Catania, 8 novembre 2012 – I disservizi che si sono registrati nei primi giorni di applicazione del piano Fontanarossa-Sigonella impongono, al di là delle legittime proteste dei passeggerei, alcune riflessioni.

Che il piano dovesse scontare una fase di criticità iniziale era certamente prevedibile e quindi ci auguriamo che quanto accaduto nelle prime ore possa costituire il presupposto per operare quelle scelte immediate necessarie ad un aggiustamento “in progress”.

E se era certamente prevedibile il numero di addetti necessari a garantire l’espletamento delle varie procedure, siamo ben consapevoli che alcune criticità che sono sopraggiunte non erano prevedibili.

«A questo punto, – commenta Carmelo Calì, Presidente di Confconsumatori Sicilia e responsabile nazionale del settore Turismo & Trasporti dell’associazione – per gli altri venticinque giorni che restano ancora, le soluzioni sono due: la trasparenza o la conflittualità.

La prima non deve essere confusa con i proclami unilaterali che, sia detto senza nessuna polemica, sembra abbiano avuto la prevalenza in questi giorni. Siamo ben consapevoli del grande sforzo organizzativo fatto e, ancor più, diamo atto della scelta operata di garantire le partenze da Catania, che è andata a beneficio dei passeggeri. Proprio per questo auspichiamo che tutto ciò non vada sprecato o messo in ombra dai disservizi delle prime ore. Tale obiettivo può essere raggiunto spiegando ciò che è accaduto e i rimedi adottati. In altri termini, se il grande lavoro effettuato non è stato purtroppo sufficiente ciò che i passeggeri si aspettano è di conoscere le soluzioni adottate per porvi rimedio. Le ragioni si possono comprendere solo se qualcuno le spiega. I passeggeri, siciliani e non, hanno dato già prova, non solo nel recente passato, di grande ragionevolezza».

«Al di fuori di questo dialogo trasparente – conclude Calì – resta la seconda opzione, cioè la conflittualità. Su questo campo le associazioni dei consumatori non hanno nessun timore di confrontarsi, ma sono ben consapevoli che la contrapposizione resta sempre l’ultima strada da percorrere. E anche questa è una posizione di grande ragionevolezza».