Parma, 13 giugno 2012 – Finalmente il sistema aeroportuale italiano viene concepito non come una monade ma come una infrastruttura fra le infrastrutture, secondo quanto dichiarato oggi dal Presidente dell’Enac, professor Vito Riggio, e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera nel corso della presentazione del rapporto Enac 2011 che si è svolto oggi a Roma.

«Abbiamo sempre sostenuto in questi anni – dichiara l’avvocato Carmalo Calì, Responsabile nazionale Trasporti per Confconsumatori e rappresentante Cncu nel comitato tutela diritti del passeggero presso Enac – che il sistema aeroportuale italiano non aveva bisogno della proliferazione di piccoli aeroporti e ai passeggeri non doveva essere garantito un aeroporto “sotto casa”, ma di raggiungere e lasciare l’area aeroportuale nel più breve tempo possibile e con costi contenuti. Apprendiamo con soddisfazione quindi che il futuro sarà contraddistinto dal raggiungimento di questo obiettivo: la realizzazione e il potenziamento di infrastrutture stradali e ferroviarie, innanzitutto, affinché i collegamenti con e da gli aeroporti abbiano tempi brevi e costi limitati. Come noto, oggi, in alcuni casi, raggiungere l’aeroporto costa più del biglietto aereo».

Desta preoccupazione, invece, il dato relativo agli ispettori di volo che, secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale dell’Enac, dottor Alessio Quaranta, sono ormai ridotti a quattro. «È una questione – commenta l’avvocato Calì – a cui porre mano immediatamente e senza indugio. Inutile aggiungere che i livelli di sicurezza e di qualità raggiunti in questi anni possono essere mantenuti, nell’interesse di tutti e non solo dei passeggeri, solo grazie alla possibilità di avere un numero adeguato di ispettori di volo. Non chiamate “l’Ispettore Gadget”: non servono pochi ispettori bionici, dateci subito più ispettori di volo».

Discorso a parte merita infine la questione relativa all’aumento della tariffe che, come è stato opportunamente sottolineato dal Presidente di Assaereo, dottor Lupo Rattazzi, viene sempre scaricata sui passeggeri che divengono il “bancomat degli aumenti”. «E questo – conclude Calì – dovrà essere oggetto di futuri e ulteriori approfondimenti».