euro 600,00  ciascuno, determinati equitativamente per la vacanza rovinata ed euro 100,00 ciascuno per la compensazione pecuniaria.

«Ogni disservizio ha la sua particolarità – ha dichiarato l’avv. Carmelo Calì, responsabile nazionale trasporti e turismo di Confconsumatori che ha assistito in giudizio i passeggeri – e questa sentenza, che ne esamina e risolve diversi, rappresenta indubbiamente un ulteriore elemento di novità. Significativo, inoltre, il concorrere nel riconoscimento dei diritti dei passeggeri l’applicazione delle due discipline del regolamento comunitario n. 261/2004 e della Convenzione di Montreal a conferma del fatto che i consumatori non devono aver timore nel richiedere tutto quanto a loro spettante».

 

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